Che cos'è la cirrosi ?
La cirrosi epatica è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni della struttura e delle funzioni del fegato. Le normali cellule epatiche sono danneggiate e sostituite da tessuto cicatriziale (fibrosi) . Inoltre compaiono dei noduli di rigenerazione di cellule epatiche malfunzionanti. La distorsione della normale struttura epatica che ne consegue interferisce con il flusso sanguigno all'interno del fegato.

Quali sono le principali cause di cirrosi epatica?
Le cause di cirrosi epatica sono tante , ma spesso il risultato è simile. Ci sono centinaia di milioni di persone affette da cirrosi epatica nel mondo. Riassumiamo le principali cause:

1)  Epatite cronica B
2)  Epatite cronica C
3)  Epatite cronica D
4)  Epatopatia alcolica
5)  Epatite autoimmune

Una forma particolare di cirrosi è la cirrosi biliare primitiva in cui le alterazioni interessano le vie biliari intraepatiche.
Più raramente sono causa di cirrosi alterazioni congenite del metabolismo del ferro (emocromatosi) , del rame (morbo di Wilson), del glicogeno (glicogenosi), carenza di alpha1antitripsina.Inoltre prolungata insufficenza cardiaca o ostruzione delle vie biliari possono provocare peculiari forme di cirrosi (cirrosi cardiaca e cirrosi biliare secondaria)

Quali sono le conseguenze della cirrosi epatica?
I noduli di rigenerazione epatici e la fibrosi provocano una grave alterazione della struttura del fegato che interferisce con la circolazione del sangue nel fegato stesso.
Ne consegue un aumentata pressione a livello della vena porta e un ingrandimento della milza che sequestra le piastrine e i leucociti , risultandone una loro riduzione spesso severa. Inoltre se la pressione a livello portale aumenta ulteriormente tutte le vene affluenti della porta risulteranno dilatate con formazione di varici a livello dell'esofago e dello stomaco con possibile loro improvvisa rottura ed emorragia a volte grave. Altra conseguenza è una dilatazione delle vene del retto (emorroidi).
L'ipertensione portale in aggiunta ad altre anormalità metaboliche (riduzione dell'albumina sierica prodotta normalmente dal fegato), ormonali (aumento dell'aldosterone, meno metabolizzato dal fegato insufficiente) e ad alterazioni renali porta all'accumulo di liquido nell'addome (ascite).
L'anormale funzione del fegato causa complicazioni importanti. La secrezione ridotta di bilirubina da parte delle cellule epatiche conduce all'ittero. L'albumina sintetizzata dal fegato si riduce e fa aggravare l'ascite e gli edemi periferici. La diminuita produzione di fattori della coagulazione porta a una maggiore facilità alle emorragie. Può anche comparire alterazioni del metabolismo degli zuccheri con maggiore resistenza all'insulina ed a volte diabete.
La cirrosi in fase avanzata può provocare alterazioni cerebrali con comparsa di ridotta concentrazione, fino allo stupore e al coma. Tutto ciò è dovuto all'assorbimento da parte dell'intestino di sostanze tossiche derivate soprattutto dalle proteine ingerite che non vengono depurate da parte del fegato.
.
Quante persone sono affette da cirrosi epatica in Italia?
Si calcola che esistono almeno 1000000 di cirrotici in Italia.

Quale rischio ha un paziente affetto da cirrosi epatica?
Esiste il rischio in anni di evolvere verso lo scompenso con comparsa di ascite (liquido nell'addome), emorragie per rottura di varici esofagee o gastriche o progredire verso la completa insufficienza epatica con comparsa dell'encefalopatia.
Infine il 3-4% all'anno evolve verso il cancro del fegato.

Come si fa la diagnosi di cirrosi epatica?

1) 

Molti pazienti non hanno sintomi a parte una stanchezza, spesso importante. La diagnosi viene posta spesso solo valutando gli esami di laboratorio o quando compare una complicazione (ascite, emorragia).

2) 

Altri cirrotici accusano perdita di appetito, ittero, prurito (dovuto all'accumulo nella cute dei sali biliari), rossore a livello delle palme delle mani, diminuzione del desiderio sessuale, ginecomastia (ingrossamento nell'uomo delle ghiandole mammarie), ipertrofia delle paratiroidi ecc. Nei cirrotici scompensati può comparire ascite, vomito di sangue per rottura delle varici nell'esofago o nello stomaco, disturbi dell'attenzione fino allo stupore e al coma.

Gli esami di laboratorio sono sempre alterati. Si osserva un incremento degli enzimi epatici (transaminasi, fosfatasi alcalina, gammaglutamiltransferasi) in genere mai cospicuamente, una riduzione dell'albumina, dei fattori della coagulazione (protrombina), delle piastrine. Nelle fasi di compenso della cirrosi queste ultime prove di funzione del fegato possono essere perfettamente normali e la diagnosi essere sospettata dall'ecografia che può documentare una lieve dilatazione della porta e un ingrandimento della milza. Una gastroscopia può mettere in evidenza la presenza di varici esofagee che per lo più comunque compaiono più tardivamente.
A volte solo una biopsia (comunque non sempre necessaria) fa porre la diagnosi di cirrosi evidenziando la presenza di avanzata fibrosi e i noduli di rigenerazione.
Per quanto riguarda la causa della cirrosi si documenterà o meno la presenza di virus epatitici e si raccoglierà dalla storia clinica del paziente notizie sull'eventuale abuso di alcol e si indagherà sul metabolismo del ferro e del rame.

Quale terapia per la cirrosi?
La cirrosi epatica è in genere irreversibile, ma il trattamento della malattia che l'ha causata può bloccare o rallentare l'evoluzione.
Sicuramente in tutti i casi va abolito completamente l'alcol sotto ogni forma.
Nelle forme di cirrosi compensata da causa virale può essere impiegata una terapia antivirale come nel caso dell'epatite cronica B (interferone e/o lamivudina) o dell'epatite cronica C (interferone e  ribavirina).In quest'ultima forma la terapia può ridurre l'infiammazione, la fibrosi e in parte il rischio di comparsa di tumore. Particolarmente utili in questo senso potrebbero rivelarsi i nuovi interferoni peghilati, che si somministrano una volta alla settimana e che sono attualmente in studio. Comunque gli interferoni non possono essere dati alle forme di cirrosi avanzata per gli effetti collaterali.
Le forme autoimmuni vengono trattate con cortisonici e azatioprina.
Nelle forme avanzate si trattano le complicazioni. L'emorragia da varici esofagee sono trattate con la scleroterapia o la legatura delle varici stesse .L'ascite e gli edemi periferici vanno curati con la restrizione del sale e dell'acqua e con i diuretici.
Una dieta povera di proteine e il lattulosio per scaricare giornalmente l'intestino è la terapia ideale per l'encefalopatia epatica.
Infine il trapianto di fegato è il trattamento altamente efficace nelle cirrosi epatiche scompensate.

 

©2001 IdéoSviluppato da NetvisionGaranziePrivacy