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EPATITE VIRALE C – L’alendronato in combinazione con calcio e vitamina D previene l’osteoporosi dopo trapianto di fegato : uno studio prospettico in un singolo Centro.
AGOSTO 2005
L’alendronato è efficace per prevenire l’osteoporosi associata al trapianto di fegato. (Millonig et al., Liver Transpl., 11:960, 2005).
TRAPIANTO DI FEGATO – Uno studio randomizzato aperto per valutare la sicurezza e la farmacocinetica di immunoglobuline antiepatite C umane ( Civacir) in trapiantati di fegato.
AGOSTO 2005
Le immunoglobuline umane contro l’epatite C non presentano effetti collaterali in pazienti affetti da epatite cronica C da sottoporre a trapianto. Ulteriori studi sono richiesti per valutare se la loro somministrazione ha effetti benefici in questo gruppo di pazienti. (Davis et al., Liver Transpl;11,941, 2005)
TRAPIANTO DI FEGATO – La positività delle crioglobuline sieriche si associa a peggiore evoluzione del trapianto di fegato nell’epatite cronica C.
AGOSTO 2005
La presenza delle crioglobuline sieriche è un predittore indipendente di più severa evoluzione di malattia epatica, severa fibrosi e minore sopravvivenza dopo trapianto di fegato per epatite C (Rayhill et al., Transplantation, 80,448, 2005).
STEATOSI EPATICA- Disfusione endoteliale e profilo di rischio cardiovascolare nella steatosi epatica non alcolica.
AGOSTO 2005
Il rischio di malattia epatica avanzata è ben dimostrabile nei pazienti affetti da steatosi epatica non alcolica ma in una larga maggioranza dei casi è osservabile la malattia cardiovascolare che indirettamente limita il numero di scompensi epatici.(Villanova et al., Hepatology, 42, 473, 2005.)
CIRROSI EPATICA- Funzione circolatorio e sindrome epatorenale nella cirrosi epatica.
AGOSTO 2005
La sindrome epatorenale è il risultato della riduzione dell’output cardiaco nell’ambito si una severa vasodilatazione arteriosa. (Ruiz-del-Arbol et al., Hepatology, 42, 439, 2005.)
CIRROSI EPATICA – Predizione di cirrosi in pazienti con epatite cronica C basandosi su tests di laboratorio standard : risultati di una coorte di pazienti nello studio HALT-C
AGOSTO 2005
Un modello basato su test di laboratorio standard può essere impiegato per predire la cirrosi istologica con alto grado di accuratezza in circa il 50% di pazienti con epatite cronica C. (Lok et al., Hepatology, 42, 282, 2005.)
EPATITE VIRALE C – Trattamento di epatite cronica C avanzata con un basso dosaggio inrementabile di terapia antivirale.
AGOSTO 2005
In una discreta proporzione di pazienti con avanzata epatite cronica C , un trattamento antivirale con basse dosi di farmaci aumentabili può negativizzare l’HCVRNA, stabilizzare la malattia e prevenire la ripresa dell’epatite C dopo il trapianto.(Everson et al., Hepatology, 42, 255, 2005.)
EPATITE VIRALE C – Studio internazionale multicentrico randomizzato controllato di un trattamento dinamicamente individualizzato in confronto al trattamento standard in pazienti con epatite cronica C
AGOSTO 2005
Un miglioramento sull’efficacia virologica non è stata osservata impiegando un trattamento individualizzato.(Zeuzem et al., J. Hepatol., 43, 250, 2005)
EPATITE VIRALE C- Interferone peghilato alfa2b e ribavirina per il trattamento di pazienti con epatite cronica C refrattari al trattamento.
AGOSTO 2005
La risposta all’interferone peghilato e ribavirina in soggetti precedentemente non responsivi all’interferone classico e ribavirina con genotipo 2 e 3 e in relapser è comparabile ai risultati osservabili in pazienti precedentemente non trattati. (Krawitt et al., J. Hepatol., 43, 243, 2005)
EPATITE VIRALE B – Cinetica virale in pazienti affetti da epatite cronica B resistenti alla Lamivudina durante una terapia di combinazione Adefovir-Lamivudina
AGOSTO 2005
Sebbene recenti studi non mostrino alcuna differenza nella riduzione dell’BVDNA confrontando la monoterapia con adefovi5 dipivoxil rispetto all’associazione adefovir-lamivudina in pazienti con epatite cronica B resistente alla lamivudina, l’analisi matematica della cinetica virale precoce suggerisce un effetto addizionale della lamivudina sulla distruzione delle cellule infettate durante la terapia di combinazione Mihm et al., J. Hepatol, 43, 217, 2005).
EPATITE VIRALE C – Terapia non interferonica: un’opzione per il miglioramento della necroinfiammazione in pazienti con epatite cronica C che non possono affrontare la terapia interferonica.
AGOSTO 2005
La somministrazione di ribavirina, amantadina e acido ursodesossicolico è stato confrontato con la somministrazione di silimarine. Il primo trattamento ha ottenuto la normalizzazione delle transaminasi nel 58% dei casi 4 e la risposta biochimica sostenuta nel 28% dei casi in confronto al secondo trattamento in cui la risposta è stata rispettivamente del 15,3 e del 2,8%. La risposta virologica sostenuta si è osservata soltanto nel 2,4% nel primo gruppo e nello 0% nel secondo gruppo. Inoltre nel primo gruppo è stato evidenziato un miglioramento istologico in oltre il 60% dei pazienti. (El-Zayadi et al., Liver Internat. 25, 746, 2005)
EPATITE AUTOIMMUNE – L’Epatite autoimmune tipo 1 : Sicurezza ed efficacia di una terapia medica prolungata
AGOSTO 2005
L’epatite autoimmune può essere trattata con efficacia per 3 o 4 decenni con basso dosaggio di immunosoppressori ottenendo una vita normale e pochi effetti collaterali. Il trapianto di fegato che presenta maggiori rischi di rigetto in questo gruppo, può essere evitato per lunghi periodi nella maggior parte dei pazienti. (Seela et al., Liver Internat., 25, 734, 2005)
EPATITE VIRALE C- Risultati positivi del trattamento della reinfezione di epatite C con interferone alfa2b e ribavirina dopo trapianto epatico. Un follow-up a lungo termine
AGOSTO 2005
La terapia di combinazione con interferone e ribavirina in pazienti trapiantati di fegato con epatite cronica C è un trattamento efficace con alta risposta virologica sostenuta. E’ ben tollerato e porta a un miglioramento istologico. (Yedibela et al., Liver Internat., 25, 717, 2005)
CIRROSI EPATICA – Risultati a lungo termine della paracentesi massiva con somministrazione di albumina in pazienti con peritonite batterica spontanea: uno studio prospettico randomizzato
AGOSTO 2005
La paracentesi massiva con infusione di albumina è efficace come i diuretici e albumina per via venosa per il trattamento della peritonite batterica spontanea con mortalità simile. (Choi et al., J.Gastroenterol. Hepatol., 20, 1215, 2005)
CIRROSI EPATICA – Risultati a lungo termine della paracentesi massiva con somministrazione di albumina in pazienti con peritonite batterica spontanea: uno studio prospettico randomizzato
AGOSTO 2005
La paracentesi massiva con infusione di albumina è efficace come i diuretici e albumina per via venosa per il trattamento della peritonite batterica spontanea con mortalità simile. (Choi et al., J.Gastroenterol. Hepatol., 20, 1215, 2005)
EPATITE VIRALE B- Il cambiamento dell’infezione da virus dell’epatite B in Italia nelle ultime tre decadi
AGOSTO 2005
Alla fine degli anni 70 l’Italia era una nazione a medio livello endemico di infezione da epatite B, mentre oggi è una nazione con infezione molto bassa. Questi cambiamenti importanti sono dovuti a miglioramenti delle condizioni sociali e a misure preventive (come il programma di vaccinazione contro l’epatite B). (Stroffolini, Digest.Liver Disease, 37, 622, 2005).
CIRROSI EPATICA- Dimostrazione di una correlazione tra la pressione venosa occludente delle vene sovraepatiche e della pressione venosa portale in pazienti cirrotici
AGOSTO 2005
La misura della pressione occludente delle vene sovraepatiche si correla con la misura diretta della pressione portale e l’accordo è sufficientemente buono per impiegare la prima come metodo surrogato. (Thalheimer et al., Digest Liver Disease, 37, 601, 2005)
CIRROSI EPATICA – Stato psicologico e depressione in pazienti con cirrosi epatica
AGOSTO 2005
I pazienti con cirrosi epatica hanno segni di alterazioni psicologiche e di depressione in relazione alla gravità della malattia. Pertanto un discreto numero di pazienti necessitano di trattamento specifico per tali alterazioni.(Bianchi et al., Dig. Liver Disease, 37, 593, 2005)
STEATOSI EPATICA – Steatosi epatica non alcolica e resistenza all’insulina: importanza dei fattori di rischio e delle caratteristiche istologiche
AGOSTO 2005
La resistenza all’insulina è stata evidenziata nel 33% dei pazienti con steatosi epatica ed è risultata più frequente tra i pazienti con varie alterazioni metaboliche rispetto a quelli esposti a tossici petrolchimici. La presenza di resistenza insulinia nei casi con fibrosi avanzata suggerisce che questa può influenzare la prognosi della steatosi epatica. (Guidorizzi de Siqueira et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol., 17, 837, 2005.)
CARCINOMA EPATOCELLULARE - Trial randomizzato controllato di confronto tra radiofrequenza percutanea, iniezione percutanea di etanolo o di acido acetico per carcinomi epatocellulari di 3 cm o meno.
AGOSTO 2005
La radiofrequenza percutanea è risultata superiore alla iniezione di etanolo o di acido acetico per quanto riguarda la ripresa tumorale locale e la sopravvivenza; la radiofrequenza percutanea ha però causato maggiori complicazioni.(Lin et al., Gut; 54, 1151; 2005)
EPATITE VIRALE B- Un anno di trattamento con Telbivudina, Lamivudina e combinazione di questi due farmaci in pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg positivi
AGOSTO 2005
Pazienti affetti a epatite cronica B trattati con telbivudina per un anno hanno mostrato una significativa maggiore risposta virologica e biochimica rispetto a quelli trattati con lamivudina. I risultati con un regime di combinazione erano simili a quelli ottenuti con la telbivudina da sola.(Lai et al., Gastroenterology, 129, 528, 2005)
EPATITE VIRALE C- Peginterferone alfa2a e Ribavirina per 16 o 24 settimane in pazienti affetti da epatite cronica C con genotipo 2 o 3
AGOSTO 2005
In pazienti affetti da epatite cronica C con genotipo 2 e 3 (con bassa carica virale) che dimostrano una rapida risposta virologica è sufficiente un trattamento con PEGInterferone alfa2a e ribavirina per 16 settimane. Nei pazienti infetti con genotipo 3 (alta carica virale) è necessario un trattamento più prolungato. (Von Wagner et al., Gatroenterology, 129, 522, 2005)
Stimolazione complementare del trasporto epatobiliare e del sistema epatico di detossicazione da parte della rifampicina e dell’acido ursodesossicolico nell’uomo.
AGOSTO 2005
La rifampicina aumenta la detossicazione degli acidi biliari, la coniugazione della bilirubina e migliora il sistema di trasporto biliare mentre l’acido ursodesossicolico stimola il trasporto canalicolare così come quello degli acidi biliari Questi indipendenti ma complementari effetti possono giustificare l’impiego di entrambi i farmaci per il trattamento delle malattie epatiche colestatiche.(Marchall et al., Gastroenterology, 129, 476, 2005)
EPATITE VIRALE D – La terapia con lamivudina nell’epatite cronica delta. Uno studio pilota multicentrico controllato e randomizzato
AGOSTO 2005
Nei pazienti affetti da epatite cronica D trattati con lamivudina è stata raggiunta una risposta completa sostenuta nell’8% e una risposta parziale istologica positiva nel 26%. La viremia delta non è stata influenzata persino in pazienti con riduzione della viremia D ottenuta con la lamivudina . (Niro er al., Alim. Pharmacol.Therapeutics, 22, 227 , 2005)
EPATITE VIRALE C- La terapia con Interferone è sicura ed efficace nei pazienti con epatite cronica C e malattia infiammatoria intestinale? Uno studio caso-sontrollo
AGOSTO 2005
La risposta biochimica e virologica alla terapia con interferone alfa leucocitario in pazienti affetti da epatite cronica C con malattia cronica intestinale è simile a quella osservata in soggetti con la stessa forma di epatite ma senza malattia intestinale. Gli effetti collaterali sono uguali in entrambi i gruppi di pazienti e non correlabili alla malattia intestinale. Pertanto l’interferone può essere somministrato a questo tipo di pazienti a condizione che la malattia dell’intestino sia in remissione clinica. (Bargiggia et al., Alim. Pharmacol.Therap., 22, 209, 2005)
TRAPIANTO DI FEGATO- Trapianto di Fegato in Pazienti con Presenza del Mutante dell’HBV Resistente alla Lamivudina impiegando Adefovir Dipivoxil più Lamivudina
LUGLIO 2005
L’aggiunta di Adefovir Dipivoxil alla Lamivudina è un efficace profilassi prima del trapianto in soggetti con presenza di mutanti virali resistenti alla Lamivudina.(Lo et al., Liver Transpl., 11,807,2005.)
EPATITE VIRALE B- Evoluzione dell’Epatite Cronica B, HBeAg negativa dopo Inizio con Lamivudinasotto trattamento a lungo termine con Analoghi Nucleosidici o Nucleotidici
LUGLIO 2005
Nell’epatite cronica B HBeAg negativa la terapia per lunghi periodi con analoghi nuclesidici o nucleotidici, dopo inizio con Lamivudina, aumenta la sopravvivenza e riduce il rischio di maggiori complicazioni in confronto ai non trattati e ai pazienti non responsivi all’interferone. Nei pazienti con avanzata fibrosi un attento follow-up per la comparsa di resistenza alla lamivudina deve essere fatto per aggiungere altri antivirali; alternativamente in questi casi si potrebbe iniziare con farmaci che creano minore resistenza.(Papatheodoridis et al., Hepatology, 42, 121,2005)
EPATITE VIRALE C- Fattori Virali e dell’Ospite nell’Epatite C iniziale
LUGLIO 2005
I fattori legati all’ospite sono determinanti più importanti nella dinamica dell’infezione acuta da HCV rispetto ai fattori legati al virus.(Mosley et al., Hepatology, 42, 86, 2005.)
EPATITE VIRALE B- La Cinetica Virale Impiegando Interferone Peghilato alfa-2b e/Lamivudina in Pazienti con Epatite Cronica B, HBeAg negativi
LUGLIO 2005
L’aggiunta di Interferone Peghilato alfa 2b al trattamento con Lamivudina non aumenta il potere di bloccare la produzione dell’HBV né la velocità di scomparsa delle cellule infettate.(Sypsa et al., Hepatology, 42, 77, 2005).
EPATITE AUTOIMMUNE- L’Epatite Autoimmune: Effetto dei Sintomi e della Cirrosi sulla Storia Naturale e sull’Evoluzione
LUGLIO 2005
Pazienti con epatite autoimmune asintomatica all’insorgenza hanno una buona prognosi e possono non richiedere la terapia; la presenza di cirrosi all’iniziale biopsia epatica significa una cattiva prognosi in tutti i pazienti.(Feld et al., Hepatology, 42, 53, 2005.)
STEATOSI EPATICA- Prevalenza e Fattori di Rischio di Steatosi Epatica Non-Alcolica: Studio Dionisio sulla Nutrizione e Fegato
LUGLIO 2005
La steatosi epatica non alcolica Ha un’alta prevalenza nella popolazione generale, non si associa a sospetta malattia epatica, ma si associa a molti fattori della Sindrome Metabolica.(Bedogni et al., Hepatology, 42, 44, 2005.)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Caratterizzazione di Piccoli Noduli nella Cirrosi Valutando la Vascolarità; il Problema del Carcinoma Epatico Ipovascolarizzato
LUGLIO 2005
Il metodo non invasivo suggerito dall’AISF per la diagnosi di epatocarcinoma è soddisfacente in solo il 61% di piccoli noduli nel cirrotico; quindi è frequentemente richiesta la biopsia. Confidando sulle immagini in noduli di 1-2 cm non si fa diagnosi fino al 38% dei casi. Ogni nodulo più grande di 2 cm deve essere guardato con molto sospetto di epatocarcinoma.(Bolondi et al., Hepatology, 42, 27, 2005.)
STEATOSI EPATICA- La steatosi: un Cofattore in altre malattie epatiche
LUGLIO 2005
Un attivo trattamento dell’obesità e una riduzione della statosi può migliorare il danno epatico e ridurre la progressione della fibrosi.(Powell et al., Hepatology, 42, 5, 2005).
EPATITE ALCOLICA- La Dialisi con Albumina Riduce la pressione Portale Acutamente nei Pazienti con Epatite Alcolica Severa
LUGLIO 2005
La dialisi con Albumina produce una clinica significativa riduzione della pressione portale con un meccanismo non chiaro. La LARS può essere utile nella terapia dell’ipertensione portale nei pazienti con epatite alcolica severa associata a insufficienza epatica.(Sen et al., J.Hepatol. , 43, 142, 2005)
EPATITE VIRALE B- Il Virus e I livelli di Transaminasi Evidenziano la Comparsa di Resistenza al Farmaco durante il Prolungato Trattamento con Lamivudina nell’Epatite Cronica B
LUGLIO 2005
Lo stato dell’HBeAg, i livelli di HBVDNA e di transaminasi e la durata del trattamento sono i fattori predittivi della comparsa della mutazione virale durante la terapia con Lamivudina nell’Epatite cronica B e dovrebbero essere presi in considerazione nel disegno terapeutico.(Chang et al., J. Hepatol., 43, 72, 2005).
EPATITE VIRALE B-Sicurezza e Attività Antivirale dell’Emtricitabina per il Trattamento dell’Epatite Cronica B: uno Studio lungo 2 Anni
LUGLIO 2005
L’Emtricitabina è stata ben tollerata e ha dimostrato una potente attività antivirale in trattamenti fino a 2 anni in pazienti con epatite B cronica. Basandosi su questi dati è suggerito un dosaggio di 200 mg una volta al giorno per futuri studi.(Gish et al., J.Hepatol, 43, 60, 2005).
EPATITE VIRALE C-Trattamento combinato con Interferone Peghilato e Ribavirina nella Fase Acuta dopo la Ripresa Epatitica nel Paziente Trapiantato
LUGLIO 2005
Il trattamento con Interferone peghilato alfa-2b e Ribavirina nella fase acuta della reinfezione da virus dell’epatite C dopo trapianto di fegato porta a una risposta virologica precoce del 62,5% e una risposta sostenuta del 34,7%. La combinazione è sicura, con bassa percentuale di sospensione.(Castells et al., J.Hepatol, 43, 53, 2005)
EPATITE VIRALE B E C- La steatosi epatica nell’epatite cronica B e C: predittori, distribuzione ed effetto sulla fibrosi
LUGLIO 2005
La steatosi epatica è comune nell’epatite cronica B e C e si associa a un aumento della circonferenza addominale, a un’alterazione del glucosio e del C-peptide e del genotipo 3 nell’epatite cronica C. Il grado di steatosi si correla con la progressione della fibrosi nell’epatite cronica C genotipo non-3. (Gordon et al., J.Hepat. 43, 38, 2005).
EPATITE VIRALE C- Sicurezza ed efficacia dell’interferone peghilato + ribavirina in pazienti con epatite cronica C e fibrosi a ponte o cirrosi.
LUGLIO 2005
La terapia di combinazione con interferone peghilato più ribavirina sembra efficace in questo gruppo di pazienti eccetto in quelli che avevano precedentemente fallito utilizzando l’associazione interferone-ribavirina. Questa terapia è sicura con un appropriato monitoraggio ma la tolleranza sembra peggiore in pazienti con una malattia epatica avanzata.(Marrache et al., J.Viral Hepatitis, 12, 421, 2005)
EPATITE VIRALE B- Risposta a lungo termine al trattamento con lamivudina (fino a 5 anni) in pazienti con epatite cronica B severa; ruolo del genotipo e della resistenza al farmaco
LUGLIO 2005
Dati raccolti dall’impiego di lamivudina fino a 5 anni indicano che non ci sono differenze nelle risposte biochimiche virologiche tra genotipi. La cirrosi era più prevalente con genotipi specifici. Non si sono riscontrate influenze del genotipo sullo sviluppo di resistenza alla lamivudina, tuttavia la severità della malattia epatica è influenzata dal genotipo stesso. (Moskovitz et al., J. Viral Hepatitis, 12, 398, 2005)
EPATITE VIRALE B- Efficacia di un ritrattamento con la bilirubina in pazienti con ripresa di malattia dopo un’iniziale trattamento con lamivudina nell’epatite cronica B HBeAg positiva
LUGLIO 2005
Un ritrattamento con lamivudina in pazienti che hanno presentato relapse dopo terapia iniziale con la stessa lamivudina, hanno una maggiore percentuale di risposta e una minore durata di sieroconversione dell’HBeAg in confronto al periodo iniziale. (Shin et al., J.Viral Hepatitis, 12, 393, 2005)
EPATITE VIRALE C – L’interferone peghilato alfa2b + ribavirina in pazienti egiziani con epatite cronica C, genotipo 4.
LUGLIO 2005
Nonostante un blando insignificante incremento della risposta a fine terapia e 6 mesi dopo la sospensione utilizzando l’interferone peghilato, la scarsa risposta del genotipo 4 in Egitto (4a) ai vri tipi di innterferone può essere correlata a una resistenza intrinseca del virus all’interferone. (Derbala et al., J.Viral Hepatitis, 12, 380, 2005)
EPATITE VIRALE C- l’aferesi selettiva dei granulociti e dei monoliti per aumentare l’efficacia dell’interferone alfa + ribavirina nei pazienti con alti livelli plasmatici di virus dell’epatite C
LUGLIO 2005
L’aferesi dei granulociti e dei monoliti depleta le riserve extraepatiche di virus dell’epatite C contribuendo all’eliminazione del virus. Altri addizionali meccanismi sono verosimili e devono essere chiariti in futuri studi in un maggior gruppo di pazienti. (Sawada et al., Dig. Liver Dis., 37, 515, 2005).
CIRROSI EPATICA – Effetti della somatostatina, terlipressina e Somatostatina più terlipessina sulla emodinamica portale sistemica e sulla escrezione renale di sodio in pazienti con cirrosi.
LUGLIO 2005
La terapia di combinazione con somatostatina e terlipressina non esercita un aggiuntivo effetto ipotensivo portale nei cirrotici in confronto alla sola terlipressina, mentre la somatostatina da sola può alterare l’emodinamica sistemica. Confrontata con la somatostatina, la terlipressina esercita un effetto più benefico sull’escrezione renale di sodio in pazienti con o senza ascite. (Kalambokis et al., J.Gastroenterol.Hepatol., 20, 1075, 2005)
EPATITE ALCOLICA – Risposta della bilirubina ai corticosteroidi nell’epatite alcolica severa
LUGLIO 2005
I pazienti con un calo del 25% della bilirubina dopo 6-9 giorni di terapia con corticosteroidi hanno un significativo e prolungato miglioramento. (Morris et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol., 17, 759,2005).
EPATITE VIRALE B- I livelli sierici dell’HBVDNA differenziano i portatori inattivi dai pazienti con epatite cronica B
LUGLIO 2005
La misura dei livelli sierici di HBVDNA eseguita più di due volte è utile per distinguere tra epatite cronica B e potatore inattivo. (Seo et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol., 17,753, 2005)
CIRROSI EPATICA- Le cause della trombosi portale nei pazienti cirrotici: ruolo dei fattori genetici ed acquisiti
LUGLIO 2005
Nei pazienti cirrotici le mutazioni genetiche della protrombina non sono la causa della trombosi portale. Due terzi dei casi si sviluppano dopo scleroterapia e interventi chirurgici addominali; nei restanti casi la patogenesi rimane ignota. (Mangia et al., Eur. J.Gastroenterol. Hepatol., 17,745,2005).
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Un trial randomizzato controllato di confronto tra radiofrequenza e iniezione di etanolo nei piccoli carcinomi epatocellulari
LUGLIO 2005
Prendendo in considerazione la maggiore sopravvivenza, l’ablazione dei piccoli carcinomi epatocellulari con radiofrequenza è superiore ai risultati ottenuti con iniezione di etanolo..(Shiina et al., Gastroenterology , 129, 122, 2005).
STEATOSI EPATICA- La storia naturale della steatosi epatica non alcolica: uno studio basato su una coorte di persone.
LUGLIO 2005
La mortalità nel gruppo di pazienti in cui è stata diagnosticata una steatosi non alcolica è più elevata rispetto alla popolazione generale e si correla all’età più avanzata, ad alterazioni del metabolismo del glucosio e alla cirrosi. La malattia di fegato è la causa di morte più frequente sebbene il rischio assoluto sia basso.(Adams et al., Gastroenterology, 129, 113,2005)
EPATITE VIRALE C- La Soppressione dell’Ematopoiesi durante la Terapia dell’Epatite Cronica C con differenti Interferoni alfa in terapia singola o combinata
LUGLIO 2005
Le terapie basate sull’interferone si associano sul decremento di tutte le tre linee dell’ematopoiesi, indipendentemente dal tipo di Interferone impiegato. Il maggiore effetto soppressivo dell’Interferone Peghilato alfa-2° sulle leucopoiesi potrebbe dipendere dall’effetto della dose. (Schmidt et al.,Gut 54,1014, 2005)
EPATITE VIRALE B- La Risposta all’Interferone alfa é Dipendente dal Genotipo del Virus dell’Epatite B: il Genotipo A è più Sensibile all’Interferone rispetto al Genotipo D
LUGLIO 2005
I genotipi A e D sono importanti fattori indipendenti predittori di risposta o meno all’Interferone nell’epatite cronica B. Un adattamento della terapia in funzione del genotipo potrebbe migliorare la risposta al trattamento.(Erhardt et al ., Gut, 54,1009, 2005)
EPATITE VIRALE C- La Resistenza all’Insulina é la causa di Steatosi e di Progressione Fibrotica nell’Epatite Cronica C
LUGLIO 2005
La resistenza all’insulina è più la causa che la conseguenza della statosi e della fibrosi nei pazienti con genotipo 1 e questa aumentata insulina circolante è un rischio di fibrosi attraverso la statosi indotta dall’insulina.(Fartoux et al., Gut, 54,1003,2005).
STEATOSI EPATICA- Risposta Immune verso I Prodotti della Per ossidazione Lipidica come Predittore di Progressione della Statosi non Alcolica verso la Fibrosi Avanzata
LUGLIO 2005
La presenza di reazione immuni, innescate dallo stress ossidativi può essere un fattore predittivo indipendente di progressione della statosi non alcolica verso un’avanzata fibrosi.(Albano et al., Gut ,54,987,2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Migliore Sopravvivenza delle Donne con Carcinoma Epatico Primitivo: Correlate all’Uso della Pillola Contraccettiva?
LUGLIO 2005
Il sesso è una variabile indipendente per una migliore sopravvivenza dopo terapia del carcinoma epatico. Le donne hanno maggiore sopravvivenza. La storia di un uso di contraccettivi orali migliora la sopravvivenza.(Lam et al., J.Clin. Gastroenterol., 39,533, 2005).
CIRROSI EPATICA- Diagnosi di Cirrosi Epatica: confronto tra un’Ecografia modificata e la Laparoscopia in 100 Pazienti consecutivi
LUGLIO 2005
La valutazione della trasmissione del battito cardiaco sulla superficie epatica migliora la capacità dell’ecografia per la diagnosi di cirrosi; dovrebbe pertanto essere parte integrante dell’esame routinario ecografico del fegato.(Weickert et al., J.Clin. Gastroenterol., 39,529, 2005).
TRAPIANTO DI FEGATO- Trapianto d’Organo in Soggetti HBsAg negativi con Presenza di Anticorpi anti-HBc: basso Rischio di Riattivazione dell’HBV
GIUGNO 2005
Una riattivazione subclinica dell’infezione HBV si é dimostrata in una significativa proporzione di soggetti HBsAg negativi dopo trapianto d’organo.( Knoll et al , Transplantation, 79,1631, 2005).
EPATITE VIRALE B- Profilo Virologico dei Portatori Inattivi del Virus dell’Epatite B: Valutazione mensile per un Anno
GIUGNO 2005
Il grado di soppressione della replicazione del portatore inattivo varia nel tempo e l’entità e la qualità della variabilità dell’HBVDNA è comparabile tra i portatori attivi e inattivi.(Cacciola, et al., Liver International, 25, 555, 2005)
EPATITE VIRALE B-Infezione da Virus dell’Epatite B nel Tessuto Linfatico di Portatori Inattivi del Virus
GIUGNO 2005
Il tessuto linfatico umano non sembra supportare la replicazione virale in soggetti anti-HBc positivi con HBVDNA sierico negativo; il genoma virale infatti se è presente, lo è in forma integrata nel DNA dell’ospite.(Umeda et al., J Hepatol., 42, 806, 2005)
MALATTIE EPATICHE E HIV-Le Malattie Epatiche sono la maggior Causa di Morte tra i Soggetti HIV Positivi: Ruolo dei Virus dell’Epatite B e C e dell’Alcol
GIUGNO 2005
La malattia epatica è attualmente la principale causa di morte tra i co-infetti con HIV/HCV e lo sta diventando anche per la coeinfezione HIV/HBV. Il rischio maggiore è per coloro che presentano la coinfezione HIV/HBV/HCV.(Salmon-Ceron et al.,J. Hepatol., 42, 799,2005)
EPATITE VIRALE C-Prevenzione della Depressione che si Associa al Trattamento con Interferone alfa in Pazienti a Rischio Psichiatrico affetti da Epatite Cronica C
GIUGNO 2005
IFN alpha induced depression in psychiatric risk patients can be ameliorated by both the use of antidepressants as well as by intensive psychiatric care. (Schaefer et al., J.Hepatol., 42, 788, 2005).
EPATITE VIRALE B-Controllo a lungo Termine dopo Trattamento con Interferone Peghilato associato a Lamivudina in Pazienti con Epatite Cronica B, HBeAg positivi
GIUGNO 2005
Il trattamento di combinazione con Interferone Peghilato e Lamivudina è in grado di ottenere risposta virologica sostenuta superiore a quella osservata con la sola lamivudina fino a 3 anni dopo la terapia.(Chan et al., Hepatology, 41, 1357, 2005.)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA-Uno Studio Randomizzato cross-over con Ondansetron in Pazienti con Cirrosi Biliare Primitiva e Stanchezza
GIUGNO 2005
La somministrazione di Ondansetron non è in grado di ridurre la stanchezza nei pazienti con cirrosi biliare primitiva; la sua efficacia è simile a quella del placebo.(Theal et al., Hepatology;41,1305,2005).
EPATITE VIRALE C-Uno Studio Randomizzato Controllato con Interferone peghilato alfa-2a o Interferone alfa-2a associati a ribavirina e Amantadina in confronto a Interferone alfa-2a associato a Ribavirina per il Trattamento di Pazienti con Epatite Cronica c mai trattati
GIUGNO 2005
Nel trattamento di pazienti con epatite cronica C, mai trattati precedentemente la triplice terapia con Iinterferone peghilato alfa-2a, ribavirina e amantadina causa maggiore risposta virologica sostenuta rispetto alla duplice e triplice terapia con Interferone alfa-2a (non peghilato).(Mangia et al., J.Viral Hepatitis, 12, 292, 2005)
EPATITE VIRALE B-Lamivudina in Confronto a Lamivudina e Interferone per il Trattamento dell’Epatite Cronica B, HBeAg negativa
GIUGNO 2005
L’efficacia del trattamento di associazione è simile a quella della sola lamivudina; tuttavia la combinazione diminuisce il rischio della comparsa di mutanti virali, resistenti alla terapia.(Yurdaydin et al., J.Viral Hepatitis, 12, 262, 2005).
EPATITE VIRALE B-Possibile Contributo di una Pregressa Infezione da Virus dell’Epatite B allo Sviluppo del Carcinoma Epatocellulare
GIUGNO 2005
Viene sostenuto un possibile contributo di una pregressa infezione da virus dell’Epatite B per lo sviluppo del carcinoma epatico. (Tanaka et al., J.Gastroenterol. Hepatol., 20, 850, 2005)
EPATITE VIRALE B-La Presenza del Mutante Precore del Virus dell’Epatite B si Associa a Bassa ProbabilitA’ di Riattivazione Virale dopo Terapia a lungo Termine con Lamivudina.
GIUGNO 2005
La presenza del mutante precore (Epatiti croniche HbeAg negative) in aggiunta a bassi livelli sierici di HBVDNA si associano a basso rischio di riaccensione epatitica dopo terapia con Lamivudina.(Shin et al., J.Gastroenterol.Hepatol., 20, 844, 2005)
STEATOSI EPATICA-Variabilità del Campione Bioptico nella Statosi Epatica Non-Alcolica
GIUGNO 2005
Le lesioni istologiche della steatoepatite sono distribuite in maniera non uniforme attraverso il parenchima epatico; quindi per errori di campionamento si possono porre delle diagnosi inaccurate con la biopsia epatica nella steatosi epatica non-alcolica.(Ratziu et al. Gastroenterology, 128, 1898, 2005)
EPATITE VIRALE B-Il DNA Circolare chiuso intraepatico del Virus dell’Epatite B può Predire la Risposta Sostenuta alla Terapia.
GIUGNO 2005
Alla fine della terapia dell’epatite cronica B i livelli di cccDNA e di HVDNA totale intraepatocitari predicono meglio la risposta virologica sostenuta dell’HBVDNA sierico.(Sung et al., Gastroenterology , 128, 1890, 2005)
EPATITE VIRALE C-Peg-Interferone alfa-2b e Ribavirina nell’Epatite Cronica C, Genotipo 4: Impatto della Durata del Trattamento e della Cinetica virale sulla Risposta Sostenuta
GIUGNO 2005
Nel genotipo 4 l’associazione Interferone peghilato alfa-2b e ribavirina per 36 e 48 settimane è più efficace di 24 settimane di trattamento. Trentasei settimane sono ben tollerate e producono risposta virologica sostenuta simile a quella osservata con 48 settimane di trattamento. (Kamal et al., Gut;54:858, 2005)
EPATITE VIRALE B-Decorso Clinico dei Pazienti con Epatite Cronica B Presentanti Riaccensione Virale durante la Terapia con Lamivudina
GIUGNO 2005
Dopo riaccensione virologica pochi pazienti non sviluppano una riaccensione epatitica, alcuni normalizzano successivamente l’ALT, mentre nella maggior parte dei casi l’ALT continua a fluttuare. (Ide et al., J. Gastroenterol. , 40, 625,2005)
EPATITE VIRALE C-Distribuzione dei Genotipi in 373 Bambini con Epatite Cronica C; Cambiamento della Distribuzione e Correlazione con la Clinica e l’Evoluzione
GIUGNO 2005
I Genotipi 1 e 2 sono ancora i più frequenti negli adolescenti, mentre nei bambini sono in incremento i genotipi 3 e 4. Questi cambiamenti potrebbero cambiare in futuro la storia dell’epatite C, considerando che il genotipo 3 ha la maggiore probabilità di essere eliminato spontaneamente nell’infanzia e che risponde bene alla terapia.(Bortolotti et al., Gut; 54, 852, 2005)
CIRROSI EPATICA-Profilassi Primaria del sanguinamento da varici nei cirrotici non in grado di assumere beta bloccanti: un trial randomizzato utilizzando la legatura
GIUGNO 2005
Questo studio suggerisce che la legatura profilattica delle varici esofagee può essere dannosa, similarmente a quello che era stato osservato con la scleroterapia profilattica (Triantos et al., Alim. Pharmacol. Therap., 21, 1435, 2005)
EPATITE VIRALE B- Peg-Interferone alfa-2a, Lamivudina e la loro combinazione per l’Epatite cronica B, HBeAg positiva
GIUGNO 2005
Nei pazienti con epatite cronica B HBeAg positiva l’Interferone Peghilato alfa-2a mostra superiore efficacia della Lamivudina considerando la percentuale della sieroconversione HBeAg, della negativizzazione dell’HBVDNA e della sieronversione dell’HBsAg.(Lau et al., N.Engl.J.Med., 352,2682, 2005)
EPATITE VIRALE B-Terapia a lungo termine con Adefovir Dipivoxil dell’Epatite Cronica B, HBeAg negativa
GIUGNO 2005
Nell’epatite cronica B HBeAg negativa le risposte ottenute dopo 48 settimane di trattamento con Adefovir Dipivoxil si perdono alla sospensione del trattamento. Invece i pazienti trattati per 144 settimane mantengono le risposte con infrequente emergenza di resistenze virali.(Hadziyannis et al., N.Engl. J.Med, 352, 2673, 2005)
EPATITE VIRALE C-L’Endoscopia Digestiva non è un rischio Elevato per la Trasmissione dell’Epatite C
GIUGNO 2005
L’Endoscopia digestiva propriamente eseguita non è un importante rischio per la trasmissione dell’epatite C.(Ciancio et al., J Ann. Intern. Med., 142, 903,2005)
EPATITE VIRALE C-Un epidemia di Epatite C tra Pazienti seguiti ambulatoriamente in una Clinica Ematologica/Oncologica
GIUGNO 2005
Viene descritto lo scoppio di un’epidemia di epatite C causata dall’impiego di soluzione fisiologica contaminata dal riuso delle siringhe.(Macedo de Oliveira et al., Ann.Intern.Med.,142, 898, 2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Percutanea radiofrequenza del carcinoma epatico come ponte verso il trapianto di fegato
MAGGIO 2005
La radiofrequenza per cutanea del carcinoma epatocellulare è un efficace ponte verso il trapianto di fegato in pazienti con buona funzione epatica e tumore facilmente accessibile. (Lu et al., Hepatology, 41, 1130, 2005)
EPATITE VIRALE C- L’interferone peghilato alfa-2b e ribavirina per il trattamento di bambini e adolescenti affetti da epatite cronica C
MAGGIO 2005
Il trattamento di combinazione con interferone peghilato alfa-2b ha mostrato risultati incoraggianti ed è stato ben tollerato in bambini e adolescenti affetti da epatite cronica C. (Wirth et al., Hepatology, 41,1013, 2005)
EPATITE VIRALE C- Diagnosi dell’epatite acuta virale C mediante ripetute determinazioni del titolo delle IgM; anti-HCV
MAGGIO 2005
Riscontro di alti e variabili livelli di IgM anti HCV nella fase iniziale di malattia può far diagnostica un’epatite acuta C e permettere un precoce trattamento antivirale.(Sagnelli et al, J Hepatol, 42, 646,2005).
EPATITE VIRALE C – Trattamento con interferone peghilato alfa-2b e ribavirina nei pazienti con crioglobulinemia mista associata al virus dell’epatite C: uno studio pilota
MAGGIO 2005
L’Interferone peghilato alfa-2b associato alla ribavirina è sicuro e utile nei pazienti con crioglobulinemia mista, ma non così efficace come nei pazienti affetti da epatite cronica C senza crioglobulinemia.(Mazzaro et al., J.Hepatol., 42, 632, 2005)
EPATITE VIRALE C E CARCINOMA EPATOCELLULARE- Fattori di rischio per lo sviluppo di carcinoma epatocellulare in pazienti con epatite cronica C che hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta dopo terapia con interferone
MAGGIO 2005
Pazienti che avevano fibrosi severe, che assumevano regolarmente una quantità di alcol anche moderata o che avevano un’età superiore ai 65 anni all’inizio della terapia con interferone, dovrebbero essere seguiti con attenzione per l’eventuale comparsa di carcinoma epatocellulare persino dopo eradicazione del virus dell’epatite C. (Tokita et al., J.Gastroent. Hepatol. ,20, 752, 2005)
EPATITE VIRALE B e C- Terapia di combinazione con interferone e ribavirina in pazienti con infezione duplice da virus dell’epatite B e C
MAGGIO 2005
La terapia di combinazione con interferone e ribavirina si è rivelata efficace per ottenere risposta virologica sostenuta del virus dell’epatite C in pazienti con duplice infezione (B e C) simile a quella osservata nei pazienti con la sola infezione da virus dell’epatite C.(Hung et al., J. Gastroent.Hepatol., 20,727, 2005)
EPATITE VIRALE C- Impatto della steatosi epatica sulla risposta virologica in pazienti italiani anziani affetti da epatite cronica C trattati con interferone peghilato alfa2b e ribavirina
MAGGIO 2005
Solo un lieve grado di steatosi influenza negativamente la risposta di una terapia con interferone peghilato alfa2b e ribavirina mentre la una steatosi severa (che nella maggior parte dei casi è correlata al virus) non ha alcun impatto sulla risposta virologica.(Fabris et al., Alim.Pharmacol. Therap., 21, 1173, 2005).
EPATITE VIRALE B- Sicurezza dell’interferone peghilato alfa2b nel trattamento dell’epatite cronica B: fattori che predicono la necessità di ridurre la dose o di sospenderla.
MAGGIO 2005
In pazienti con epatite cronica B e malattia compensata la somministrazione prolungata di interferone peghilato alfa2b è sicura; la preesistente cirrosi e la neutropenia sono i più importanti fattori che predicono la necessità di una riduzione della dose del farmaco o la sua sospensione precoce.(van Zonneveld et al., Alim.Pharmacol.Therap., 21, 1163, 2005).
EPATITE VIRALE B- Profilassi della ripresa dell’epatite B dopo trapianto di fegato in pazienti potatori di virus mutanti resistenti alla lamivudina.
MAGGIO 2005
In portatori di virus mutanti resistenti alla laimivudina il rischio della ripresa dell’epatite B dopo trapianto è basso a condizione che i pazienti ricevano profilatticamente l’adefovir dipivoxil (in aggiunta alla lamivudina e alle immunoglobuline contro il virus dell’epatite B) se hanno alta viremia e solo la lamivudina (o l’adefovir dipivoxil in aggiunta alle immunoglobuline anti-epatite B) se hanno bassa viremia. (Marzano et al., Liver Transpl ., 11,532,2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Analisi dei fattori di rischio per la ripresa del tumore dopo trapianto di fegato per carcinoma epatocellulare: ruolo chiave dell’immunosoppressione
MAGGIO 2005
La ciclosporina è l’unico fattore prognostico indipendente determinante per la ripresa del tumore dopo trapianto di fegato. Alti livelli di ciclosporina favoriscono tale ripresa; pertanto il farmaco dovrebbe essere somministrato ai dosaggi minimi possibili in pazienti trapiantati per carcinoma epatocellulare. (Vivarelli et a., Liver Transpl., 11, 497,2005)
EPATITE VIRALE C- Trattamento con interferone dell’epatite cronica C nei bambini. Remissione a lungo termine nei responder e rischio di progressione della malattia nei non-responder
MAGGIO 2005
La risposta all’interferone nei bambini con epatite C è simile a quella osservata negli adulti. L’evoluzione dei non responder è variabile, dalla persistenza della viremia alla moderata citolisi fino alla progressione verso la cirrosi o eventuale eliminazione del virus. (Bortolotti et al., Dig Liver Dis., 37, 336, 2005).
EPATITE VIRALE C- Il virus dell’epatite C si replica nelle cellule mononucleari sanguigne nei pazienti con infezione da virus dell’epatite C occulta.
MAGGIO 2005
Il virus e dell’epatite C replica nelle cellule monunucleate sanguigne in pazienti con infezione occulta da virus dell’epatite C. Pertanto sebbene questi soggetti siano HCVRNA negativi nel siero, potrebbero essere potenzialmente infettivi. (Castillo et al., Gut;54, 682, 2005
CIRROSI EPATICA- Lo shunt transgiugulare intraepatico portosistemico (TIPS) nell’ascite refrattaria: una meta-analisi.
APRILE 2005
La TIPS è un trattamento più efficace per l’ascite refrattaria rispetto alla paracentesi. Tuttavia la TIPS aumenta il rischio di encefalopatia e non migliora la sopravvivenza. (Deltenre et al., Liver International, 25, 349, 2005)
EPATITE VIRALE C- Impatto di una infezione occulta da virus dell’epatite B sull’efficacia e la prognosi della terapia con interferone alfa in pazienti affetti da epatite cronica C.
APRILE 2005
Nei soggetti con epatite cronica C l’infezione occulta da HBV può non avere un significativo impatto sulla risposta alla terapia interferonica e sullo sviluppo di carcinoma epatico: La malattia occulta da HBV può essere sensibile all’interferone sebbene l’HBV non viene completamente eradicato. (Hasegawa et al., Liver International, 25, 247, 2005
EPATITE VIRALE C- Evoluzione a lungo termine delle alterazioni tiroidee autoimmuni indotte dall’interferone in pazienti con epatite cronica C.
APRILE 2005
Tutti i pazienti con alterazioni tiroidee indotte da interferone dovrebbero essere trattati con farmaci, tuttavia le alterazioni non sono sempre reversibili . Pertanto bisogna non soltanto controllare lo sviluppo di eventuali patologie tiroidee durante la terapia con interferone ma anche la successiva evoluzione. (Doi et al., Liver International, 25, 242, 2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Confronto della ricomparsa del tumore dopo resezione epatica in pazienti con epatite B verso pazienti con epatite C e piccoli carcinoma epatocellulari in un’area endemica per il virus dell’epatite B.
APRILE 2005
L’infezione da virus dell’epatite C in confronto a quello dell’epatite B ha una maggiore probabilità di ricomparsa di carcinoma epatico dopo resezione del fegato in pazienti con piccolo carcinoma. Livelli bassi di albumina sierica si associano significativamente a maggiore probabilità di ricomparsa del tumore. (Huang et al., Liver International, 25, 236, 2005)
EPATITE VIRALE C- In pazienti con patite cronica C e cirrosi, l’infezione da SEN virus influenza le alterazioni epatiche ma non l’incidenza di carcinoma epatocellulare.
APRILE 2005
La coinfezione con virus SEN può influenzare le alterazioni istologiche del fegato in pazienti con epatite cronica C e cirrosi , ma non influenza l’evoluzione della malattia epatica.(Moriyama et al., Liver International, 25, 226, 2005)
EPATITE VIRALE B- Influenza della carica virale e del genotipo nella progressione della cirrosi da epatite B a epatocarcinoma
APRILE 2005
Pazienti con genotipo C e continui alti livelli di HBVDNA per 5 anni o più sono ad alto rischio di sviluppo di epatocarcinoma. Il mantenere continuamente basso l’HBVDNA per 3 anni o più con terapia antivirale può essere utile per prevenire o ritardare l’insorgenza dell’epatocarcinoma. (Mahmood et al., Liver International, 24, 220, 2005)
EPATITE VIRALE C- Efficacia antivirale di un inibitore della NS3-serina proteasi (BILN 2061) in pazienti con epatite cronica C, genotipi 2 e 3.
APRILE 2005
L’efficacia antivirale della BILN-2061, un inibitore della serina proteasi, è meno elevata e più variabile in pazienti con patite cronica C con genotipo 2 o 3 rispetto a pazienti con genotipo 1 come osservato precedentemente. Una minore affinità del farmaco per la NS3 proteasi nel genotipo 2 e 3 può verosimilmente spiegare questi dati. (Reiser et al., Hepatology, 41, 832, 2005
EPATITE VIRALE C- Mortalità tardiva correlata al fegato da epatite C acquisita dopo trasfusioni.
APRILE 2005
Da questo studio la mortalità correlata al fegato appare maggiore tra i soggetti anziani infettati da HCV dopo trasfusione in giovane età.(Kamitsukasa et al., Hepatology;41, 819, 2005)
EPATITE VIRALE C- Prevalenza e significato di disfunzione neurocognitiva in pazienti con epatite cronica C in assenza di fattori di rischio correlati.
APRILE 2005
Mentre i dati di questo lavoro supportano un’associazione tra l’epatite cronica C e indice di interessamento del sistema nervoso centrale in un gruppo di pazienti attentamente studiati per eliminare altri fattori che potrebbero influenzare l’integrità neurocognitiva, il significato clinico di tali alterazioni risulta poco importante. (McAndrews et al., Hepatology;41,801, 2005.)
EPATITE VIRALE C- Impatto dell’epatite C sulla qualità della vita: una revisione sistematica e una valutazione quantitativa
APRILE 2005
I pazienti con epatite cronica C hanno una peggiore qualità della vita rispetto ai controlli; la qualità della vita migliora nei pazienti che riescono ad ottenere una risposta virologica sostenuta rispetto a quelli senza risposta virologica sostenuta. (Spiegel et al., Hepatology 41,790, 2005)
EPATITE VIRALE C- La coinfezione con HIV accorcia la sopravvivenza dei pazienti con cirrosi scompensata da virus dell’epatite C.
APRILE 2005
La coinfezione con HIV riduce considerevolmente la sopravvivenza dei pazienti con malattia epatica terminale da virus dell’epatite C indipendentemente da altri marcatori di cattiva prognosi. Questo fatto deve essere tenuto in considerazione per stabilire un adeguato tempo per il trapianto in questi soggetti. (Pineda et al., Hepatology, 41,4, 779, 2005)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- La Budesonide combinata all’acido ursodesossicolico per migliorare l’istologia epatica nella cirrosi biliare primitiva. Uno studio randomizzato di tre anni
APRILE 2005
Nei soggetti con cirrosi biliare primitiva la budesonide combinata all’acido ursodesossicolico migliora l’istologia epatica, mentre l’effetto del solo acido ursodesossicolico si osserva principalmente sui valori di laboratorio. Sono necessari studi più lunghi utilizzando per confermare la sicurezza e l’efficacia di questa associazione. (Rautiainen et al., Hepatology, 41, 747, 2005.)
CARCINOMA EPATOCELLULARE – Ptrognosi del carcinoma epatico: confronto di 7 sistemi di stadiazione in una coorte americana.
APRILE 2005
Lo stato di “performance”, l’estensione del tumore, la funzione del fegato e il tipo di trattamento sono fattori indipendenti per predire la sopravvivenza nella maggior parte dei pazienti con cirrosi e carcinoma epatocellulare. La stadiazione del tumore secondo il criterio di Barcellona include tutti gli elementi e fornisce il modello prognostico migliore in questi pazienti.(Marrero et al., Hepatology,41, 707, 2005.)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- La severità della colestasi e lo stadio istologico avanzato ma non la condizione di menopausa sono I fattori di maggior rischio di osteoporosi nella cirrosi biliare primitiva.
APRILE 2005
L’osteoporosi è maggiormente presente in donne con cirrosi biliare primitiva rispetto alla popolazione generale. L’età e la severità della malattia piuttosto che lo stato nenopausale sono i maggiori fattori di rischio di osteoporosi in questa malattia epatica. (Guañabens et al., J.Hepatol., 42, 573, 2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Il trattamento del carcinoma epatocellulare con radiofrequenza in soggetti con cirrosi compensata: uno studio prospettico.
APRILE 2005
Una completa risposta del carcinoma epatico dopo ablazione con radiofrequenza aumenta significativamente la sopravvivenza. La più alta sopravvivenza si ottiene in presenza di modulo <3 cm e di alti livelli basali di albumina e piastrine. La stadiazione clinica del tumore secondo la classificazione di Barcellona è capace di discriminare pazienti con buona o cattiva prognosi. (Cammà et al., J.Hepatol., 42, 535, 2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Il consumo di caffè ridurre il rischio di carcinoma epatocellulare indipendentemente dall’eziologia della malattia epatica: uno studio caso-controllo
APRILE 2005
L’assunzione di caffè inversamente correlato con la comparsa di carcinoma epatico indipendentemente dalla causa della malattia di fegato.(Gelatti et al., J.Hepatol., 42, 528, 2005)
EPATITE VIRALE B- Persistenza dell’HBVDNA in bambini con epatite cronica B che sieroconvertono ad antiHBs dopo terapia con alfa interferone: correlazioni con specifiche sottoclassi di IgG in risposta all’HBsAg
APRILE 2005
L’HBVDNA può persistere per lungo tempo dopo terapia con interferone nonostante la comparsa degli anticorpi antiHBs. Il monitoraggio di sottoclassi IgG specifiche può predire la persistenza dell’HBVDNA. (Gregorek et al., J.Hepatol, 42, 486, 2005)
EPATITE VIRALE B- Infezione occulta del virus dell’epatite B in una popolazione nord americana
APRILE 2005
La prevalenza dell’infezione occulta di HBV è risultata del 18% nei soggetti con evidenza d’infezione pregressa e dell’8% nei soggetti sieronegativi; inoltre l’età , l sesso e gli esami di laboratorio non identificano i portatori dell’infezione occulta. Infine varianti S sono risultati presenti nella maggioranza dei soggetti. (Minuka et al., J.Hepatol. , 42, 480,2005).
CARCINOMA EPATICO- Terapia del carcinoma epatico avanzato con Octreotide
APRILE 2005
In corso di carcinoma epatico avanzato, sebbene occasionali pazienti mostrino una malattia stabile sotto trattamento con octreotide nella maggior parte dei casi l’efficacia sulla progressione del tumore e sulla sopravvivenza è scarsa. (Slijkhuis et al., J.Clin. Gastroenterol.39, 333, 2005).
BIOPSIA EPATICA- Studio randomizzato prospettico riguardante la posizione del paziente subito dopo la biopsia epatica: veramente la posizione ha importanza?
APRILE 2005
Ai pazienti subito dopo la biopsia epatica dovrebbe essere consigliata una posizione supina o sul fianco destro. (Hyun et al., J.Clin. Gastroenterol., 39,328, 2005)
TRAPIANTO DI FEGATO- Interferone peghilato in confronto all’interferone standard per il trattamento antivirale in corso di ripresa dell’epatite C dopo trapianto di fegato: confronto di tollerabilità ed efficacia
APRILE 2005
Dopo trapianto di fegato il potenziale beneficio del trattamento antivirale viene limitato dalla scarsa tollerabilità dei farmaci.(Toniutto et al., J.Gastroenterol. Hepatol., 20, 577, 2005)
EPATITE VIRALE C- Utilità della misura combinata degli acidi biliari sierici e ferritina come addizionali marcatori prognostici per predire la non risposta al trattamento antivirale dell’epatite cronica C
APRILE 2005
Alti livelli di acidi biliari sierici e ferritina sono fattori prognostici negativi alla risposta di interferone da solo o associato alla ribavirina nei pazienti con epatite cronica C.(Jorquera et al.,J. Gastroenterol. Hepatol. 20, 547, 2005)
EPATITE VIRALE C- Terapia antivirale in malattia cronica di fegato avanzata dovuta all’epatite C: uno studio pilota
APRILE 2005
Basse dosi di interferone e ribavirina aggiustabili singolarmente si sono rivelati utili in pazienti con malattia epatica avanzata ottenendo miglioramento nella funzione epatica, riduzione dello score di Child-Pugh e dell’ascite. Tuttavia è necessario uno stretto monitoraggio per evitare effetti collaterali. (Kumar et al., J. Gastroenterol.Hepatol., 20, 527, 2005)
EPATITE VIRALE C- La steatosi è un importante fattore predittivo di risposta all’interferone in monoterapia in pazienti giapponesi con epatite cronica C genotipo 2a. Caratteristica virologica dei pazienti con steatosi resistenti all’interferone
APRILE 2005
Alti livelli sierici di ferritina e aumentati indici di massa corporea sono fattori indipendenti associati alla steatosi. La risposta virologica sostenuta in pazienti trattati con solo interferone con alto grado di steatosi è significativamente più bassa rispetto a quelli con minore steatosi. (Akuta et al., J. Med. Virol. 75,550, 2005).
EPATITE VIRALE C- L’importante dell’epatite virale C nella genesi delle epatiti croniche in Italia: uno studio multicentrico di prevalenza in 9997 casi
APRILE 2005
L’epatite C è un importante fattore patogenetico di malattie epatiche croniche in Italia. Tuttavia confrontando la prevalenza e l’incidenza dei casi si presume che in futuro l’infezione da HCV avrà un ruolo decrescente, in parte anche in conseguenza del trattamento. (Sagnelli et al., J. Med. Virol. 75, 522, 2005).
EPATITE VIRALE B- Favorevole efficacia di una somministrazione di lamivudina a lungo in pazienti con epatite cronica B: un follow-up per 8 anni.
APRILE 2005
La lamivudina somministrata a lungo migliora la prognosi dei pazienti specialmente quando viene aggiunto il trattamento nelle riprese epatitiche. (Akuta et al., J. Med. Virol. 75,491, 2005).
PRURITO- Uno studio controllato impiegando Ondansetron per il trattamento del prurito in corso di colestasi.
APRILE 2005
La somministrazione di Ondansetron per un breve periodo di tempo non ha arrecato alcun beneficio al prurito dei pazienti con colestasi. (O'Donohue et al., Alim. Pharmacol. Therapeut., 21, 1041, 2005)
EPATITE VIRALE B- Istologia epatica in pazienti asiatici affetti da epatite cronica B trattati a lungo con lamivudina
APRILE 2005
I pazienti che hanno sviluppato mutazioni avevano una alterazione istologica basale peggiore. Con uno sviluppo dei mutanti l’istologia epatica è meno favorevole dopo 3 anni rispetto a dopo 1 anno di trattamento sebbene esista ancora un miglioramento rispetto alla situazione basale.(Yuen et al., Aliment. Pharmacol. Therapeut., 21, 841, 2005)
CIRROSI EPATICA- Il trattamento con colchicina della cirrosi alcolica: uno studio randomizzato controllato contro placebo sulla sopravvivenza dei pazienti
APRILE 2005
In pazienti con cirrosi alcolica avanzata la colchicina non ha mostrato di ridurre la mortalità totale o quella correlata alla malattia di fegato. Le variazioni istologiche dopo 24 mesi di trattamento sono simili nei gruppi trattati con colchicina e placebo. Pertanto questo farmaco non è raccomandato nei pazienti con avanzata cirrosi da alcol.(Morgan et al., Gastroenterology, 128, 4, 882,2005)
CIRROSI EPATICA- Studio randomizzato confrontando la legatura delle varici e il propranololo per prevenire l’emorragia iniziale da rottura di varici in cirrotici con alto rischio di sanguinamento
APRILE 2005
Nei pazienti con cirrosi e varici esofagee ad alto rischio di sanguinamento senza precedenti sanguinamenti, la somministrazione di propranololo rispetto alla legatura delle varici ha mostrato maggiori rischi di primo sanguinamento e di mortalità cumulativa. I costi sono simili.( Jutabha et al., Gastroenterology, 128,4, 870, 2005)
TRAPIANTO DI FEGATO- Profilassi della ripresa dell’epatite virale B dopo trapianto di fegato in portatori di ceppi mutanti resistenti alla lamivudina
APRILE 2005
In portatori di mutante dell’HBV resistente alla lamivudina il rischio di ripresa epatitica dopo trapianto di fegato è basso a condizione che venga somministrato prima e dopo il trapianto l’adefovir dipivoxil (in aggiunta alla lamivudina e alle immunoglobuline) in pazienti con alta viremia e lamivudina profilattica (o adefovir) e immunoglobuline in pazienti con bassa viremia.(Marzano et al.Liver Transpl ,11,532-538, 2005)
TRAPIANTO DI FEGATO- - Analisi dei fattori di rischio di ripresa tumorale dopo trapianto di fegato per carcinoma epatico. Ruolo chiave dell’immunosoppressione
APRILE 2005
Alti livelli di ciclosporina favoriscono la ripresa del tumore; pertanto la ciclosporina deve essere somministrata ai più bassi livelli possibili per minimizzare il rischio.(Vivarelli et al., Liver Transpl 11,497,2005)
EPATITE VIRALE C- Efficacia di una terapia breve con interferone in pazienti con epatite cronica C genotipo 2a
APRILE 2005
La durata della terapia con interferone può essere accorciata a meno di 24 settimane in pazienti con buoni fattori predittivi di risposta. (Tabaru et al., Am J Gastroenterol.;100, 862, 2005)
EPATITE VIRALE B- Effetti dell’indometacina sui marcatori di replicazione virale in portatori asintomatici di epatite B: uno studio randomizzato controllato contro placebo.
APRILE 2005
La somministrazione di indometacina nei pazienti asintomatici portatori dell’HBsAg si è rivelata utile in quelli con HBVDNA o HBeAg positivi. (Bahrami et al., Am J Gastroenterol; 100, 856, 2005).
ALCOLISMO- Efficacia e tollerabilità del Naltrexone iniettabile a lento rilascio per la dipendenza alcolica. Uno studio randomizzato controllato
APRILE 2005
Il natrexone a lento rilascio è ben tollerato e produce una riduzione dell’introduzione di alcol durante sei mesi di trattamento. Pertanto questo farmaco è utile nel trattamento della dipendenza alcolica. (Garbutt et al., JAMA. 293, 1617, 2005)
STEATOEPATITE NON ALCOLICA- Incidenza e fattori di rischio della steatoepatite non alcolica: studio prospettico in 5408 donne arruolate in un trial italiano di chemoprevenzione con tamoxifene.
APRILE 2005
La somministrazione di tamoxifene si associa a un aumentato rischio di sviluppo di steatoepatite non alcolica solo in donne in sovrappeso e obese; in ogni caso la malattia sia nel gruppo trattato con tamoxifene che con placebo, dopo 10 anni si è rivelata scarsamente evolutiva.(Bruno et al., BMJ, 330,932, 2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Il diabete aumenta il rischio del carcinoma epatico negli Stati Uniti. Uno studio caso controllo basato sulla popolazione
APRILE 2005
Il diabete aumenta di 2-3 volte il rischio di comparsa di carcinoma epatico indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio, pertanto il diabete è un fattore di rischio indipendente per il carcinoma epatico. (Davila et al., Gut 54, 533, 2005)
CARCINOMA EPATICO- Effetti di un trattamento combinato con talidomide, megestrolo e interleuchina 2 in pazienti cirrotici con carcinoma epatocellulare avanzato. Uno studio pilota
APRILE 2005
In pazienti cirrotici il trattamento combinato con talidomide, megestrolo (+ interleuchina 2) non è stata in grado di controllare la crescita del carcinoma epatico forse dovutas alla scarsa tolleranza alla talidomiche e alla interleuchina 2.(Mirici Cappa et al., Dig.Liver Dis., 37,4, 254,2005)
STEATOEPATITE NON ALCOLICA- Aspetti metabolici dell’infezione virale C: Steatoepatite simile ma distinta dalla steatoepatite non alcolica
APRILE 2005
Quando si confronta l’epatite C con la steatoepatite non alcolica si osservano numerose similitudini e molte differenze. Queste differenze possono spiegare la maggiore incidenza dello sviluppo di epatocarcinoma nell’epatite cronica C rispetto a quello che si osserva nella steatoepatite non alcolica. In ogni caso l’infezione da HCV deve essere vista non solo come una malattia epatica ma anche come una malattia metabolica.(Koike et al., J. Gastroenterology, 40, 329, 2005)
NEWS DAL 40^ MEETING ANNUALE DELLA ASSOCIAZIONE EUROPEA PER LO STUDIO DEL FEGATO (EASL) – Aprile 13-17-2005, PARIGI, FRANCIA
APRILE 2005
News riguardanti l’epatite B (J.Hepatol, vol. 42, suppl.2, Aprile 2005) - La carica virale predice fortemente il rischio di evoluzione in cirrosi nei pazienti affetti da epatite cronica B indipendentemente dalla presenza o meno dell’antigene e (Chen et al., pag. 172). - I livelli sierici dell’HBVDNA predicono l’incidenza della cirrosi in pazienti affetti cronicamente da epatite B (Iloeje et al,. pag. 180). - La carica virale e non I livelli sierici delle transaminasi è il più importante predittore di progressione verso la cirrosi in pazienti infetti cronicamente con il virus dell’epatite B (Iloeje et al, pag. 180). - Il trattamento con lamivudina provoca una pronta risposta clinica, biochimica e virologica in soggetti affetti da epatite acuta B severa (Hasan et al., pag. 178). - Il trattamento con interferone migliora la prognosi in pazienti con epatite cronica B HBeAg positiva (Lin et al, pag. 149). - In pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativa il trattamento con interferone standard ottiene una risposta positiva a lungo termine e un miglioramento clinico nel 20% dei casi. Nei soggetti affetti da cirrosi l’interferone può evitare lo scompenso clinico ma non l’evoluzione verso il carcinoma epatocellulare (Oliveri et al., pag.188). - Il trattamento con PEG-interferone alfa2a di pazienti affetti da epatite cronica B può ottenere la sieroconversione sostenuta dell’HBsAg (Hadziyannis et al., pag. 178). - La terapia con interferone peghilato alfa2a per 48 settimane è in grado di indurre alta percentuale di risposta biochimica e virologica sostenuta un anno dopo la fine del trattamento in pazienti con epatite cronica B HBeAg negativa (Marcellin et al., pag. 185). - L’interferone peghilato alfa2a provoca maggior percentuale di sieroconversione dell’HBeAg rispetto alla lamivudina in pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg positiva (Lau et al., pag.15). - La terapia di combinazione di interferone peghilato alfa2b e adefovir dipivoxil provoca una forte soppressione del cccDNA e un’alta percentuale di sieroconversione dell’HBe e dell’HBs in pazienti affetti da epatite cronica B (Wursthorn et al., pag. 32). - I pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativi hanno meno probabilità di avere una riaccensione biochimica durante il trattamento con lamivudina (Akarca et al., pag. 170). - Il trattamento con adefovir oltre le 144 settimane provoca una aumentata perdita dell’HBeAg con sieroconversione (Marcellin et al., pag.31). - La cumulativa probabilità di sviluppare resistenza durante il trattamento con adefovir nei pazienti affetti da epatite cronica B è 15% dopo 192 settimane. La combinazione di lamivudina +adefovir appare ridurre le probabilità di sviluppare resistenza all’adefovir. Elevati livelli di HBVDNA alla settimana 48^ predice l’emergenza di resistenza al farmaco (Locarnini et al., pag. 17). - L’adefovir dipivoxil ha evidenziato efficacia prolungata nel tempo in pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativi (Hadziyannis et al., pag. 178). - L’Adefovir dipivoxil da solo o aggiunto alla lamivudina ha un’efficacia antivirale in soggetti affetti da epatite cronica B HBeAg negativi diventati resistenti alla lamivudina (Koskinas et al., pag. 181). - La combinazione Adefovir dipivoxil è un trattamento sicuro ed efficace in pazienti resistenti alla lamivudina (Lampertico et al., pag. 182). - Il trattamento antivirale con lamivudina e il salvataggio con adefovir dipivoxil (quando compare resistenza alla lamivudina) migliora l’evoluzione dei pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativi (Papatheodoridis et al., pag. 189). - Non esiste interazione farmacocinetica quando l’entecavir è somministrato insieme alla lamivudina, all’adefovir o al tenofovir(Bifano et al., pag. 171). - La resistenza all’entecavir non è stata osservata in pazienti mai trattati precedentemente ed è osservata raramente dopo 48 settimane di trattamento in soggetti con epatite cronica B divenuti refrattari alla lamivudina (Colonno et al., pag. 173). - Oltre il 70% dei pazienti con risposta completa dopo 48 settimane di terapia con Entecavir mantengono una risposta sostenuta 24 settimane dopo la sospensione del farmaco (Gish et al., pag. 177). - L’Entecavir è ben tollerato per il trattamento di pazienti mai trattati precedentemente e di quelli divenuti refrattari alla lamivudina (Manns et al., pag. 185). - La Valtorcitabina mostra un’importante soppressione dell’HBVDNA sierico ed è ben tollerata in pazienti affetti da epatite cronica B (Lin et al., pag.16). - La somministrazione di 30 e 60 mg di LB 80380/ANA380 (un nuovo analogo della guanosina fosfonata) per 12 settimane è sicura, ben tollerata e procura una significativa riduzione dell’HBVDNA in pazienti divenuti resistenti alla lamivudina (Lai et al., pag.31). - Una dose giornaliera fino a 60 mg di Remofovir per 28 giorni in pazienti con epatite cronica B è ben tollerata e produce significativa riduzione dell’HBVDNA sierico. (Lau et al., pag. 32).
NEWS DAL 40^ MEETING ANNUALE DELLA ASSOCIAZIONE EUROPEA PER LO STUDIO DEL FEGATO (EASL) – Aprile 13-17-2005, PARIGI, FRANCIA
APRILE 2005
News riguardanti l’epatite C (J.Hepatol, vol. 42, suppl.2, Aprile 2005) - In pazienti con cirrosi compensata da HCV o alcol l’aumento di peso si associa all’aumentato rischio di mortalità legata alla patologia epatica (N’Kontchou et al., pag. 23). - Gli estrogeni hanno probabilmente un ruolo antifibrotico nelle donne affette da epatite C (Codes et al., pag. 202). - La risposta virologica sostenuta migliora la sopravvivenza nei pazienti affetti da forme compensate o scompensate di epatite C (Cecil et al., pag.10). - L’interferone peghilato alfa2b in monoterapia migliora la risposta virologica dell’epatite acuta C genotipo 1 e 4; ll trattamento precoce porta ad una aumentata risposta (Kamal et al. pag.8). - Il ritrattamento con interferone peghilato alfa2b + ribavirina dosata secondo il peso del paziente ottiene una risposta virologica in un importante numero di soggetti che non avevano risposto alla terapia con interferone e ribavirina. Ciò si osserva nei soggetti HCVRNA negativi alla 12^ settimana di trattamento (Poynard et al., pag. 40). - La somministrazione di interferone peghilato alfa2b e ribavirina è sicura ed efficace nella cirrosi compensata da HCV (Annichiarico et al., pag. 198). - L’interferone peghilato alfa2a + ribavirina è efficace nei pazienti che hanno presentato relapse dopo terapia con interferone convenzionale con percentuale di risposta simile a quella osservata nei soggetti mai trattati precedentemente (Nevens et al., pag. 214). - I pazienti affetti da epatite cronica C obesi e non obesi hanno differenti profili virologici e istologici, entrambi hanno un’uguale risposta virologica quando trattati con Interferone peghilato alfa2b con dosaggio scelto in funzione del loro peso corporeo. Quando trattati con la dose standard di Interferone peghilato alfa2a i pazienti obesi hanno minore risposta virologica sostenuta. (Cesario et al., pag.201) - L’incremento di transaminasi durante la terapia con interferone peghilato e ribavirina è comune e qualche volta con valori assai elevati. Esiste spesso un’associazione con una steatoepatite da sovrappeso che viene indotta o esacerbata ai farmaci ed è indipendente dalla loro attività antivirale (Thurairajah et al., pag. 223). - Non è stata osservata alcuna differenza significativa per quanto riguarda l’efficacia e la tolleranza tra interferone peghilato alfa2a e interferone peghilato alfa2b (Mauss et al., pag. 213). - Il mantenimento di una terapia con interferone peghilato alfa2b a basso dosaggio (0,5 microgrammi/kg a settimana) può ritardare lo sviluppo di varici, ridurre la pressione portale e prevenire il sanguinamento delle varici e le complicazioni dell’ipertensione portale (Curry et al., pag. 40). - La somministrazione di Albuferon è sicura , ben tollerata e dimostra un’importante attività antivirale dopo solo 2 dosi in pazienti affetti a epatite cronica C genotipo 1 mai trattati precedentemente. Il tempo di somministrazione ogni 2-4 settimane è supportato dalla farmacocinetica e dalla risposta antivirale (Bain et al., pag. 9). - La somministrazione di viramidina con interferone peghilato alfa2a in pazienti affetti a epatite cronica C mai trattati precedentemente ha ottenuto una risposta virologica ed è risultata sicura (Gish et al., pag. 39). - La somministrazione di NM283 (valopicitabina) più interferone peghilato alfa2b ha mostrato una rapida e marcata attività antivirale in pazienti affetti da epatite cronica C, genotipo 1 (Afdhal et al., pag. 39). - L’elasticità del fegato misurata con il Fibroscan correlata con la fibrosi istologica mostra una minore durezza in pazienti con epatite cronica C e remissione biochimica dopo trattamento. Pertanto il Fibroscan è efficace per monitorare la risposta alla terapia (Coco et al., pag. 258).
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APRILE 2005
News riguardanti la cirrosi (J.Hepatol, vol. 42, suppl.2, Aprile 2005) - Bassi dosaggi di albumina sono efficaci come i dosaggi standard per prevenire le disfunzioni circolatorie indotte dalla paracentesi in pazienti cirrotici con ascite tesa trattati con paracentesi di ampio volume di ascite (Alessandria et al., pag. 75). - Sia il propranololo che la legatura delle varici esofagee sono sicure ed efficaci per la profilassi primaria del sanguinamento in pazienti con varici esofagee ad alto rischio (Drastich et al, pag. 79) - L’infusione di L-aspartato di ornitina è sicura ed efficace nel trattamento dell’encefalopatia portosistemica in pazienti cirrotici (Abid et al., pag. 84). - L’iponatremia severa è il fattore di maggior rischio di encefalopatia nel cirrotico (Torre et all, pag. 87) - Nelle malattie croniche di fegato il Fibroscan è un metodo efficace non invasivo per diagnosticare la fibrosi. La combinazione di Fibroscan e Fibrotest o Form per la valutazione della cirrosi può evitare la biopsia nella maggior parte dei pazienti con epatopatie croniche (Foucher et al., pag. 78). - Nei pazienti con cirrosi il Fibroscan predice la presenza e le dimensioni delle varici esofagee più accuratamente della misurazione del gradiente portale (Kazeni et al., pag. 82).
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APRILE 2005
News riguardanti il carcinoma epatocellulare (J.Hepatol, vol. 42, suppl.2, Aprile 2005) - L’infezione occulta con il virus dell’epatite B si associa al rischio di comparsa di carcinoma epatocellulare in pazienti affetti da cirrosi epatica da virus dell’epatite C (Adachi et al., pag. 170). - Nell’epatite cronica B i livelli persistentemente elevati di HBVDNA sono un forte rischio per predire l’evoluzione in carcinoma epatocellulare indipendentemente dalla presenza dell’HBeAg, dell’infezione da HCV e dai livelli elevati di transaminasi. La riduzione dei livelli di HBVDNA si associa al ridotto rischio di evoluzione in carcinoma epatocellulare (Chen et al., pag.16). - La carica virale è un forte predittore di rischio di carcinoma epatocellulare in pazienti infetti cronicamente dal virus dell’epatite B e con normali livelli sierici di transaminasi (Iloeje et al,., pag. 179). - Basata su osservazioni a lungo termine la terapia con interferone migliora la sopravvivenza in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare dopo resezione epatica (Saito et al., pag. 99). - La brachiterapia è sicura ed efficace nel trattamento di carcinomi epatocellulare non resecabili (Bergk et al., pag. 89). - La somministrazione di microsfere di Ittrio radioattivo rappresenta una importante novità, relativamente non tossica, per il trattamento dei carcinomi epatocellulari avanzati (Carr et al., pag.91). - La radiofrequenza percutanea è un efficace trattamento nei pazienti cirrotici con carcinoma epatocellulare di 5 cm o inferiore (Lin et al., pag. 97). - La radioterapia è in grado di curare carcinomi di piccole dimensioni con una buona tolleranza in pazienti cirrotici (Merle et al., pag.98).
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APRILE 2005
News riguardanti il trapianto di fegato (J.Hepatol, vol. 42, suppl.2, Aprile 2005) - L’Adefovir Dipivoxil migliora i parametri clinici e di laboratorio in pazienti con malattia epatica avanzata dopo il fallimento della lamivudina in pazienti in lista d’attesa per trapianto di fegato (Schiff et al., pag.5). - In pazienti dopo trapianto di fegato affetti da epatite cronica B resistenti alla lamivudina la somministrazione di adefovir dipivoxil è stato in grado di eliminare l’HBsAg in una buona percentuale di pazienti (Barcena et al., pag.44). - La somministrazione di interferone peghilato alfa2a e ribavirina in pazienti dopo trapianto di fegato ed epatite C è ben tollerata usando un dosaggio crescente. Un trattamento precoce prima dello sviluppo di una fibrosi avanzata aumenta la risposta alla terapia (Kontorinis et al., pag.53). - L’interferone peghilato alfa2b più ribavirina ha ottenuto un risposta virologica sostenuta nel 33% dei pazienti con ripresa dell’epatite C dopo trapianto di fegato. La risposta è risultata soddisfacente nei genotipi 2 e 3 e poco soddisfacente nei genotipi 1 e 4 (Martini et al., pag. 55). - Soltanto il 28% dei pazienti reinfettati con il virus dell’epatite C dopo il trapianto di fegato e trattati con interferone peghilato alfa2b e ribavirina hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta. Il genotipo 2 è stato l’unico fattore predittivo di risposta (Picciotto et al., pag. 58).
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APRILE 2005
News riguardanti la steatosi non alcolica (J.Hepatol, vol. 42, suppl.2, Aprile 2005) - Due terzi dei pazienti con elevazione delle transaminasi senza causa apparente hanno una steatosi non alcolica (de Ledinghen et al., pag.3). - La mortalità per steatoepatite alcolica è superiore alla mortalità per le forme non alcoliche (Bellentani et al., pag. 3). - La somministrazione di UDCA e vitamina E nei pazienti con statoepatite non alcolica non solo migliora i valori di laboratorio ma anche l’istologia epatica (Dufour et al., pag.4). - Tutti gli stadi di steatosi non alcolica sono accompagnati da una cronica sistemica endotoxinemia che si correla con il grado di resistenza all’insulina e al diabete tipo 2 (Day et al., pag. 25). - I pazienti con steatosi non alcolica possono beneficiare della deplezione del ferro(ottenuta mediante salassi); questi agiscono sulla sensibilità all’insulina (Guzzo et al., pag. 247). - La graduale perdita di peso non soltanto migliora significativamente i livelli di transaminasi e la steatosi epatica, ma anche significativamente diminuisce la fibrosi epatica; pertanto dovrebbe essere considerato un trattamento sicuro per la steatosi non alcolica (Zelber-Sagi et al., pag. 257).
EPATITE VIRALE B- Il monitoraggio dei livelli di HBeAg può essere di aiuto per predire l’evoluzione della terapia con lamivudina in pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg positiva.
MARZO 2005
Il cambiamento dei livelli di HBeAg durante il trattamento con lamivudina può essere di aiuto non soltanto per predire la risposta al trattamento ma anche per riconoscere precocemente la riaccensione virale.(Park et al, J Viral Hepat., 12, 216, 2005)
EPATITE VIRALE B- Impatto della terapia con interferone alfa sulla progressione della fibrosi epatica in pazienti con epatite cronica B, HBeAg negative
MARZO 2005
Nei pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativo l’interferone riduce significativamente la velocità di progressione della fibrosi ma questo effetto è osservato principalmente in pazienti con risposta biochimica sostenuta. Nei relapser e non responder la fibrosi è simile a quella osservata prima del trattamento. Il maggior fattore associato alla progressione della fibrosi è l’attività necroinfiammatoria. (Papatheodoridis et al., J Viral Hepat. ,12, 199, 2005)
EPATITE VIRALE B- Follow-up a lungo termine dell’epatite cronica B dopo la comparsa della mutazione nella regione polimerasica.
MARZO 2005
Con l’insorgenza della mutazione nella regione polimerasica le condizioni cliniche del paziente peggiorano, pertanto il monitoraggio della mutazione del gene polimerasico è utile durante il trattamento con lamivudina nell’epatite cronica B.( Natsuizaka et al., J Viral Hepat.;12, 154, 2005)
EPATITE VIRALE C- Efficacia della somministrazione di PEG interferone alfa2b in monoterapia per 24 settimane nei pazienti con epatite acuta C dopo fallimento dell’eliminazione spontanea del virus.
MARZO 2005
Un trattamento con interferone alfa2b è efficace nel risolvere l’epatite acuta C nel 94% dei pazienti. Il trattamento può essere iniziato dopo 12 settimane dall’inizio della malattia e rivolto pertanto soltanto a quei pazienti che non hanno spontaneamente eliminato il virus. In questo modonon si perde l’efficacia della terapia. (Santantonio et al., J Hepatol., 42, 329, 2005).
EPATITE VIRALE C- Gli ostacoli al trattamento con interferone alfa in corso di epatite acuta sono maggiori nei pazienti tossicodipendenti rispetto agli altri pazienti.
MARZO 2005
Il trattamento dell’epatite acuta C con interferone peghilato è assai benefico ma la sua efficacia è ridotta per la scarsa accettazione o aderenza al trattamento soprattutto nelle donne e nei tossicodipendenti.(Broers et al., J Hepatol. , 42, 323, 2005).
EPATITE VIRALE C- Aggiunta dell’etanercept all’interferone e ribavirina nei pazienti affetti da epatite cronica C mai trattati: uno studio randomizzato controllato doppio cieco contro placebo
MARZO 2005
L’aggiunta di etanercept all’interferone e ribavirina migliora significativamente la risposta virologica alla fine del periodo di somministrazione; inoltre in questo gruppo di pazienti si sono osservati minori effetti collaterali dovuti alla somministrazione di interferone e ribavirina. (Zein et al., J Hepatol. , 42, 315, 2005).
EPATITE VIRALE C- Linfomi non-Hodgkin e altre malattie maligne non epatiche in pazienti svedesi con epatite cronica C
MARZO 2005
E’ riportata l’incidenza di varie malattie maligne di persone affette da epatite C. E’ stato osservata un significativo incrementato rischio di comparsa di linfomi non-Hodgkin e mielosi multipli.(Duberg et al., Hepatology, 41, 652, 2005)
CIRROSI EPATICA- Effetto del celecoxib e del naproxene sulla funzione renale in pazienti non azotemici con cirrosi e ascite.
MARZO 2005
La somministrazione per un breve periodo di celecoxib non riduce le piastrine, la funzione renale e la risposta ai diuretici nella cirrosi scompensata. Ulteriori studi sono necessari per valutare la sicurezza di questo farmaco a lungo termine nel cirrotico. (Clària et al., Hepatology, 41,579, 2005)
CIRROSI EPATICA- Legatura delle varici esofagee più nadololo in confronto alla sola legatura per la profilassi del risanguinamento delle varici: uno studio multicentrico.
MARZO 2005
Il nadololo più la legatura delle varici riduce l’incidenza del risanguinamento rispetto alla sola legatura. Il trattamento combinato potrebbe ridurre la probabilità della ricomparsa delle varici dopo eradicazione. (De la Peña et al., Hepatology, 41,572, 2005)
CIRROSI EPATICA- Evidenza di normale produzione di trombina in pazienti cirrotici nonostante alterazione dei tests di coagulazione convenzionali
MARZO 2005
La produzione di trombina è normale nei soggetti cirrotici. (Tripodi et al., Hepatology, 41, 533, 2005)
EPATITE VIRALE C- Tossicità sulla retina del trattamento con interferone peghilato nell’epatite cronica C: uno studio con elettroretinogramma multifocale
MARZO 2005
Una tossicità retinica subclinica durante la terapia antivirale con interferone peghilato e ribavirina si è rivelato frequente. Ciò suggerisce che i pazienti dovrebbero essere messi in guardia di questo rischio e monitorati durante il trattamento.(Chisholm et al., Aliment Pharmacol Ther., 21, 723, 2005)
CARCINOMA EPATOCELLUALARE- Ruolo della embolizzazione arteriosa epatica nei pazienti con carcinoma non resecabile: uno studio multicentrico nazionale valutato dallo stadio tumorale
MARZO 2005
L’embolizzazione arteriosa epatica è utile come trattamento primario per pazienti con carcinoma epatico non resecabile. Il beneficio sulla sopravvivenza di tale terapia è dipendente dallo stadio el tumore.(Huang et al., Aliment Pharmacol Ther.;21,687, 2005)
EPATITE VIRALE C- Analisi della decisione dinamica per determinare la durata ottimale del trattamento dell’epatite cronica C
MARZO 2005
La dinamica dei livelli di alanina aminotransferasi e il costo del trattamento suggerisce un’utile alternativa per determinare la durata della terapia nei pazienti con epatite cronica C. (Veldt et al., Aliment Pharmacol Ther.,21, 539, 2005).
EPATITE VIRALE B- L’adefovir dipivoxil aggiunto alla lamivudina in pazienti con epatite cronica B HBeAg negativa resistenti alla lamivudina.
MARZO 2005
La somministrazione di adefovir dipivoxil in pazienti resistenti alla lamivudina provoca una significativa soppressione della replica virale. (Vassiliadis et al., Aliment Pharmacol Ther.;21,531, 2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Proposta di un nuovo modello prognostico per il carcinoma epatico: un’analisi di 403 pazienti.
MARZO 2005
Lo score di Tokio (che prende in considerazione 4 fattori: albumina sierica, bilirubina, dimensioni e numero dei noduli tumorali) è un sistema semplice che può prevedere la prognosi di pazienti affetti da carcinoma epatocellulare che richiedono terapia radicale. (Tateishi et al., Gut;54:419, 2005)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA E COLANGITE SCLEROSANTE PRIMITIVA- Quali pazienti con cirrosi biliare primitiva o colangite sclerosante primitiva dovrebbero essere sottoposti a screening endoscopico per la ricerca delle varici esofagee?
MARZO 2005
Dovrebbero essere sottoposti a screening per la presenza di varici esofagee i pazienti con piastrine >20 µml/l, livelli di albumina <40 g/l e livelli di bilirubina >20 µmol/l. (Bressler et al., Gut; 54,407, 2005)
EPATITE VIRALE C- Riattivazione dell’epatite C in pazienti con infezione cronica, genotipo 1b e 2c: uno studio retrospettivo di 206 pazienti non trattati
MARZO 2005
I portatori del genotipo 2c sono ad alto rischio di riattivazione epatitica suggerendo che la genetica virale sia importante nella storia naturale dell’HCV, ponendo dubbi sulla linearità della progressione della fibrosi epatica in questi pazienti. (Rumi et al., Gut, 54, 402, 2005)
EPATITE VIRALE C- Resistenza all’insulina riduce la risposta sostenuta all’interferone peghilato + ribavirina nei pazienti con epatite cronica C.
MARZO 2005
La resistenza all’insulina, la fibrosi e il genotipo sono fattori indipendenti in grado di predire la risposta alla terapia antivirale nell’epatite cronica C trattata con interferone peghilato e ribavirina. (Romero-Gomez et al., Gastroenterology.; 128, 636, 2005)
MALATTIE EPATICHE- Importanza dei fattori metabolici per l’incremento dell’alanina aminotransferasi in persone con altre cause di malattie epatiche.
MARZO 2005
L’obesità, la resistenza all’insulina e la sindrome metabolica sono forti predittori di incremento sierico di alanina aminotransferasi sia in persone con e senza altre cause di malattie croniche di fegato. Si può ipotizzare che la steatosi epatica di origine metabolica sia la causa reale dell’incremento dell’alanina aminotransferasi e che non sia riconosciuta nei pazienti con altre cause edi malattia epatica (virus, alcol, ecc.). (Ioannou et al.,Gastroenterology.;128, 627, 2005)
COLANGIOCARCINOMA- Fattori di rischio per la comparsa di colangiocarcinoma intraepatico negli Stati Uniti : uno studio caso-controllo.
MARZO 2005
Sono descritti fattori di rischio per la comparsa di colangiocarcinoma: presenza del virus dell’epatite C, dell’HIV, della cirrosi epatica e del diabete. .(Shaib et al., Gastroenterology.;128, 620, 2005)
CIRROSI EPATICA- Differenze nella sopravvivenza a lungo termine dopo shunt portosistemico intraepatico transgiugulare (TIPS) per ascite refrattaria e sanguinamento da rottura di varici esofagee.
MARZO 2005
Pazienti sottoposti alla TIPS per sanguinamento da rottura di varici esofagee hanno mostrato sopravvivenza più lunga in confronto ai pazienti che hanno ricevuto la TIPS per ascite refrattaria. (Membreno et al., J Gastroenterol Hepatol., 20, 474, 2005).
EPATITE VIRALE B- Fattori associati alla risposta alla lamivudina: studio retrospettivo in un centro specialistico che cura pazienti con epatite cronica B
MARZO 2005
I livelli di transaminasi prima del trattamento non sono associati alla risposta alla lamivudina; più basse piastrine e il sesso femminile nei soggetti HBeAg positivi sono importanti fttori predittivi di risposta favorevole al trattamento. (Hann et al., J Gastroenterol Hepatol., 20, 433, 2005).
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Miglioramento della diagnosi di carcinoma epatico in pazienti cirrotici con una massa epatica con aumentato flusso arterioso
MARZO 2005
L’ipointensità ritardata in corso di risonanza magnetica di una massa epatica con aumentato flusso arterioso, si è rivelato il più forte fattore indipendente predittivo di carcinoma epatico indipendentemente dalla grandezza della lesione. (Marrero et al., Liver Transpl , 11, 281, 2005).
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Confronto dei risultati tra distruzione mediante radiofrequenza e resezione in pazienti con singolo piccolo carcinoma epatocellulare e funzione epatica conservata.
MARZO 2005
Nonostante un’alta percentuale di ripresa del tumore locale, la radiofrequenza si è dimostrata come efficacia simile alla resezione chirurgica per il trattamento di singoli piccoli carcinomi epatici nei pazienti con buona funzione epatica sia per quanto riguarda l’incidenza di metastasi a distanza, sia per quanto riguarda la sopravvivenza. (Hong et al., J Clin Gastroenterol. , 39, 247, 2005)
CIRROSI EPATICA- Trattamento quantitativo dell’iponatremia del cirrotico
MARZO 2005
La iponatremia nella cirrosi è frequentemente causata dalla terapia diuretica. Il trattamento può efficacemente essere guidato dalla stima precisa del deficit di sodio o dell’eccesso di acqua. I metodi di correzione descritti sono indicati soprattutto nelle forme severe.(Castello et al., Dig.Liver Dis.,37, 176, 2005).
CIRROSI EPATICA- Marcatori sierici di fibrosi possono prevedere con grande accuratezza la presenza di larghe varici esofagee
MARZO 2005
Marcatori sierici non invasivi di fibrosi possono correttamente predire la presenza o assenza di varici esofagee di medie o larghe dimensioni nell’86% dei pazienti affetti da patologia epatica alcolica. (Vanbiervliet et al., Eur J Gastroenterol Hepatol.;17,333, 2005).
EPATITE VIRALE B- Livelli anticorpali e protezione dopo la vaccinazione anti epatite B: risultati di un follow-up di 15 anni
MARZO 2005
La vaccinazione contro l’epatite B protegge fortemente dall’infezione per almeno 15 anni in tutte le età. Gli anticorpi diminuiscono nel tempo soprattutto nei bambini di 4 anni di età o più piccoli. (McMahon et al., Ann Intern Med.,142, 333, 2005)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Il raloxifene migliora la massa ossea in pazienti osteopeniche con cirrosi biliare primitiva: risultati di uno studio pilota
FEBBRAIO 2005
Raloxifene è un farmaco sicuro ed efficacia nel prevenire la perdita ossea in donne con cirrosi biliare primitiva. (Levy et al., Liver Int., 25, 117, 2005)
EPATITE VIRALE C- Cambiamenti virologici precoci e risposta sostenuta in pazienti con epatite cronica C trattati con interferone peghilato alfa2b e ribavirina
FEBBRAIO 2005
L’interferone peghilato alfa2 b più ribavirina produce cambiamenti significativi nella dinamica dell’HCV che possono essere evidenziati già 48 ore dopo la prima dose del PEG interferone e questi cambiamenti sono utili per predire la risposta terapeutica. (Gallegos-Orozco et al., Liver Int., 25, 91, 2005)
EPATITE VIRALE C- Ridotto rischio di carcinoma epatico in pazienti con epatite cronica C I cui livelli di alanino aminotransferasi sierica si riducono a meno di 2 volte il limite superiore della norma dopo terapia con interferone.
FEBBRAIO 2005
I pazienti con epatite crnica C con livelli di transaminasi inferiori di due volte i limiti superiori della norma dopo terapia con interferone presentano un rischio ridotto di evoluzione verso il carcinoma epatocellulare. (Moriyama et al., Liver Int., 25, 85, 2005)
CIRROSI EPATICA- Nei pazienti cirrotici la siderosi si associa ad accelerato scompenso e ridotta sopravvivenza
FEBBRAIO 2005
La presenza di sierosi si associa a funzione epatica più compromessa. I pazienti con sierosi hanno ridotta sopravvivenza e più rapido scompenso della cirrosi. (Kayali et al., Liver Int., 25, 41, 2005)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- L’alcol, il tabacco e l’obesità sono fattori di rischio sinergici per il carcinoma epatocellulare.
FEBBRAIO 2005
L’alcol, il tabacco e l’obesità sono fattori di rischio indipendenti per la comparsa di carcinoma epatocellulare ed essi interagiscono sinergicamente nell’aumentare tale rischio.Pertanto è necessario stratificare i cirrotici in gruppi ad alto e basso rischio per una attenta zìsorveglianza.(Marrero et al., J. Hepatol, 42, 218, 2005)
EPATITE VIRALE B- Evoluzione clinica e istologica a lungo termine in pazienti con spontanea eliminazione dell’HBsAg
FEBBRAIO 2005
In pazienti con spontanea eliminazione dell’HBsAg la necrosi e l’infiammazione risultano marcatamente ridotte e la fibrosi non peggiora o regredisce nonostante l’infezione occulta dell’HBV. Tuttavia in una piccola percentuale dei casi si sviluppa il carcinoma epatocellulare. (Ahn et al., J Hepatol. 42, 188, 2005)
EPATITE VIRALE B- Prolungato trattamento con lamivudina in pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativa.
FEBBRAIO 2005
Il beneficio clinico dell’impiego di lamivudina per un periodo superiore ai 2 anni è molto alto nei pazienti senza comparsa di variante YMDD. Addizionali terapie dovrebbero essere prese in considerazione per i pazienti con la comparsa della variante. (Rizzetto et al., J. Hepatol., 42, 173, 2005)
TRAPIANTO DI FEGATO- Interferone peghilato alfa2a per l’epatite C dopo il trapianto di fegato: due studi controllati randomizzati.
FEBBRAIO 2005
Interferone peghilato alfa2a per 48 settimane è sicuro e discretamente tollerato ed offre una certa efficacia nel trattamento dell’epatite C dopo trapianto di fegato. Studi futuri randomizzati sono necessari per stabilire l’efficacia dell’interferone peghilato associato alla ribavirina.(Chalasani et al., Hepatology; 41, 289, 2005.)
EPATITE VIRALE C- Alte dosi di ribavirina in combinazione con dose standard di interferone peghilato per il trattamento dell’epatite cronica C
FEBBRAIO 2005
Alte dosi di ribavirina in accordo a schedale individualizzate è fattibile ma sono più frequenti gli effetti collaterali, in particolare l’anemia. Le risposte virologiche meritano comunque ulteriori studi.(Lindahl et al., Hepatology; 41,275, 2005.)
CIRROSI EPATICA- Il valore del volume residuo del fegato come predittore di disfunzione epatica e infezione dopo importante resezione del fegato
FEBBRAIO 2005
Le probabilità di importanti disfunzioni epatiche dopo resezione del fegato possono essere predette da uno scarso volume di fegato residuo e dall’alto indice di massa corporea, mentre le infezioni post-operatorie sono maggiormente correlate all’insufficiente funzione del fegato. (Schindl et al., Gut, 54, 289, 2005)
EPATITE VIRALE C- Confronto prospettico dell’elastografia pulsionale (Fibroscan), Fibrotest , APRI (Indice tra aspartato aminotransferasi e piastrine) e biopsia epatica per la valutazione della fibrosi nell’epatite cronica C.
FEBBRAIO 2005
Il Fibroscan è un semplice ed efficace metodo per valutare la fibrosi epatica con risultati simili a quelli ottenibili con il Fibrotest e l’APRI (rapporto fra aspartato transaminasi e piastrine). L’uso combinato del Fibroscan e del Fibrotest per valutare la fibrosi epatica potrebbe evitare la biopsia nella maggior parte dei pazienti con epatite cronica C.(Castera et al., Gastroenterology, 128, 343, 2005)
CIRROSI BILIRE PRIMITIVA- Effetto dell’acido ursodesossicolico sulla storia naturale della cirrosi biliare primitiva.
FEBBRAIO 2005
Il trattamento con acido ursodesossicolico normalizza la sopravvivenza nei pazienti con cirrosi biliare primitiva quando somministrato negli stadi precoci. Sono necessari invece nuovi approcci terapeutici in pazienti con malattia avanzata. (Corpechot et al., Gastroenterology, 128, 297, 2005)
INTERFERONE- Depressione indotta da interferone: prevalenza e trattamento
FEBBRAIO 2005
Effetti collaterali psichiatrici sono frequenti da osservare durante terapia con interferone. Una valutazione psichiatrica dovrebbe essere presa in considerazione in tutti i pazienti prima del trattamento. Se si sviluppa uno stato depressivo, i pazienti dovrebbero essere trattati efficacemente. (Scalori et al., Dig Liver Dis.;37,102, 2005)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Efficacia terapeutica della riduzione della produzione dell’acido nitrico da parte del bezafibrato nei pazienti con cirrosi biliare primitiva.
FEBBRAIO 2005
Il bezafibrato è una terapia efficace nei pazienti con cirrosi biliare primitiva anche in quelli resistenti all’acido ursodesossicolico. La riduzione della produzione di acido nitrico da parte delle cellule dendritiche può avere qualche relazione con l’efficacia terapeutica di questo farmaco. (Akbar et al., J. Gastroenterology, 40, 157, 2005)
EPATITE VIRALE C- Fattori di rischio per lo sviluppo di carcinoma epatocellulare in pazienti con epatite cronica C dopo risposta sostenuta all’interferone.
FEBBRAIO 2005
Il rischio di sviluppare carcinoma epatico non viene completamente eliminato nei pazienti con risposta sostenuta all’interferone. Questo ato può essere utile per determinare la strategia del follow-up nei pazienti con epatite C dopo trattamento efficace. (Ikeda et al., J.Gastroenterology, 40, 148, 2005)
EPATITE VIRALE C- Clinica e virologiche caratteristiche dei pazienti non trattati con epatite cronica C che sviluppano incrementi di alanino aminotransferasi sierica
FEBBRAIO 2005
Analisi multivariate hanno evidenziato che il fenotipo 2 è l’unica determinante significativa per il flare-up dell’ALT. In 3 casi su 4 il flare-up avviene senza aumento della carica virale.(Hiraga et al., J. Med. Virol. 75:240, 2005).
EPATITE VIRALE B- Determinazione quantitativa dell’HBeAg con un metodo che utilizza microparticelle chemiluminescenti durante il trattamento con lamivudina in pazienti affetti da epatite cronica B.
FEBBRAIO 2005
Il monitoraggio della concentrazione sierica dell’HBsAg in addizione alla misura dei livelli quantitativi dell’HBV è utile per valutare la risposta al trattamento con lamivudina e dimostrare precocemente la comparsa di ceppi resistenti al farmaco.(Kohmoto et al., J. Med. Virol. 75, 235, 2005).
EPATITE VIRALE C- L’istologia epatica in pazienti affetti da epatite cronica C HBsAg negativi, anti HVC positivi
FEBBRAIO 2005
I pazienti affetti da epatite C anti HVC positivi presentano un significativamente più alto grado di fibrosi; l’apoptosi cellulare, il danno biliare e la proliferazione duttulare si correla con la presenza di questo anticorpo nel siero. (Sagnelli et al., J. Med. Virol. 75, 222-226, 2005).
EPATITE VIRALE B- Uno studio randomizzato controllato per il trattamento dell’epatite cronica B confrontando l’interferone peghilato alfa2b e lamivudina alla lamivudina da sola.
FEBBRAIO 2005
Nei pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg positivi il trattamento di combinazione con interferone peghilato alfa2b e lamivudina ha provocato una più alta risposta virologica rispetto alla lamivudina in monoterapia.(Chan et al., Annals, 142, 1-30, 2005)
TRAPIANTO DI FEGATO- Trapianto di fegato per il carcinoma epatico nel cirrotico: la classificazione clinica del tumore prima del trapianto è realistica?
FEBBRAIO 2005
Le correnti tecniche di immagine per valutare un carcinoma epatico nel cirrotico, hanno alta incidenza di falsi negativi e falsi positivi.(Sotiropoulos et al., Transplantation. 79, 483, 2005).
TRAPIANTO DI FEGATO- La triplice terapia con amantadina nei pazienti non responsivi al trattamento con interferone e ribavirina dopo ripresa dell’epatite C post-trapianto.
FEBBRAIO 2005
La triplice terapia antivirale (interferone, ribavirina e amantadina) per 48 settimane ha procurato una risposta virologica sostenuta nel 33% dei pazienti non responsivi a interferone e ribavirina dopo la ripresa dell’epatite C post-trapianto. (Bizollon et al., Transplantation, 79,325-329, 2005).
TRAPIANTO DI FEGATO- Trapianto di fegato ed epatite C : sistematica revisione della terapia antivirale
FEBBRAIO 2005
Persino la migliore terapia antivirale (interferone, peghilato e ribavirina) non è facilmente impiegabile né molto efficace. La migliore strategia sarà il trattamento prima del trapianto per l’impiego di farmaci più nuovi.(Triantos et al., Transplantation, 79, 261, 2005).
CIRROSI EPATICA- Meta analisi: legatura endoscopica delle varici per la profilassi primaria del sanguinamento da rottura di varici esofagee
FEBBRAIO 2005
In pazienti con cirrosi e varici esofagee da moderate a larghe che non hanno mai sanguinato la legatura endoscopica delle varici in confronto ai betabloccanti riduce significativamente gli episodi di sanguinamento ma non ha effetto sulla mortalità. (Khuroo et al., Aliment Pharmacol Ther. 21,347, 2005)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Trattamento a lungo termine della cirrosi biliare primitiva dell’acido ursodesossicolico: follow-up fino a 12 anni.
FEBBRAIO 2005
La somministrazione dell’acido ursodesossicolico per lungo tempo non modifica la progressione della malattia nella cirrosi biliare primitiva, nonostante un significastivo miglioramento dei livelli sierici di bilirubina e di forfatasi alcalina. (Chan et al., Aliment Pharmacol Ther. 21,217-26, 2005).
CIRROSI EPATICA- Parziale embolizzazione splenica in pazienti con cirrosi: efficacia, tolleranza e risultati a lungo termine in 32 pazienti.
FEBBRAIO 2005
In pazienti con cirrosi l’embolizzazione splenica parziale può risolvere la citopenia e le complicazioni cliniche correlate all’ipersplenismo e alla splenomegalia. Tuttavia a causa di un alto rischio di complicazioni importanti, in particolare gli ascessi splenici, le indicazioni di tale procedura dovrebbero essere molto limitate e l’estensione della necrosi dovrebbe essere strettamente controllata. (N'kontchou et al., Eur J Gastroenterol Hepatol., 17, 179, 2005).
MALATTIE EPATICHE- Correlazione tra consumo di alcol e alterazioni istologiche in pazienti non cirrotici
FEBBRAIO 2005
In pazienti non cirrotici la statosi e la fibrosi sono più comuni nei soggetti con alto consumo di alcol; tuttavia non esiste una netta distinzione fra la tipicità delle alterazioni istologiche e il consumo di alcol. (Kondili et al., Eur J Gastroenterol Hepatol.;17,155-159, 2005)
EPATITE VIRALE C- La steatosi epatica è un fattore di rischio indipendente per l’insuccesso terapeutico di pazienti affetti a epatite cronica C
FEBBRAIO 2005
La presenza di statosi epatica prima del trattamento antivirale nell’epatite cronica C è correlata all’indice di massa corporea ed è un forte fattore indipendente per la non risposta terapeutica. (Thomopoulos et al., Eur J Gastroenterol Hepatol.;17, 149, 2005).
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA-Micofenoplato mofetil per il trattamento della cirrosi biliare primitiva in pazienti con risposta incompleta all’acido ursodesossicolico
FEBBRAIO 2005
Questo studio pilota non evidenzia risultati favorevoli della somministrazione di micofenolato mofetil in pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva. (Talwalkar et al., J.Clin. Gastroenterology, 39,168, 2005).
EPATITE VIRALE C- Trasmissione nosocomiale dell’HCV in un Centro epatologico di riferimento terziario.
GENNAIO 2005
L’infezione ospedaliera da HCV può avvenire per trasmissione da paziente a paziente in Centri epatologici, particolarmente in soggetti che richiedono un lungo periodo di ricovero. Continuo rinforzo delle misure generali di prevenzione e quando possibile l’isolamento dei pazienti ad alto rischio potrebbe ridurre ulteriormente la trasmissione ospedaliera del virus dell’epatite C. (Forns et al., Hepatology, 41, 115, 2005).
EPATITE VIRALE C- Persistenza del virus dell’epatite C in pazienti trattati con successo per l’epatite cronica C
GENNAIO 2005
In pazienti affetti da epatite cronica C con risposta virologica sostenuta dopo terapia, piccole quantità di HCVRNA possono persistere nel fegato, nei macrofagi o nei linfociti per un periodo fino a 9 anni. Questa continua presenza virale potrebbe portare alla persistenza di immunità tumorale e cellulare per molti anni dopo il trattamento e potrebbe rappresentare un rischio potenziale di riattivazione dell’infezione. (Radkowski et al., Hepatology, 41, 106, 2005).
EPATITE VIRALE C- Impatto della steatosi sulla progressione della fibrosi in pazienti con patite cronica C moderata
GENNAIO 2005
La steatosi è la maggiore determinante per la progressione della fibrosi nell’epatite cronica C moderata indipendentemente dal genotipo. Questi dati suggeriscono il trattamento antivirale nel sottogruppo di pazienti con epatite moderata e statosi. (Fartoux et al., Hepatology, 41,82, 2005)
TRANSAMINASI- Sviluppo cronologico di incrementi di transaminasi in una popolazione non bevitrice.
GENNAIO 2005
E’ stata osservata una associazione tra incrementi di transaminasi e fattori di rischio per la statosi epatica non alcolica. (Suzuki et al., Hepatology, 41, 64, 2005).
EPATITE VIRALE C- Determinazione non invasiva dellqa fibrosi epatica misurando la durezza del fegato in pazienti con patite cronica C.
GENNAIO 2005
La determinazione non invasiva della durezza del fegato con l’elastografia pulsionale (Fibroscan) è una metodologia valida per determinare la presenza di fibrosi o cirrosi in pazienti con epatite cronica C.(Ziol et al., Hepatology, 41,48-54, 2005)
CIRROSI EPATICA- Il sodio sierico predice la mortalità in pazienti in lista di attesa per trapianto di fegato.
GENNAIO 2005
La concentrazione sierica di sodio inferiore a 126 mEq/L in pazienti in lista di attesa del trapianto è un forte predittore indipendente di mortalità. (Biggins et al., Hepatology, 41,32, 2005).
CIRROSI EPATICA- Effetto della somatostatina in confronto all’octreotide sull’emodinamica portale in pazienti con cirrosi e ipertensione portale
GENNAIO 2005
Sia la somatostatina che l’octreotide riduono significativamente la pressione portale; la somatostatina è più potente dell’octeotride. (Yang et al., Eur J Gastroenterol Hepatol.,17, 53, 2005).
EPATITE VIRALE B- L’interferone peghilato alfa2b da solo o in combinazione con lamivudina nel paziente con epatite cronica B HBeAg positiva: un trial randomizzato
GENNAIO 2005
Il trattamento con interferone peghilato alfa2b è efficace per i pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg positiva. La combinazione con lamivudina non produce effetti superiori alla monoterapia con il solo interferone. Il genotipo dell’HBV è un importante predittore di risposta al trattamento. (Janssen et al., Lancet, 365, 123, 2005)
EPATITE VIRALE C- Il tempo di transito delle vene epatiche impiegando microbolle può predire in maniera non invasiva la gravità della malattia in pazienti con epatite C
GENNAIO 2005
La determinazione del tempo di transito delle vene epatiche impiegando l’ecografia e un mezzo di contrasto con piccole bolle può valutare le malattie epatiche con netta differenziazione tra l’epatite di media intensità e la cirrosi. (Lim et al., Gut, 54, 128, 2005)
STEATOSI EPATICA- Contenuto epatico di trigliceridi e sua relazione con l’adipe corporeo: utilità della risonanza magnetica e della spettroscopia con risonanza magnetica protronica
GENNAIO 2005
La steatosi epatica si correla con l’adipe corporeo specialmente con l’obesità centrale. La spettroscopia con risonanza magnetica protronica è un metodo utile per monitorare i lipidi intraepatici. (Thomas et al., Gut; 54,122-127, 2005)
EPATITE CRONICA- L’uso dei fattori di crescita per il trattamento degli effetti collaterali ematologici in corso di terapia con PEG interferone alfa e ribavirina
GENNAIO 2005
Sebbene questo lavoro preliminare mostri notevoli promesse per il trattamento degli effetti collaterali ematologici osservati durante la terapia di combinazione per il virus dell’epatite C e possa aumentare la percentuale di soggetti che proseguono il trattamento, ulteriori ricerche sono necessarie per chiarire completamente l’efficacia, la sicurezza e il corsto-beneficio.(Collantes et al., Clin Gastroenterol. 39, Suppl 1, S9, 2005)
EPATITE VIRALE C- Correlazione tra arresto degli epatociti in fase G1, alterata rigenerzione epatica e fibrosi nell’epatite cronica C
GENNAIO 2005
Nell’epatite cronica C è stato osservato un arresto degli epatociti nella fase G1. Ciò può alterare la funzione epatica e limitare la rigenerazione.(Marshall et al., Gastroenterology.,128, 33, 2005)
EPATITE VIRALE C- Precoce cinetica virale e risultato finale della combinazione dell’induzione con alte dosi di interferone in confronto all’interferone peghilato più ribavirina in pazienti con epatite cronica C mai trattati, genotipo 1b ed alta carica virale.
GENNAIO 2005
Il monitoraggio precoce della cinetica virale è un’utile misura per predire la risposta virologica e può quindi facilitare lo sviluppo di un’efficace strategia terapeutica nell’epatite cronica C .(Tsubota et al., J. Med. Virol., 75, 27, 2005).
EPATITE ACUTA- Valori predittivi all’inizio e durante il follow-up dei livelli di fattore V e VII in pazienti con epatite acuta e coagulopatia
GENNAIO 2005
In pazienti con epatite acuta e coagulopatia senza encefalopatia , i livelli di fattore VII all’inizio sono un importante marcatore prognostico. Successivamente i mutamenti del fattore V sono migliori indicatori dell’evoluzione della malattia.(Elinav et al., J.Hepatol., 42, 82, 2005)
CIRROSI EPATICA- Alterazioni cardiache nella cirrosi: reversibilità dopo trapianto di fegato.
GENNAIO 2005
Il paziente cirrotico presenta alterazioni cardiache (moderato aumento dello spessore della parete ventricolare , disfunsione diastolica e risposta sistolica abnorme allo sforzo) che limita l’esercizio fisico. Il trapianto elimina questa alterazione. (Torregroosa et al., J.Hepatol., 42, 68, 2005)
EPATITE VIRALE C- La resistenza all’insulina si associa alla fibrosi epatica in paziernti non diabetici con epatite cronica C
GENNAIO 2005
Resistenza all’insulina può giocare un ruolo nella fibrogenesi in epatite cronica C, genotipo non 3.(Muzzi et al., J.Hepatol., 42, 41,2005)
TRAPIANTO DI FEGATO – Trapianto del fegato in riceventi HIV positivi
GENNAIO 2005
Il trapianto di fegato sembra un trattamento sicuro almeno nei primi tempi in pazienti HIV positivi con malattia epatica avanzata, inclusi i pazienti con storia di abuso di droghe. Se indicato un trattamento antiretrovirale con tre nucleosidi dovrebbe essere impiegato per evitare inter-reazioni con i farmaci immunosoppressivi. (Moreno et al., Liver Transpl, 11,76, 2005)
EPATITE VIRALE B- Attività dell’adefovir dipivoxil contro tutti i patterns virali resistenti alla lamivudina in pazienti con epatite cronica B
GENNAIO 2005
Il trattamento con adefovir dipivoxil ha mostrato identica efficacia in pazienti con tutti i 4 patterns virali resistenti alla lamivudina. (Westland et al., J.Viral Hepatitis, 12, 67, 2005)
EPATITE VIRALE C- Trattamento con interferone e ribavirina di epatite cronica C con moderata alterazione istologica: uno studio multicentrico randomizzato controllato
GENNAIO 2005
Nel gruppo trattato 33% dei pazienti hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta. Il genotipo 1 ha avuto una minore probabilità di risposta rispetto al genotipo non1 (18% vs 49%). I soggetti non responsivi dopo 12 settimane di terapia dovrebbero sospendere il trattamento. (Wright et al., J.Viral Hepatitis, 12, 58, 2005)
EPATITE VIRALE C- Il Breath Test con 13C Metacetina per valutare la funzione epatica in pazienti con epatite cronica C
GENNAIO 2005
Il Breath test non invasivo con 13C Metacetina è in grado di distinguere un’iniziale cirrosi dai pazienti n on cirrotici ma non è in grado di evidenziare gli stadi precoci della fibrosi in soggetti con epatite cronica C(Braden et al., Aliment Pharmacol Ther. ,21, 179, 2005)
ALANINA AMINOTRANSFERASI SIERICA- Il consumo di caffè e caffeina riduce il rischio di incremento dell’alanina aminotransferasi sierica negli Stati Uniti
GENNAIO 2005
In questo largo studio in persone ad alto rischio di danno epatico, il consumo di caffè, e specialmente di caffeina, si associa a più basso rischio di incremento di transaminasi.( Ruhl et al., Gastroenterology. 128, 24, 2005)
EPATITE VIRALE B- Lamivudina ed alte dosi di interferone alfa per il primo trattamento di bambini con epatite cronica B
GENNAIO 2005
L’associazione di lamivudina ed alte dosi di interferone alfa dopo 3 mesi di induzione con la sola lamivudina può rappresentare un efficace trattamento per bambini con epatite cronica B. (Saltik-Temizel et al., J.Clin. Gastroent.39, 68, 2005)
EPATITE VIRALE C- Incidenza e caratteristiche dei linfomi non-Hodgkin in un gruppo multicentrico di pazienti con crioglobulinemia mista, sintomatica correlata al virus dell’epatite C
GENNAIO 2005
Il rischio totale di linfomi non Hodgkin in pazienti con crioglobulinemia mista è 35 volte superiore rispetto alla popolazione generale (12 volte più alta se sono escluse le forme non aggressive). La presenza della crioglobulinemia non interferisce sul trattamento dei linfomi, (Monti et al., Arch Intern Med., 165,101, 2005)
EPATITE VIRALE C- Terapia antivirale per cirrosi da HCV: ridotta comparsa di carcinoma epatocellulare e aumento della sopravvivenza.
GENNAIO 2005
La terapia con interferone nei pazienti con cirrosi da virus dell’epatite C soprattutto in quelli in cui l’infezione è stata eliminata, inibisce lo sviluppo del carcinoma epatocellulare e migliora la sopravvivenza. (Shiratori ET AL., Ann Intern Med.;142,105, 2005)
EPATITE VIRALE C- Cinetica virale durante il trattamento antivirale in pazienti con epatite cronica C e livelli persistentemente normali di transaminasi.
DICEMBRE 2004
Nei pazienti con epatite cronica C e transaminasi persistentemente normali la cinetica virale è simile a quella dei pazienti con transaminasi elevate. Invece nei pazienti con elevati livelli di gammaGT si osserva una ridotta efficacia nel blocco del virus e una più bassa perdita di cellule infettate. (Kronenberger et al., Hepatology, 40:1442, 2004).
EPATITE VIRALE C- Progressione della fibrosi epatica in donne infettate con il virus dell’epatite C : beneficio a lungo termine dell’esposizione agli estrogeni
DICEMBRE 2004
La menopausa si accompagna alla progressione e accelerazione della fibrosi epatica in donne affette da epatite cronica C; ciò può essere prevenuto dall’impiego di ormoni sostitutivi. Le gravidanze possono avere un effetto benefico sulla progressione della fibrosi a lungo termine. (Di Martino et al., Hepatology, 40:1426, 2004)
EPATITE VIRALE B- Confronto dell’adefovir con il tenofovir per il trattamento del virus dell’epatite B resistente alla lamivudina
DICEMBRE 2004
Il tenofovir può diventare un’alternativa efficace per il trattamento dei pazienti affetti da epatite cronica B resistenti alla lamivudina.(van Bömmel et al., Hepatology, 40:1421,2004).
EPATITE VIRALE C- L’eritropoietina migliora la qualità della vita in pazienti anemici affetti da epatite cronica C trattati con la terapia di combinazione.
DICEMBRE 2004
L’eritropoietina migliora la qualità della vita in soggetti con epatite C che ricevono interferone e ribavirina. (Pockros et al., Hepatology, 40:1450, 2004).
EPATITE VIRALE B- Scomparsa della immunità causata dal vaccino dell’epatite B derivato dal plasma e necessità di un richiamo quindi anni dopo la vaccinazione neonatale
DICEMBRE 2004
Una o più dosi di richiamo sono necessarie nei soggetti sieronegativi almeno 15 anni dopo la somministrazione alla nascita del vaccino dell’epatite B derivato dal plasma.(Lue t al., Hepatology, 40:1415, 2004)
COLANGITE SCLEROSANTE PRIMITIVA – Metronidazolo e acido ursodesossicolico per il trattamento della colangite sclerosante primitiva: uno studio randomizzato controllato contro placebo.
DICEMBRE 2004
La somministrazione di metronidazolo e acido ursodesossicolico in pazienti con colangite sclerosante primitiva migliora i livelli di fosfatasi alcalina sierica e il nuovo score della Mayo Clinic ma non influenza significativamente la progressione della malattia o migliora l’istologia o modifica l’ERCP:(Färkkilä et al., Hepatology, 40:1379, 2004).
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Trial randomizzato con Leuprorelina e flutamide in pazienti maschi affetti da epatocarcinoma trattati con tamoxifene
DICEMBRE 2004
Nessun beneficio sulla sopravvivenza è stato osservato in pazienti maschi affetti da carcinoma epatocellulare trattati con anti androgeni. (Hepatology, 40:1361, 2004).
EPATITE VIRALE C- Trattamento con interferone peghilato e ribavirina per 14 settimane in pazienti con epatite cronica C, genotipo 2 o 3: uno studio pilota.
DICEMBRE 2004
Pazienti con genotipo 2 o 3 e precoce risposta virologica ottengono un’alta risposta sostenuta dopo solo 14 settimane di trattamento.(Dalgard et al., Hepatology;40: 1260, 2004)
STEATOSI EPATICA- Leptina, resistenza insulinica e fibrosi epatica nella steatosi epatica umana non alcolica
DICEMBRE 2004
Nell’uomo affetto da steatosi epatica non alcolica , nessuna correlazione tra livelli di leptina e fibrosi è stata osservata. (Angulo et al., J.Hepatol., 41, 943, 2004)
EPATITE VIRALE C- Valutazione di un gruppo di marcatori sierici non invasivi per differenziare la media dalla lieve e dall’avanzata fibrosi epatica nell’epatite cronica C
DICEMBRE 2004
Tre marcatori di fibrosi (acido ialuronico, TIMP-1 E alfa2-macroglobulina) nell’epatite cronica c possono differenziare i pazienti con assenza o lieve fibrosi da quelli con moderata o severa fibrosi anche se non sembra possibile un’accurata delimitazione degli stadi. (Patel et al., J.Hepatol., 41, 935,2004).
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Recettori estrogenici nei colangiociti e progressione della cirrosi biliare primitiva
DICEMBRE 2004
I recettori estrogenaci sono espressi nei colangiociti in corso di cirrosi biliare primitiva ma non nei soggetti normali. La scarsa espressione dei recettori estrogenaci alfa in tale malattia e la loro scomparsa negli stadi avanzati suggeriscono che una deficienza estrogenica potrebbe favorire l’evoluzione della cirrosi biliare verso la dottopenia.(Alvaro et al., J.Hepatol., 41, 905, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Valutazione dell’embolizzazione arteriosa transcatetere prima dell’ablazione percutanea del tumore in pazienti con carcinoma epatocellulare. Uno studio randomizzato controllato.
DICEMBRE 2004
L’embolizzazione arteriosa transcatetere è di scarsa efficacia nel prevenire la ripresa del tumore quando questo è trattato con iniezione di alcol ma sembra efficace prima della radiofrequenza. (Akamatsu et al., Liver International, 24, 625,2004)
EPATITE VIRALE C- Fattori di rischio per il carcinoma epatocellulare in pazienti con epatite cronica C e risposta virologica sostenuta dopo terapia interferonica
DICEMBRE 2004
La presenza di elevata fibrosi, l’età e il consumo di alcol possono influenzare lo sviluppo di carcinoma epatocellulare persino in pazienti con risposta virologica sostenuta. Pertanto tali soggetti dovrebbero essere attentamente seguiti anche dopo l’eradicazione del virus.(Iwasaki et al., Liver International, 24, 603,2004)
EPATITE VIRALE C- PEGInterferone alfa2b e ribavirina confrontato con interferone alfa2b e ribavirina nel trattamento iniziale di pazienti del sud Arabia affetti da epatite cronica C, genotipo 4.
DICEMBRE 2004
Pazienti del sud Arabia affetti da epatite cronica C genotipo 4 hanno mostrato una risposta con interferone peghilato alfa2b più ribavirina superiore all’interferone standard + ribavirina anche se le differenze non sono risultate significative. (Alfaleh et al., Liver International,24, 568, 2004)
EPATITE VIRALE B- Trattamento con lamivudina di epatiti B acute severe: uno studio pilota
DICEMBRE 2004
La lamivudina produce una pronta risposta clinica , biochimica, sierologia e virologica in pazienti immunocompetenti affetti da epatite acuta B. La lamivudina può prevenire la progressione di un’epatite acuta severa ad epatite fulminante o cronica e dovrebbe essere presa in considerazione per il trattamento di pazienti selezionati.(Schmilovitz-Weiss et al., Liver International, 24, 6 ,547, 2004)
EPATITE VIRALE B- Riattivazione del virus dell’epatite B in pazienti on carcinoma della mammella sottoposti a trattamento chemioterapico e ruolo della somministrazione di lamivudina prima della terapia.
DICEMBRE 2004
E’ consigliabile l’impiego della lamivudina per prevenire la riattivazione dell’epatite B in pazienti che devono essere sottoposti a chemioterapia per breve tempo. (Dai et al., Liver International, 24, 540, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Associazione fra fattore di crescita epatocitario sierico e sopravvivenza di pazienti con carcinoma epatocellulare non trattabile
DICEMBRE 2004
Pazienti con carcinoma epatocellulare non operabile hanno più alti livelli sierici di fattori di crescita epatocitario rispetto ai controlli. Tali livelli si correlano negativamente con la sopravvivenza.(Vejchapipat et al., J.Gastroenterol., 39, 12, 1435, 2004)
EPATITE VIRALE C- Cambiamento del genotipo nei tossicodipendenti.
DICEMBRE 2004
Il cambiamento del genotipo nei tossicodipendenti avviene almeno frequentemente come le infezioni di individui sani.(Aitken et al., J. Med. Virol. 74:543, 2004)
EPATITE VIRALE C- Interferone peghilato alfa2a e ribavirina in pazienti con epatite cronica C e transaminasi normali
DICEMBRE 2004
L’efficacia e la sicurezza dell’interferone alfa2a e ribavirina nei pazienti con epatite cronica C e transaminasi persistentemente normali sono simili a quelli dei pazienti con transaminasi elevate.(Zeuzem et al., Gastroenterology, 127, 1724, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- La radiofrequenza migliora la prognosi dell’epatocarcinoma inferiore a 4 cm in confronto all’iniezione di etanolo
DICEMBRE 2004
L’ablazione tumorale mediante radiofrequenza nei pazienti con epatocarcinoma (inferiore a 4 cm) ha un’evoluzione clinica migliore rispetto all’impiego di iniezione intratumorale di alcol. (Lin et al., Gastroenterology,127 , 6 ,1714, 2004)
FIBROSI EPATICA- Marcatori sierici per dimostrare la presenza di fibrosi epatica: uno studio di coorte
DICEMBRE 2004
La determinazione della fibrosi epatica con marcatori sierici multipli usati in combinazione, è un metodo sensibile specifico e riproducibile che può essere usato insieme alla biopsia epatica per valutare le epatiti croniche.(Rosenberg et al., Gastroenterology, 127,6, 1704, 2004)
EPATITE VIRALE C- Interferone peghilato alfa2b in confronto a interferone standard alfa2b associati a ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C in pazienti infetti anche con HIV
DICEMBRE 2004
In combinazione con ribavirina il trattamento dell’interferone peghilato alfa2b è più efficace dell’interferone standard alfa2b in pazienti affetti da epatite cronica C HIV positivi.(Carrat et al., JAMA, 292:2839, 2004)
EPATITE VIRALE B – La combinazione dell’interferone con lamivudina riduce il rischio di riaccensione virale durante il trattamento a lungo termine.
DICEMBRE 2004
L’interferone associato alla lamivudina riduce il rischio di ripresa virale durante il trattamento prolungato con lamivudina, probabilmente sopprimendo la comparsa di mutanti. (Jang et al., J.Gastroenterol. Hepatol. ,19, 1363, 2004)
EPATITE VIRALE C- Evoluzione a lungo termine nei bambini dell’epatite C acquisita dalla madre o dopo trasfusione.
DICEMBRE 2004
L’evoluzione dell’epatite C acquisita dai bambini sia verticalmente dalla madre o dopo trasfusione, è assai lentamente progressiva, almeno durante la prima decade dopo l’infezione. (Rerksuppaphol et al., J.Gastroenterol. Hepatol., 19, 1357, 2004)
EPATITE VIRALE C- Triplice combinazione di alfa1 timosina, PEGinterferone alfa2a e Ribavirina in pazienti con epatite cronica C non responsivi a interferone e ribavirina: risultato a 24 mesi di uno studio pilota.
DICEMBRE 2004
In pazienti con epatite cronica C non responsivi a interferone e ribavirina ritrattati con alfa1 timosina, PEG interferone e ribavirina, hanno mostrato una risposta virologica nel 60,8% alla 12^ settimana e del 47,8% alla 24^ settimana.(Poo et al., J.Gastroenterol.Hepatol., 19, S79, 2004)
Epatite virale B- Terapia a lungo termine con lamivudina in trapiantati di rene affetti da epatite cronica B.
DICEMBRE 2004
La lamivudina è sicura ed efficace per il trattamento dell’epatite cronica B in pazienti con trapianto di rene.(Thabut et al., Eur. J.Gastroenterol.Hepatol.16,1367, 2004).
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Il ruolo del sistema immune per controllare il carcinoma epatocellulare
DICEMBRE 2004
L’immunoterapia non specifica ha avuto iniziali successi nel prevenire la ricomparsa del tumore dopo la resezione; inoltre vaccini basati su cellule dendritiche stanno per entrare in studi clinici; ciò potrebbe dare possibilità assai interessanti per prevenire la comparsa del carcinoma epatocellulare in soggetti con alto rischio di svilupparlo.(O'Beirne et al., Eur. J.Gastroenterol.Hepatol.16, 1257, 2004)
CIRROSI EPATICA- La palpabilità del fegato in regione epigastrica è un segno fisico di cirrosi: uno studio prospettico.
DICEMBRE 2004
Un fegato palpabile all’epigastrio è un utile segno fisico di cirrosi nella pratica clinica. (McCormick et al., Eur. J.Gastroenterol. Hepatol. 16, 1331, 2004)
EPATITE VIRALE B- Terapia dell’epatite cronica B con Lamivudina dopo trapianto di rene
DICEMBRE 2004
La terapia con lamivudina è diventata il trattamento di scelta nei pazienti dopo trapianto di rene HBV positivi; tale trattamento migliora la prognosi di questi soggetti.(Durlik et al., Eur. J.Gastroenterol. Hepatol., 16,1261, 2004)
EPATITE VIRALE C- Meta-analisi: effetto dell’infezione da virus dell’epatite C sulla mortalità in corso di dialisi.
DICEMBRE 2004
Questa meta-analisi dimostra che i pazienti in dialisi affetti da epatite C hanno un aumentato rischio di mortalità rispetto ai pazienti senza epatite C.(Fabrizi et al., Aliment. Pharmacol. Therap., 20, 1271, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE – Predizione endoscopica del carcinoma epatocellulare mediante la valutazione del sanguinamento da varici esofagee
DICEMBRE 2004
Le dimensioni delle varici esofagee che hanno sanguinato predicono sono un fattore predittivo di comparsa di carcinoma in pazienti con cirrosi. (Nakayama et al., Digestion ,70:233, 2004).
EPATITI INFETTIVE- Efficacia delle immunoglobuline nel prevenire l’epatite A: una revisione sistematica
DICEMBRE 2004
Le immunoglobuline sono efficaci nel prevenire l’epatite A; gli studi non riportano gli eventuali effetti collaterali. Il periodo medio di protezione è di 3 mesi. (Bianco et al., Dig.Liver Dis., 36, 834, 2004)
EPATITI CRONICHE – L’eziologia delle epatiti croniche in Italia: Risultati di uno studio nazionale multicentrico
DICEMBRE 2004
L’epatite C è la causa più importante delle malattie croniche di fegato in Italia; tuttavia il confronto con i dati raccolti precedentemente dimostra che questa infezione avrà un ruolo meno importante in futuro. Anche l’epatite B e Delta sono in decremento.(Stroffolini et al., Digest. Liver Disease, 36, 829, 2004)
EPATITE VIRALE C- Uno studio pilota con interleuchina-11 in soggetti con epatite cronica C avanzata non responsiva alla terapia antivirale.
DICEMBRE 2004
Questo studio pilota suggerisce che la somministrazione di interleuchina-11 può essere utile nei pazienti con epatite cronica C ed avanzata malattia epatica. (Lawitz et al., Am J Gastroenterol;99,1, 2004).
EPATITE VIRALE C- PEGInterferone alfa2a e ribavirina in pazienti con epatite cronica C e transaminasi normali
DICEMBRE 2004
L’efficacia e la sicurezza dell’interferone peghilato alfa2a e ribavirina in pazienti con epatite cronica C e transaminasi persistentemente normali sono simili a quelle osservate in soggetti con transaminasi elevate.(Zeuzem et al., Gastroenterology, 127, 6, 1724 2004)
EPATITE VIRALE C- Efficacia antivirale a breve termine del BILN-2061, un inibitore della serina proteasi del virus dell’epatite C in pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1
NOVEMBRE 2004
Il BILN-2061 è un farmaco ben tollerato e molto attivo che riduce l’HCVRNA dopo due giorni di trattamento in pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1, indipendentemente dal grado di fibrosi. Ulteriori studi clinici sono in corso per valutare a lungo termine l’efficacia e la tossicità.(Hinrichsen et al., Gastroenterology, 127, 1629, 2004)
CARCINOMA EPATICO- Infezione da virus dell’epatite C ed aumentata incidenza del carcinoma epatocellulare: Uno studio sulla popolazione
NOVEMBRE 2004
E’ stato osservato un aumento degli epatocarcinomi correlati all’HCV e all’HBV. L’aumento dei carcinomi epatici dipendenti dall’HCV può spiegare l’incremento dei casi dei carcinomi epatici segnalati negli anni recentiavila et al., Gastroenterology, 127,1372, 2004).
EPATITE VIRALE C- Risposta istologica in pazienti affetti da epatite C e severa fibrosi trattati con interferone + ribavirina.
NOVEMBRE 2004
In pazienti affetti da epatite cronica C e fibrosi severa l’interferone può ridurre la fibrosi in quelli con risposta virologica sostenuta. Nei soggetti senza risposta virologica e trattati per 12 mesi la progressione della fibrosi viene bloccata. E’ necessario valutare l’effetto su questi pazienti di un più lungo trattamento (3-4 anni). (Abergel et al., E. J. Gastroenterol. Hepatol., 16,1219, 2004)
EPATITE VIALE C- Reinfezione con il virus dell’epatite C genotipo 1b dopo il trapianto di fegato: trattamento con interferone e ribavirina
NOVEMBRE 2004
La terapia di combinazione interferone e ribavirina ha un’efficacia limitata nei trapiantati di fegato con ripresa dell’epatite C genotipo 1b; comunque qualche beneficio può essere ottenuto persino in pazienti con avanzata fibrosi epatica. Tuttavia la tolleranza è modesta.(Berenguer et al., E.J.Gastroenterol. Hepatol., 16, 1207, 2004)
CARCINOMA EPATICO- Cancro primitivo del fegato : incidenza mondiale e trend
NOVEMBRE 2004
Nel mondo il carcinoma epatico rimane la quinta causa più comune dei tumori maligni nell’uomo e l’ottava nella donna. Questo cancro è il primo che può essere prevenuto con la vaccinazione contro l’epatite B e screenando il sangue e derivati del sangue per eliminare quelli positivi ai virus dell’epatite B e C. (Bosch et al., Gastroenterology. 127, Suppl 1, S5, 2004 ).
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Anticorpi antimitocondrio e reattività alle proteine del N.Aromaticivorans in pazienti con cirrosi biliare primitiva e loro parenti.
NOVEMBRE 2004
Nonostante un background genetico omogeneo un gruppo di pazienti con cirrosi biliare primitiva si è rivelato eterogeneo nel pattern degli anticorpi antimitocondri ed inoltre tutti hanno dimostrato reattività contro le proteine del novosphingobium aromaticivorans. (Olafsson et al., Am J Gastroenterol. 99,2143, 2004)
CIRROSI EPATICA- La somministrazione acuta di carvedilol è più efficace del propranololo + Isosorbide-5-mononitrato per ridurre la pressione portale in pazienti con cirrosi virale.
NOVEMBRE 2004
Nella cirrosi virale l carvediol è più efficace del propranololo più isosorbide-5-mononitrato per ridurre la pressione portale.(Lin et al., Am.J.Gastroenterol., 99, 1953, 2004)
STEATOEPATITE NON ALCOLICA- Inibizione del tumor necrosis factor-alfa mediante pentoxifillina nei pazienti con steatoepatite non alcolica: effetti benefici sui parametri clinici, biochimici e metabolici
NOVEMBRE 2004
Nei pazienti con steatoepatite non alcolica la somministrazione di pentoxifillina ha provocato significativi miglioramenti clinici, biochimici e metabolici. Questi benefici probabilmente dipendono dalla soppressione dell’alfa tumor necroisis factor.(Satapathy et al., Am.J.Gastroenterol., 99, 1946, 2004)
EPATITE VIRALE C- PEG Interferone alfa2b più ribavirina per il trattamento dell’epatite crnica C genotipo 4
NOVEMBRE 2004
PEG Interferone alfa2b in combinazione con ribavirina è efficace nel trattamento dell’epatite cronica C genotipo 4 ( risposta virologica sostenuta del 68%).Il trattamento è stato ben tollerato nella maggior parte dei pazienti. (Hasan et al., Am.J.Gastroenterol, 99, 1733, 2004)
EPATITE VIRALE C- Interferone alfa2b e ribavirina nei pazienti con epatite cronica C e transaminasi normali
NOVEMBRE 2004
I pazienti affetti da epatite cronica C con transaminasi normali trattati con interferone alfa2b e ribavirina hanno una risposta virologica sostenuta simile a quella dei pazienti con transaminasi elevate. (Jacobson et al., Am J Gastroenterol;99:1700, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO – Un anno di conseguenze dopo epatectomia nei pazienti donatori di fegato per il trapianto da vivente
NOVEMBRE 2004
La maggior parte delle complicazioni dopo epatectomia per donazione di fegato da vivente avviene all’inizio. Più tardi si può osservare trombocitopenia che può interessare il 23% dei pazienti.(LaPointe Rudow et al., Liver Transpl 10,1428, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Sopravvivenza dei pazienti cirrotici con iniziale carcinoma epatocellulare trattato con iniezione per cutanea di etanolo o trapianto di fegato
NOVEMBRE 2004
Nei pazienti con carcinoma epatico iniziale il trapianto di fegato h ottenuto maggiore sopravvivenza rispetto a iniezione percutanea di etanolo.(Andriulli et al., Liver Transpl ,10,1355,2004.)
EPATITE VIRALE C- La determinazione del virus dell’epatite C dovrebbe essere routinaria per le persone con aumentato rischio di infezione
NOVEMBRE 2004
I pazienti con aumentato rischio di contrarre il virus dell’epatite C dovrebbero essere sottoposti a controlli routinari del test per dimostrare la presenza del virus. (Alter et al., Annal Int.Med. 141, 715, 2004)
EPATITE VIRALE B- Effetti benefici della terapia intermittente con lamivudina in soggetti HBeAg positivi con transaminasi normali
NOVEMBRE 2004
La somministrazione intermittente di lamivudina in soggetti HBeAg positivi con transaminasi normali è risultata efficace.(Sarin et al., J.Viral Hepatitis, 11, 552, 2004)
EPATITE VIRALE C- Un trial randomizzato con alte dosi per lungo tempo di interferone + ribarivina in pazienti con epatite cronica C non responsivi al solo interferone.
NOVEMBRE 2004
Il ritrattamento di pazienti affetti da epatite cronica C che non hanno risposto al solo interferone dovrebbe essere indirizzato soprattutto ai genotipi 2/3 e a pazienti giovani con genotipo !/$ in quanto questi hanno maggiore probabilità di rispondere. Una terapia di induzione non aumenta la risposta virologica sostenuta. (Fattovich et al., J.Viral Hepatitis, 11, 543, 2004)
EPATITE FVIRALE C- Trattamenti dei pazienti con epatite cronica C con o senza biopsia.
NOVEMBRE 2004
Nella maggior parte dei pazienti con epatite cronica C l’eliminazione virale dopo terapia può essere raggiunta indipendentemente da quello che la biopsia possa mostrare. (Andriulli et al., J.Viral Hepatitis, 11, 536, 2004)
EPATITE VIRALE C- La risposta multispecifica delle cellule T e l’HCVRNA negativo durante l’infezione acuta da HCV sono precoci fattori prognostici di eliminazione spontanea del virus
NOVEMBRE 2004
Fattori legati all’ospite, in particolare il sesso femminile e la immunità cellulomediata hanno un ruolo importante per l’eliminazione spontanea del virus dell’epatite C in corso di epatite acuta. In particolare la negativizzazione dell’HCVRNA e la risposta multispecifica delle cellule T durante il primo mese di malattia sono degli importanti predittori di eliminazione del virus e potrebbero essere utilizzati come criteri per selezionare i candidati a un trattamento antivirale precoce. (Spada et al., Gut;53:1673, 2004)
TTVIRUS -TTV Infection in Children Born to Mothers Infected with TTV But Not With HBV, HCV, or HIV
NOVEMBRE 2004
59% dei bambini nati da madre con infezione da TTVirus sono diventati positivi nel periodo di follow-up. (Komatsu et al., J. Med. Virol. 74,499, 2004)
EPATITE VIRALE C- Risultati clinici e virologici a lungo termine nell’epatite cronica C dopo efficace terapia interferonica
NOVEMBRE 2004
Pazienti con risposta virologica sostenuta dopo trattamento ed un lungo periodo di follow-up (anche 10 anni) nonostante l’assenza di HCV o HBV occulta , evidenziano moderata infiammazione epatica e presentano rischio di evoluzione in carcinoma epatico. (Tsuda et al., J. Med. Virol. 74,406, 2004).
STEATOSI EPATICA- Efficacia terapeutica di un antagonista del recettore dell’angiotensina II in azienti con steatoepatite non alcolica
NOVEMBRE 2004
Il losartan (un antagonista del recettore di angiotensina II) potrebbe essere una terapia efficace per la steatoepatite non alcolica. (Yokohama et al., Hepatology , 40, 1222, 2004.)
EPATITE VIRALE C- La rilevazione dell’attivazione della caspasi nel siero di pazienti con epatite cronica C si associa alla lesione epatica fibrogena.
NOVEMBRE 2004
Confrontata con I soliti marcatori surrogati come le transaminasi la determinazione dell’attività caspasica nel siero potrebbe essere un metodo più sensibile per dimostrare una precoce lesione epatica.(Bantel et al. Hepatology;40, 1078, 2004.)
EPATITE VIRALE C- Terapia preventiva per il virus dell’epatite C dopo trapianto di fegato da vivente.
NOVEMBRE 2004
La somministrazione di interferone alfa2b e ribavirina un mese dopo il trapianto di fegato da vivente in pazienti con cirrosi da HCV è sicura ed ha ottenuto una risposta virologica sostenuta nel 39% dei casi. Questi dati necessitano di uno studio prospettico controllato per la conferma. (Sugawara et al., Transplantation, 78,1308, 2004).
EPATITE VIRALE C- Il trattamento con interferone alfa2b e ribavirina nei pazienti con ripresa dell’epatite C dopo trapianto di fegato
NOVEMBRE 2004
La combinazione interferone peghilato e ribavirina è una terapia efficace nei pazienti dopo trapianto di fegato e ripresa dell’epatite C non responsivi all’interferone non peghilato e ribavirina. (Neff et al., Transplantation. 78,1303, 2004)
EPATITE VIRALE C- Alte dosi di vitamina E non diminuiscono l’emolisi in corso di epatite C e trattamento con combinazione interferone alfa e ribavirina.
NOVEMBRE 2004
L’aggiunta di vitamina E durante il trattamento con interferone e ribavirina non diminuisce l’emolisi causata dalla ribavirina.(Saeian et al., Aliment. Pharmacol.Therapeutics, 20, 1189, 2004)
COLANGITE SCLEROSANTE- Uno studio pilota prospettico randomizzato controllato con acido ursodesossicolico associato a mucofenolato mofetil pre il trattamento della colangite sclerosante primitiva.
NOVEMBRE 2004
Micofenolato mofetil combinato con acido ursodesossicolico nei pazienti affetti da colangite sclerosante primitiva non provoca ulteriori miglioramenti rispetto a quelli osservati con l’acido ursodesossicolico in monoterapia. (Sterling et al., Aliment. Pharmacol. Therapeutics, 20,9, 943, 2004)
EPATITE VIRALE C- Meta-analisi : un trial randomizzato per un trattamento iniziale con interferone peghilato e ribavirina nei pazienti con epatite cronica C genotipo 4.
NOVEMBRE 2004
I pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 4 dovrebbero essere trattati con interferone peghilato e ribavirina per 1 anno. Si ottiene una risposta virologica sostenuta nel 72% dei casi.(Khuroo et al., Aliment. Pharmacol. Therapeutics, 20, 9, 931, 2004)
EPATITE VIRALE C- Incidenza di disfunnzione tiroidea durante il trattamento con interferone alfa2b e ribavirina in uomini con epatite cronica C : uno studio di coorte prospettico.
NOVEMBRE 2004
Pazienti con epatite cronica C trattati con interferone e ribavirina devono essere sottoposti a screening per malattie tiroidee. Il trattamento può essere continuato con sicurezza poiché le malattie tiroidee rispondono bene alla terapia specifica e sono reversibili in molti pazienti dopo la sospensione dell’interferone.(Bini et al.,Arch Intern Med., 164, 2371, 2004)
STEATOSI EPATICA- Significato metabolico della steatosi epatica non alcolica in adulti non obesi e non diabetici.
NOVEMBRE 2004
La steatosi epatica non alcolica è correlata strettamente a disordini metabolici persino in soggetti non obesi e non diabetici . Pertanto la presenza di tale patologia deve essere considerata un predittore precoce di alterazioni metaboliche particolarmente in pazienti con peso normale. (Kim et al., Arch Intern Med.,164,2169, 2004)
EPATITE VIRALE B- Sicurezza ed efficacia dell’Alamifovir nei pazienti con epatite cronica B
NOVEMBRE 2004
L’alamifovir ha una potente attività antivirale contro il virus dell’epatite B in vivo senza particolari effetti collaterali. (Soon et al., J.Hepatol, 41, 852, 2004)
EPATITE VIRALE C- Il virus dell’epatite C influenza l’encefalo come dimostrato da studi psicometrici e dalla risonanza magnetica spectroscopica
NOVEMBRE 2004
Questo studio dimostra il coinvolgimento del sistema nervoso centrale nei pazienti con epatite cronica C.. (Weissenborn et al.J.Hepatol. 41, 845,2004)
EPATITE VIRALE C- Progressione della fibrosi dopo trapianto epatico e ripresa dell’epatite C
NOVEMBRE 2004
In pazienti con fibrosi stadio 3 o 4 dopo 1 anno dal trapianto di fegato e ripresa dell’epatite C hanno un tempo di sopravvivenza minore mentre una fibrosi allo stadio 0-2 indica un eccellente periodo di sopravvivenza. (Neumann et al., J.Hepatol. 41, 830, 2004)
STEATOSI EPATICA- La teatosi epatica non alcolica silente. Uno studio clinico e istologico.
NOVEMBRE 2004
I livelli sierici degli enzimi non possono essere usati come marcatori surrogati di steatoepatite non alcolica. Le caratteristiche istologiche dei soggetti con sindrome metabolica, enzimi normali e steatoepatite non alcolica consistono in infiammazione lobulare , importante degenerazione balloniforme delle cellule epatiche.(Tarantino et al., J.Hepatol. 41, 751, 2004)
EPATITE VIRALE C- Follow-up di sei anni dopo monoterapia con interferone in pazienti in emodialisi per epatite cronica C
NOVEMBRE 2004
Una risposta clinica, biochimica e virologica può essere ottenuta con la monoterapia interferonica in soggetti affetti da epatite cronica C emodializzati. (Odzemir et al., Ren Fail. ,26, 583, 2004)
EPATITE VIRALE C- E’ giustificato eseguire lo screening per una retinopatia da interferone nell’epatite cronica C?
NOVEMBRE 2004
L’incidenza di retinopatia da interferone peghilato è bassa. Le complicazioni retiniche si risolvono durante il trattamento stesso e sono asintomatiche. Questo studio non suggerisce lo screening per la retinopatia in pazienti con epatiter cronica C trattati con interferone peghilato e ribavirina. (Cuthbertson et al., Br J Ophthalmol. 88, 1518, 2004)
CIRROSI EPATICA- Valore clinico dell’aumento sierico di creatinina per predire un’evoluzione sfavorevole in soggetti affetti da cirrosi epatica scompensata.
NOVEMBRE 2004
La concentrazione di creatinina sierica è un parametro che dovrebbe essere preso in considerazione per la valutazione prognostica in pazienti con cirrosi epatica scompensata: dovrebbe essere aggiunta ad altri parametri specifici di funzione del fegato come la bilirubina, l’albumina e il tempo di protrombina. (Serra et al., Scand J Gastroenterol. , 39,1149, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Un confronto tra chemioembolizzazione con e senza radioterapia in soggetti affetti da carcinoma epatico non resecabile
NOVEMBRE 2004
Questo studio retrospettivo suggerisce che l’aggiunta di radioterapia alla chemioembolizzazione ottiene migliori risultati nei pazienti affetti da carcinoma epatocellulare non resecabile.(Zeng et al., Cancer J., 10, 307, 2004)
EPATITE VIRALE C- La malattia celiaca silente nell’epatite cronica C: impatto del trattamento con interferone sull’inizio della malattia e sulla sua evoluzione
NOVEMBRE 2004
Nell’epatite cronica C l’attivazione di una malattia celiaca silente durante il trattamento con interferone avviene quasi sempre e dovrebbe essere presa in considerazione; tuttavia comunemente è possibile continuare il trattamento interferonico. I sintomi regrediscono dopo la sospensione dell’interferone. (Durante-Mangoni et al., J.Clinical Gastroenterology. 38,901, 2004).
EPATITE VIRALE B- Efficacia del trattamento con lamivudina in pazienti giapponesi con cirrosi da virus dell’epatite B
NOVEMBRE 2004
La terapia con lamivudina migliora l’evoluzione della malattia in alcuni pazienti affetti da cirrosi epatica da virus dell’epatite B, tuttavia i soggetti con cirrosi child B e C l’emergenza del mutante virale YMDD tende a volte a peggiorare la funzione epatica. (Ooga et al., J. Gastroenterology , 39, 1078, 2004)
EPATITE VIRALE C- La terapia con interferone in pazienti anziani con epatite cronica C provoca un aumento della sopravvivenza in quei soggetti che mostrano una risposta biochimica.
NOVEMBRE 2004
Nei soggetti con epatite cronica C di età superiore ai 60 anni il trattamento con interferone riduce la mortalità in quelli che mostrano una risposta biochimica e in quelli che evidenziano una risposta virologica sostenuta. (Imai et al., J. Gastroenterology, 39,1069,2004)
EPATITE VIRALE C- Fattori che contribuiscono alla comparsa di anemia in corso di trattamento con ribavirina.
NOVEMBRE 2004
La somministrazione di ribavirina deve essere effettuata con cautela in pazienti di età superiore ai 60 anni di sesso femminile e quando il dosaggio sia superiore a 12 mg/Kg. I pazienti che mostrano un calo della concentrazione di emoglobina di 2 g/dl o superiore entro due settimane dall’inizio del trattamento devono essere seguiti con particolare attenzione. (Nomura et al., J.Gastroenterol. Hepatol.,19, 1312, 2004)
EPATITE VIRALE B- Trattamento per 4 anni con lamivudina in pazienti cinesi con epatite cronica B
NOVEMBRE 2004
Nonostante l’emergenza della mutazione YMDD del virus dell’epatite B, la somministrazione prolungata di lamivudina in pazienti cinesi con epatite cronica B ha mostrato l’aumento della sieroconversione dell’HBeAg e il miglioramento dei livelli sierici di transaminasi. (Chang et al., J.Gastroenterol. Hepatol., 19, 1276,2004)
STEATOSI EPATICA- Ruolo della biopsia epatica nella valutazione della steatosi epatica non alcolica
NOVEMBRE 2004
L’esame istologico rimane il metodo più utile per distinguere la steatosi epatica dalla steatoepatite non alcolica.(Hubscher, E. J. . Gastroenterol. Hepatol., 16,1107, 2004).
EPATITE VIRALE C- Studio randomizzato in doppio cieco per valutare l’efficacia della silimarina nell’epatite cronica C in un villaggio egiziano: Descrizione della ricerca e risultati a 12 mesi
NOVEMBRE 2004
Nell’epatite cronica C la somministrazione di silimarina per un anno ha migliorato i sintomi dei pazienti e la cenestesi ma non ha mostrato alcuna efficacia sui livelli sierici della viremia, delle transaminasi e sulla fibrosi epatica documentata coll’ecografia (Tanamly et al., Digest. Liver Diseases, 36, 752, 2004)
EPATITE VIRALE C- L’alcol è un importante cofattore sia per la steatosi che per la fibrosi nei pazienti del Nord Italia con epatite cronica C
OTTOBRE 2004
Il genotipo 3 è il fattore di rischio maggiore per la comparsa di statosi in pazienti con epatite cronica C. Il grado di statosi si correla sia con il grado di infiammazione e con lo stadio di fibrosi soltanto in pazienti con genotipo non 3° e questa correlazione è strettamente legata al consumo alcolico. (Fabris et al., J.Hepatol.,41, 644,2004)
CIRROSI EPATICA- Sanguinamento da varici ectopiche- Trattamento con Shunt intraepatico transgiugulare porto-sistemico ed embolizzazione
OTTOBRE 2004
Le varici ectopiche risanguinano nonostante la riduzione della pressione portale seguita alla TIPS. L’embolizzazione è in grado di stoppare il sanguinamento . E’ consigliabile seguire l’embolizzazione al tempo della TIPS per controllare l’emorragia da varici ectopiche. (Vangeli et al., J.Hepatol., 41, 560,2004).
SOVRACCARICO DI FERRO EPATICO- Effetto dei salassi e di una dieta restrittiva in pazienti affetti da insulino-resistenza e sovraccarico di ferro epatico
OTTOBRE 2004
Sia i salassi che la dieta migliorano gli indici sideremici, quelli metabolici e quelli epatici. (Piperno et al., Liver International, 24, 471, 2004)
CIRROSI EPATICA- Caratteristiche cliniche ed evoluzione dei pazienti con cirrosi epatica ed ascite refrattaria
OTTOBRE 2004
In pazienti con cirrosi e ascite refrattaria, l’età avanzata, la presenza di carcinoma epatocellulare e il diabete ma non lo score di Child-Pugh sono fattori predittivi indipendenti di scarsa sopravvivenza, mentre l’astinenza dell’alcol è un fattore predittivo indipendente di buona sopravvivenza. Questi dati dovrebbero essere presi in considerazione quando si deve decidere il trapianto di fegato su soggetti con ascite refrattaria. (Moreau et al., Liver International, 24, 457, 2004)
CARCINOMA EPATICO- Ruolo della embolizzazione dell’arteria epatica in pazienti con carcinoma epatocellulare resecabile. Uno studio nazionale multicentrico
OTTOBRE 2004
L’intervento chirurgico è superiore all’embolizzazione arteriosa epatica nei pazienti affetti da carcinoma epatocellulare resecabile. In pazienti che rifiutano l’intervento l’embolizzazione può essere considerata per pazienti selezionati con tumore in stadio iniziale.( Huang et al., Liver International, 24, 419, 2004)
EPATITE VIRALE C- Reattività specifica dei linfociti T Helper nei pazienti affetti da epatite cronica C con risposta sostenuta all’interferone e ribavirina e con negativizzazione nell’anti HCV
OTTOBRE 2004
Un quarto dei pazienti con risposta virologica sostenuta diventano anti-HCV negativi e mostrano una più debole specifica risposta dei linfociti CD4+ rispetto ai pazienti che continuano a rimanere anti-HCV positivi. Questi dati suggeriscono che una completa eradicazione virale sia possibile. (Marinho et al., Liver Internationl, 24, 413, 2004)
EPATITE GVIRALE C- influenza dell’alcol, della razza e delle coinfezioni virali sulla clearance spontanea dell’HCV in una popolazione di veterani negli Stati Uniti
OTTOBRE 2004
Le probabilità di una clearance spontanea dell’HCV sono ridotte nei bevitori e nei pazienti HIV positivi. (Piasecki et al., Hepatology;40, 892, 2004.)
EPATITE VIRALE B- Evoluzione clinica dei pazienti con epatite cronica B HBeAg negativa in relazione alla risposta virologica alla lamivudina
OTTOBRE 2004
La somministrazione di lamivudina è altamente efficace nel ridurre la carica virale in soggetti affetti da epatite cronica B HBeAg negativa. Dopo 4 anni di terapia il 39% dei pazienti mantiene una risposta virologica e biochimica. La perdita di risposta virologica può provocare un deterioramento clinico in pazienti con cirrosi. (Di Marco et al., Hepatology;40, 883, 2004)
BILIRUBINA SIERICA- Livelli sierici di bilirubina nella popolazione degli Stati Uniti: effetto del sesso e correlazione inversa con il cancro colonrettale
OTTOBRE 2004
I livelli sierici di bilirubina sono significativamente correlati con il sesso (più alta nei maschi), la razza (più alta nei bianchi non ispanici) e lo stato di fumatori (più alta nei non fumatori). Inoltre i livelli di bilirubina sono bassi nei pazienti che presentano nell’anamnesi un tumore maligno non dermatologico. Ulteriori studi sono richiesti per valutare l’eventuale funzione protettiva della bilirubina rispetto ai tumori. (Zucker et al., Hepatology;40, 827, 2004)
STEATOEPATITE NON ALCOLICA – Storia naturale della steatoepatite non alcolica: Uno studio longitudinale con biopsie epatiche ripetute
OTTOBRE 2004
La progressione della fibrosi epatica è stata osservata in un terzo dei pazienti affetti da steatoepatite non alcolica 4,3 anni dopo l’esecuzione della prima biopsia epatica; l’obesità e l’indice di massa corporea sono gli unici fattori associati a questa progressione di malattia. (Fassio et al., Hepatology;40, 820,2004).
CIRROSI EPATICA- La persistenza dell’ascite e bassi livelli sierici di sodio identificano pazienti con cirrosi e basso indice MELD che sono ad alto rischio di mortalità precoce.
OTTOBRE 2004
La persistenza dell’ascite e bassi valori sierici di sodio sono indizi di alto rischio di mortalità in soggetti con cirrosi epatica anche se è presente un basso score MELD. (Heuman et al., Hepatology;40, 802, 2004.)
CIRROSI EPATICA- Influenza dell’ipertensione portale e della sua precoce riduzione con l’impiego della TIPS sull’evoluzione del sanguinamento da varici esofagee
OTTOBRE 2004
Il grado di ipertensione portale e la causa maggiore del fallimento della terapia e della mortalità in soggetti con varici esofagee sanguinanti. L’uso precoce della TIPS riduce il fallimento del trattamento e la mortalità nei pazienti con alto rischio definito in base a criteri emodinamici (soprattutto grado di ipertensione portale). (Monescillo et al., Hepatology;40,793, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO – Trapianto di fegato in pazienti HIV positivi
OTTOBRE 2004
La somministrazione di farmaci immunosopressori associati alla presenza dell’HIV non tende ad aumentare il rischio di infezioni dopo il trapianto di fegato. (Fung et al., Liver Transpl;10,S39,2004.)
TRAPIANTO DI FEGATO- Trapianto di fegato per cirrosi alcolica: correnti concetti sul periodo di sobrietà prima del trapianto
OTTOBRE 2004
Sembra che un periodo di 6 mesi di sobrietà sia indispensabile per ridurre il rischio di ripresa dell’introduzione dell’alcol.(Lim et al., Liver Transpl, 10, S31, 2004.)
EPATITE VIRALE C- Confronto fra tacrolimus e ciclosporina in pazienti trapiantati con ripresa del virus dell’epatite C.Uno studio randomizzato prospettico
OTTOBRE 2004
In pazienti con trapianto di fegato e ripresa dell’epatite C la scelta dell’immunosoppressore (tacrolimus o ciclosporina) non sembra influenzare l’evoluzione della malattia. (Martin et al., Liver Transpl.,10, 1258, 2004)
EPATITE VIRALE C- Evoluzione a lungo termine dei pazienti affetti da epatite cronica B con risposta virologica sostenuta dopo trattamento con interferone in monoterapia
OTTOBRE 2004
La sopravvivenza per 5 anni dei pazienti con risposta virologica sostenuta è simile a quella della popolazione generale confrontata per sesso ed età. Nessun caso di c arcinoma epatocellulare è stato osservato nel follow-up. (Gut , 53:1504-1508, 2004)
EPATITE VIRALE B- L’infezione da virus dell’epatite B causato dal genotipo C si associa ad aumentato rischio di carcinoma epatocellulare.
OTTOBRE 2004
Nei pazienti con cirrosi causata dal virus dell’epatite B in genotipo C è un fattore di rischio indipendente di epatocarcinoma.(Chan et al., Gut ,53:1494, 2004)
EPATITE VIRALE B- Mutanti YMDD presenti prima del trattamento in pazienti con epatite cronica B non vengono selezionati dalla lamivudina.
OTTOBRE 2004
Mutanti YMDD dell’HBV presenti prima del trattamento non sarebbero selezionati dalla lamivudina né in grado di provocare riaccensioni epatitiche .(Matsuda et al., J. Med. Virol.,74,361, 2004)
EPATITE VIRALE C- Esiste una correlazione tra il virus dell’epatite C e la vitiligo ?
OTTOBRE 2004
La prevalenza del virus dell’epatite C nei pazienti con vitiligo non è differente da quella dei pazienti controllo in Turchia; pertanto questo virus non sembra essere coinvolto nella patogenesi della vitiligo nonostante la descrizione di alcuni casi che ne mostravano l’associazione. (Akbayir et al., J.Clin. Gastroenterol., 38,815, 2004).
EPATITE AUTOIMMUNE- Efficacia del Tacrolimus per il trattamento dell’epatite autoimmune refrattaria allo steroide
OTTOBRE 2004
Il tacrolimus ha mostrato un’efficacia terapeutica sui parametri biochimici e sull’istologia in pazienti affetti da epatite autoimmune refrattari alla terapia steroidea.(Aqel et al., J.Clin. Gastroenterol., 38,805, 2004)
EPATITE VIRALE B- La lamivudina per I pazienti con epatite cronica B e malattia epatica avanzata
OTTOBRE 2004
Il continuo trattamento con lamivudina ritarda la progressione clinica della malattia in pazienti con epatite cronica B e fibrosi o cirrosi avanzata riducendo significativamente l’incidenza dello scompenso epatico e il rischio del carcinoma epatocellulare. (Liaw et al., N. Engl. J.Med. 351,1521, 2004)
EPATITE VIRALE B- Livelli sierici di lamivudina in presenza di mutanti virali resistenti alla lamivudina
OTTOBRE 2004
I livelli sierici di lamivudina appaiono stabili quando il trattamento antivirale è efficace, mentre importanti fluttuazioni si osservano a seconda della popolazione virale presente con un considerevole abbassamento quando è presente il virus selvaggio.(Torre et al., Dig. Liver Disease,36, 677,2004)
EPATITE VIRALE C- PEG Interferone alfa2b + ribavirina con o senza Amantadina per un trattamento di non responders all’interferone standard e ribavirina.
OTTOBRE 2004
Il PEG Interferone + Ribavirina con o senza Amantadina è in grado di ottenere modesta percentuale di risposta sostenuta in pazienti non responsivi a precedente trattamento con interferone standard e ribavirina. (Hasan et al., Antivir Ther.;9, 499, 2004)
CIRROSI EPATICA- Il fattore VIIa ricombinante per il sanguinamento gastrointestinale alto in pazienti con cirrosi. Uno studio randomizzato doppio cieco
OTTOBRE 2004
In pazienti con cirrosi epatica (Child-Puch B e C) la somministrazione di fattore VIIa è in grado di controllare il sanguinamento da rottura di varici esofagee in percentuale superiore a quella osse4rvata in pazienti non trattati. (Bosch et al., Gastroenterology, 127, 1123, 2004).
DAL 55° MEETING ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE AMERICANA PER LO STUDIO DELLE MALATTIE EPATICHE (AASLD). 29 ottobre - 2 novembre 2004 - BOSTON
OTTOBRE 2004
News riguardanti l’Epatite cronica B (Hepatology , vol. 40, suppl.1, 2004) · La somministrazione di lamivudina può prevenire la progressione dell’epatite virale acuta B verso la forma fulminante o verso la cronicizzazione e il suo impiego dovrebbe essere preso in considerazione nell’epatite B acuta severa. (Schmilovitz et al., pag. 676 A) · L’ interferone peghilato alfa2a in monoterapia e in combinazione con la lamivudina è più efficace della lamivudina da sola nei pazienti con epatite cronica B, HBeAg positiva (Lau et al., pag, 171 A) · Efficacia di un trattamento don interferone peghilato in pazienti con epatite cronica B non responsivi all’interferone standard e lamivudina. (Flink et al., pag. 663 A) · L’associazione di interferone alfa2a e lamivudina riduce la comparsa di mutazioni virali ma non aumenta la risposta sostenuta rispetto al solo interferone peghilato alfa2a nell’epatite cronica B (Germanidis et al., pag. 653 A). · La somministrazione della lamivudina alla fine della gravidanza per la prevenzione della trasmissione del virus dell’epatite B dalla madre al figlio si è dimostrata efficace e sicura (Xu et al., pag. 272 A) · L’efficacia dell’adefovir dipivoxil somministrato nell’epatite cronica B aumenta col tempo con infrequente comparsa di resistenza al farmaco(Marcellin et al., pag. 655 A) · Efficacia e sicurezza continua somministrando l’adefovir dipivoxil in pazienti con epatite cronica B resistenti alla lamivudina (Buti et al., pag. 671 A). · L’entecavir è risultato superiore alla lamivudina per il trattamento dell’ epatite cronica B HBeAg positiva. (Chang et al,. pag. 193 A) · L’entecavir ha provocato miglioramenti istologici e virologici superiori alla lamivudina nell’epatite cronica B HBeAg negativa (Shouval et al., pag. 728 A). · L’adefovir dipivoxil associato alla emtricitabina ha mostrato maggiore capacità di sopprimere l’HBV in confronto all’adefovir da solo (Lau et al., pag. 272 A) · La clevudina somministrata per 12 settimane in pazienti con epatite cronica B è risultata efficace senza effetti collaterali (Marcellin et al., pag. 652 A) · La somministrazione di clevudina per 12 settimane in pazienti con epatite cronica B ha mostrato un’efficacia antivirale duratura e la normalizzazione delle transaminasi 6 mesi dopo la sospensione della terapia.(Lee et al,.pag. 652 A) · L’emtricitabina (200 mg/die) è stata in grado di migliorare significativamente l’istologia in pazienti con epatite cronica B HBeAg positivi e HBeAg negativi (Schiffman et al. , pag. 172 A) · La terapia con clevudina per 24 settimane rispetto a un trattamento per 12 settimane, riduce ulteriormente il calo del DNA e aumenta la normalizzazione delle transaminasi senza la comparsa di resistenze (Lee et al., pag. 657 A) · La risomministrazione di clevudina in pazienti che erano già stati trattati precedentemente con lo stesso farmaco per 12 settimane , mostra un’efficacia uguale a quella osservata in pazienti mai trattati. (Chung et al., pag., 670 A) · La valtorcitabina ha mostrato una potente azione soppressiva sul virus dell’epatite B in pazienti affetti da epatite cronica B (Lai et al., pag. 173 A) · LB80380/ANA380 un nuovo analogo della guanosina fosfato somministrato per 28 giorni a pazienti con epatite cronica B è stato ben tollerato e ha mostrato effetti antivirali(Yuen et al., pag. 172 A) · In pazienti con epatite cronica delta non responsivi all’interferone convenzionale, la somministrazione di interferone peghilato alfa2a può indurre una risposta virologica sostenuta (Castelnao et al., pag. 675 A)
DAL 55° MEETING ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE AMERICANA PER LO STUDIO DELLE MALATTIE EPATICHE (AASLD). 29 ottobre - 2 novembre 2004 - BOSTON
OTTOBRE 2004
News riguardanti l’Epatite C (Hepatology , vol. 40, suppl.1, 2004)
· La somministrazione di ondansetron (un antagonista della serotonina) provoca un significativa riduzione dell’astenia nei pazienti affetti da epatite cronica C (Piche et al., pag. 316 A) · In pazienti affetti da epatite cronica C l’aumento di enzimi della colestasi predice un aumentato rischio di presenza di diabete mellito tipo 2 (Aytaman et al., pag. 415 A) · L’uso recente di alcol ma non il precedente uso, influenza la risposta antivirale al trattamento nei pazienti con epatite cronica C (Anand et al., pag. 316 A) · La gammaglutamiltranspeptidasi e il più affidabile parametro predittivo di risposta al trattamento nei pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1(Viola et al., pag.333 A). · L’iperinsulinemia blocca l’inibizione della replicazione del virus dell’epatite C operata dall’interferone: un potenziale meccanismo per il fallimento della terapia interferonica in soggetti HCV positivi e steatosi epatica non alcolica. (Samyal et al., pag. 179 A) · Nei pazienti con epatite acuta C la somministrazione di PEG interferone alfa per 12 settimane è superiore all’interferone alfa + ribavirina nell’indurre la risposta virologica sostenuta e nel prevenire la cronicizzazione (Kamal et al., pag. 178 A) · 14 settimane di trattamento con Interferone peghilato alfa2b + ribavirina nell’epatite cronica C sono sufficienti nei genotipi 2 o 3 con risposta precoce. (Dalgard et al., pag. 252 A) · La terapia di combinazione interferone peghilato alfa2a + ribavirina per 16 o 24 settimane ottiene risultati simili di risposta virologica sostenuta nei pazienti con risposta virologica precoce. In contrasto, se non si ottiene una risposta virologica alla quarta settimana, il trattamento dovrebbe durare più di 24 settimane. (Von Wagner et al,, pag. 725 A) · Nell’epatite cronica C, prolungando la durata del trattamento da 48 a 72 settimane con l’interferone peghilato alfa2a + ribavirina in pazienti che non avevano negativizzato il virus alla quarta settimana si ottiene una riduzione del relapse e un aumento significativo della risposta virologica sostenuta (Sanchez- Tapias et al., pag. 218 A) · Nell’epatite cronica C in pazienti con una risposta virologica tardiva (HCVRNA positiva alla 12° settimana e negativa alla 24° settimana) una riduzione significativa del relapse può essere ottenuta prolungando la durata della terapia fino a 72 settimane. (Berg et al., pag. 238 A) · La somministrazione di PEG Interferone alfa2a a doppio dosaggio per 12 settimane e ribavirina è in grado di eradicare l HCVRNA in pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1 che non avevano risposto a interferone + ribavirina .(Diago et al., pag. 389 A) · Una terapia di mantenimento con basse dosi di interferone peghilato + ribavirina è superiore alla colchicina per prevenire le complicazioni cliniche della cirrosi in un periodo di due anni di trattamento particolarmente in pazienti con ipertensione portale e ipoalbuminemia (Afdhal, pag. 239 A) · L’interferone peghilato alfa2a in monoterapia ha causato miglioramenti istologici in pazienti con fibrosi avanzata o cirrosi causata dall’epatite C (Everson et al., pag. 316 A) · La somministrazione di bassi dosaggi di interferone sia ricombinante che PEG + ribavirina è efficace e sicura in pazienti con malattia epatica avanzata da virus dell’epatite C (Roffi et al., pag. 322 A) · In pazienti affetti da epatite cronica C con risposta virologica sostenuta dopo trattamento, minime quantità di HCVRNA possono persistere nel fegato e/o nei macrofagi e nei linfociti per un periodo fino a 9 anni (Radkowski et al., pag. 180 A) · La presenza di minima viremia residua evidenziata dal sensibile test TMA della Bayer in pazienti HCVRNA negativi con i normali tests alla fine del trattamento con interferone peghilato + ribavirina predice il relapse post-terapia. (Gerotto et al., pag. 180 A) · L’aggiunta di amantadina al PEG Interferon alfa2 a e ribavirina non migliora la risposta nei pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1 (Ferenci et al., pag. 396 A) · Il ritrattamento con Interferone Peghilato + ribavirina e amantadina dei pazienti affetti da epatite cronica C non responsivi a IFN + ribavirina è efficace (Maynard et al., pag. 398 A) · La combinazione di levovirina e interferone peghilato alfa2a è inferiore alla ribavirina e PEG interferone alfa2a nel provocare una risposta virologica nell-epatite cronica C (Pochros et al., pag. 391 A) · L’albuferone (interferone alfa legato all’albumina umana) somministrato ogni 2-4 settimane ha mostrato importante attività antivirale nell’epatite cronica C, anche in pazienti non responsivi (Balan et al., pag. 280 A) · Il trattamento per 15 giorni con NM283 (un inibitore delle polimerasi) provoca una significativa riduzione dell’HCVRNA in pazienti difficili affetti da epatite cronica C, non responsivi, con genotipo 1. (Afdhal et al., pag. 736 A) · Si è ottenuta l’immunizzazione con il vaccino terapeutico contro l’epatite C in 66 epatiti croniche C non responsive (Manns et al., pag. 251 A) · Miglioramento dell’istologia epatica dopo tre anni di vaccinazione terapeutica in 23 pazienti con epatite cronica C (Nevens et al., pag. 250 A) · La somministrazione del vaccino terapeutico (IC41), in volontari ha indotto una risposta specifica delle cellule T citotossiche ed helper (Klade et al., pag. 693 A).
DAL 55° MEETING ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE AMERICANA PER LO STUDIO DELLE MALATTIE EPATICHE (AASLD). 29 ottobre - 2 novembre 2004 - BOSTON
OTTOBRE 2004
News riguardanti la Cirrosi e il Carcinoma epatocellulare (Hepatology , vol. 40, suppl.1, 2004) · Il canreonato di potassio al dosaggio di 100 mg/die diminuisce significativamente la probabilità di sviluppare complicazioni dipendenti dall’ipertensione portale nei soggetti con cirrosi epatica compensata (Bolondi et al., pag. 224 A) · La dialisi con albumina (MARS) è efficace nei pazienti con cirrosi epatica avanzata e grave encefalopatia (Hassanein et al., pag. 726 A) · Il sodio sierico inferiore a 126 mEq/l predice la mortalità in pazienti in lista di attesa per trapianto di fegato. (Biggins et al., pag. 166 A) · La desgammaprotrombina e la proteina di Golgi 73 sono marcatori di un iniziale carcinoma epatico più sensibili dell’alfafetoproteina (Marrero et al., pag. 128 A) · Il fumo abituale è un fattore di rischio per le metastasi a distanza di carcinomi epatici dopo trattamento con radiofrequenza .(Shibunya et al., pag. 302 A) · La somministrazione a basse dosi per lungo tempo di interferone alfa2b dopo trattamento radicale con radiofrequenza del carcinoma epatico in corso di epatite C migliora la prognosi (Sakaguchi et al., pag. 384 A). · La timofisina (un estratto chimico) potrebbe essere utile per il trattamento dell’epatocarcinoma avanzato (Goebel et al., pag. 312 A)
DAL 55° MEETING ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE AMERICANA PER LO STUDIO DELLE MALATTIE EPATICHE (AASLD). 29 ottobre-2 novembre 2004 - BOSTON
OTTOBRE 2004
News riguardanti argomenti vari (Hepatology , vol. 40, suppl.1, 2004) · STEATOSI EPATICA NON ALCOLICA- Valutando la biochimica e la radiologia la somministrazione di Orlistat (120 mg x3/die per 6 mesi) si è rivelata assai utile nel trattamento di pazienti affetti da statosi epatica non alcolica (Zelber-Sagi et al., pag. 237 A). · MARCATORI N ON INVASIVI DI FIBROSI- Marcatori non invasivi di attività e di fibrosi (Fibrotest-Actitest,ecc.) possono essere utili nel follow-up dei pazienti affetti da epatite cronica B trattati con lamivudina ; il miglioramento può essere evidenziato senza biopsia (Poynard et al., pag. 247 A) · FIBROTEST- In pazienti con cirrosi epatica il fibrotest può discriminare i soggetti con ipertensione portale severa (Thabut et al., pag. 202 A) · FIBROTEST- Il Fibrotest può aiutare nella diagnosi della presenza di larghe varici esofagee in pazienti cirrotici e quindi ridurre le indicazioni dell’endoscopia (Thabut et al., pag. 629 A)La determinazione della durezza del fegato mediante Fibroscan è altamente predittiva della presenza di varici esofagee di grado II e III in pazienti con cirrosi (Kazeni et al., pag. 185 A) · MARCATORI NON INVASIVI DI FIBROSI- Il Fibroscan è in grado di determinare la presenza di fibrosi epatica nell’epatite cronica C similmente ad alcuni markers biochimici di fibrosi. Insieme questi approcci non invasivi possono evitare la biopsia epatica nella maggior parte dei pazienti (Castera et al., pag. 679 A) · FIBROSCAN- La determinazione della durezza del fegato con il Fibroscan risulta essere una buona alternativa alla biopsia epatica per valutare la fibrosi epatica in pazienti con epatite cronica (Douvin et al,.pag. 692 A) · FIBROSCAN- La determinazione della fibrosi epatica mediante il Fibroscan in pazienti affetti da epatite cronica C è un valido metodo non invasivo. Il volume del parenchima epatico esplorato supera il rischio degli errori di campionamento che si hanno con la biopsia epatica (Ziol et al., pag. 279 A) · FIBROSCAN- Il Fibroscan è un nuovo promettente non invasivo metodo per evidenziare la presenza della cirrosi epatica e delle sue complicazioni, inoltre il suo uso dovrebbe essere utile per il follow-up e la determinazione dell’efficacia della terapia in questi pazienti (Chanteloup et al, pag. 515 A) · FIBROSCAN- La determinazione della durezza del fegato mediante Fibroscan è altamente predittiva della presenza di varici esofagee di grado II e III in pazienti con cirrosi (Kazeni et al., pag. 185 A)
EPATITE VIRALE B- Uno studio per cercare la dose migliore per la somministrazione orale una volta al giorno di Telbivudina in soggetti con epatite cronica B HBeAg positiva.
SETTEMBRE 2004
I dati riportati in questo studio aumentano l’esperienza clinica di questo nuovo farmaco per il trattamento dell’epatite cronica B.(Lai et al., Hepatology, 40, 719, 2004.)
TRAPIANTO DI FEGATO- La ripresa dell’epatite C è più severa dopo trapianto da donatore vivente rispetto a trapianto da cadavere.
SETTEMBRE 2004
La riapparizione dell’epatite C dopo trapianto di fegato è più aggressiva nel caso di trapianto da donatore vivente rispetto a trapianto da cadavere. Sebbene questi risultati siano basati sull’esperienza di un singolo Centro, comunque devono essere tenuti in considerazione per decidere il programma di trapianto dal momento che un’aggressiva epatite C può compromettere la sopravvivenza del fegato trapiantato e quindi del paziente. (Garcia-Retortillo et al., Hepatology; 40,699,2004.)
COLANGITE SCLEROSANTE PRIMITIVA- Effetto di alte dosi di acido Ursodesossicolico sul suo arricchimento biliare nella colangite sclerosante primitiva.
SETTEMBRE 2004
L’aumentata concentrazione biliare di acido ursodessosicolico aumenta aumentando la dose del farmaco e raggiunge un plateau con 22-25 mg/kg. Non c’è un aumento della tossicità dei sali biliari. Se l’aumento dell’acido ursodesossicolico nella bile rappresenta un fattore decisivo per la sua efficacia clinica è verosimile che aumentare il dosaggio dell’acido ursodesossicolico fino a 22-25 mg/kg possa essere più utile rispetto a dosaggi più bassi.(Rost et al., Hepatology, 40, 693, 2004)
CIRROSI EPATICA- Effetti dei mezzi di contrasto radiologici sulla funzione renale in pazienti con cirrosi. Uno studio prospettico.
SETTEMBRE 2004
La somministrazione di mezzi di contrasto non provocano effetti negativi sulla funzione renale in pazienti con cirrosi epatica. Pertanto la cirrosi non sembra un fattore di rischio per lo sviluppo di nefrotossicità indotta dai mezzi di contrasto. (Guevara et al., Hepatology, 40, 646, 2004)
CIRROSI EPATICA- Studio controllato randomizzato di confronto tra la TIPPS e la paracentesi associata all’albumina nei soggetti con cirrosi e ascite severa.
SETTEMBRE 2004
Confrontata con la paracentesi di una grande quantità di liquido più albumina, la TIPPS migliora la sopravvivenza senza trapianto di fegato in pazienti con ascite refrattaria o recidivante. (Salerno et al., Hepatology, 40,629, 2004).
EPATITE VIRALE C- Effetto della ribavirina in combinazione con interferone alfa2b sulla cinetica virale durante le prime 12 settimane di trattamento di pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1 e alta carica virale.
SETTEMBRE 2004
In pazienti affetti da epatite cronica C con genotipo 1 ed alta carica virale l’effetto della ribavirina somministrata con l’interferone alfa compare lentamente dopo i primi giorni di trattamento. Un favorevole successo terapeutico è accompagnato da un rapido declino virale nella seconda fase di terapia. (Enomoto et al., J. Viral Hepatitis, 11, 448, 2004)
EPATITE VIRALE B- Risposta sostenuta dopo 2 anni di trattamento con lamivudina in soggetti con epatite cronica B e negativi.
SETTEMBRE 2004
Una risposta sostenuta può essere ottenuta dopo 2 anni di trattamento con lamivudina in un sottogruppo di pazienti affetti da epatite cronica B e-negativa.(Fung et al., J.Viral Hepatitis, 11, 432, 2004)
EPATITE VIRALE B – Impiego della lamivudina in pazienti con epatite acuta B ( una serie di casi).
SETTEMBRE 2004
Questo lavoro incoraggia l’impiego della lamivudina in pazienti con epatite acuta B severa. E’ comunque necessario uno studio prospettico randomizzato su larga scala. (Kondili et al., J. Viral Hepatitis, 11, 427, 2004)
EPATITE VIRALE B- Alti rischi di carcinoma epatico in cirrosi anti HBe positivi che hanno sviluppato resistenza alla lamivudina.
SETTEMBRE 2004
La comparsa di resistenza alla lamivudina aumenta il rischio di carcinoma epatico di soggetti anti HBe positivi. (Andreone et al., J. Viral Hepatitis, 11, 439 ,2004)
EPATITE VIRALE B- Cinetica della carica virale B durante 48 settimane di trattamento con 600 mg in confronto a 100 mg/die di lamivudina.
SETTEMBRE 2004
La terapia più aggressiva con maggiori dosi di farmaco produce un più rapido decremento delle cellule epatiche infettate. (Wang et al., J. Viral Hepatitis,11, 443 , 2004
EPATITE VIRALE C- Differenze razziali in risposta all’interferone beta in corso di epatite cronica C non responsivi all’interferone alfa. Risposta migliore nei pazienti cinesi.
SETTEMBRE 2004
L’interferone beta ha mostrato notevole efficacia in pazienti cinesi affetti da epatite cronica che non avevano risposto all’interferone alfa. (Cheng et al., J. Viral Hepatitis,11, 418 ,2004)
Carcinoma epatocellulare- Biopsia epatica con ago sottile ecoguidata per carcinomi epatocellulari insorgenti in cirrosi epatiche: uno studio multicentrico
SETTEMBRE 2004
Oltre la metà di piccoli noduli che insorgono in soggetti cirrotici sono carcinomi epatocellulari; approssimativamente il 90% di questi tumori possono essere diagnosticati attraverso una biopsia epatica con ago sottile ecoguidata.(Caturelli et al., Gut;53,1356, 2004)
EPATITE VIRALE C- Risposta virologica sostenuta in pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1b è predetta da un numero di mutazioni dell’NS5A-ISDR: una meta-analisi basata sulle differenze geografiche.
SETTEMBRE 2004
La mutazione della interferon sensitivity determining region (ISDR) rappresenta un sottotipo del genotipo 1b con più favorevole risposta al trattamento interferonico. (Pascu et al., Gut 53,1345,2004)
EPATITE VIRALE E- L’epatite virale E nel sud ovest della Francia in individui che non erano mai stati in un’area endemica.
SETTEMBRE 2004
Dati virologici e epidemiologici indicano che il genotipo 3 del virus dell’epatite E circola nel sud ovest della Francia in pazienti con epatite acuta e che non erano mai stati in aree dove l’epatite E è endemica.(Mansuy et al., J. Med. Virol. 74:419, 2004).
EPATITE VIRALE C- Evoluzione clinica e virologica per lungo tempo dell’epatite cronica C dopo terapia interferonica con successo
SETTEMBRE 2004
I pazienti affetti da epatite cronica C che hanno mostrato una risposta sostenuta per una decina di anni presentano ancora una assai moderata infiammazione del fegato ed anche un certo rischio di contrarre il carcinoma epatocellulare. (Tsuda et al., J. Med. Virol. 74, 406, 2004)
CIRROSI EPATICA- L’azione dell’isosorbide-5-mononitrato in soggetti normali e in pazienti affetti da cirrosi con ipertensione portale.
SETTEMBRE 2004
La somministrazione di isosorbide-5-mononitrato produce differenti effetti emodinamici in soggetti normali rispetto a quelli affetti da malattie epatiche sia a digiuno sia dopo il pasto; ciò dipende da un ‘alterata risposta ai nitrati della microcircolazione intraepatica nel cirrotico.(Piscaglia et al., Digest.Liver Disease, 36, 594, 2004)
COLANGIOCARCINOMA- Alterazione di un nuovo marker tumorale sierico , l’RCAS!, in pazienti con malattie biliari.
SETTEMBRE 2004
L’RCAS1 sierico è un indice diagnostico del carcinoma biliare ed è utile per valutare la progression del tumore durante il trattamento. L’RCAS1 ha un significato clinico maggiore rispetto al CA19-9.(Enjoji et al., Digest. Liver Disease , 36, 622, 2004)
EPATITE VIRALE C- L’analisi della trasmissione delle quasispecie del virus dell’epatite C e la loro evoluzione nei pazienti infettati attraverso trasfusioni di sangue
SETTEMBRE 2004
Il cambiamento delle quasispecie 8-22 settimane dopo l’inizio dell’infezione predicono l cronicizzazione della malattia mentre la loro stabilità si associa alla guarigione. Questo studio inoltre mostra che la composizione delle quasispecie del virus dell’epatite C si preserva durante la trasmissione da ospite a ospite. (Laskus et al., Gastroenterology, 127, 764, 2004)
EPATITE VIRALE B- Storia naturale dell’epatite cronica B nel nord Italia: morbidità e mortalità dopo 30 anni
SETTEMBRE 2004
In un periodo di 30 anni i portatori di epatite cronica B nel nord Italia non hanno sviluppato clinicamente malattia significativa, carcinoma epatico o altre forme legate al fegato né sono morti in un numero maggiore rispetto ai controlli. La presenza di altre malattie, l’età alla diagnosi e alterazioni delle gammaGT sono fattori indipendenti che predicono la morte nei portatori del virus. (Manno et al., Gastroenterology, 127, 756, 2004)
EPATITRE CRONICA C- Interferone peghilato alfa2b associato alla ribavirina in pazienti con epatite cronica C mai trattati con genotipo 1.
SETTEMBRE 2004
La terapia di combinazione con una dose di induzione con Interferone peghilato è più efficace e meglio tollerato per pazienti mai trattati con genotipo 1 rispetto alla terapia di combinazione con alte dosi di interferone standard.(Bruno et al., J.Hepatol., 41, 474, 2004)
EPATITE VIRALE C- Valutazione dell’amantadina nell’epatite cronica C: una meta-analisi
SETTEMBRE 2004
La terapia di combinazione con l’amantadina non è di alcuna efficacia in pazienti mai trattati o nei relapsers. Nei non responders invece la triplice terapia con l’amantadina aumenta la risposta sostenuta. .(Deltenre et al., J.Hepatol, 41, 462, 2004)
EPATITE VIRALE B- Confronto fra l’evoluzione clinica tra pazienti affetti da epatite cronica B che continuano o smettono la lamivudina dopo la ripresa della malattia per la comparsa del mutante YMDD
SETTEMBRE 2004
I pazienti che sospendono la terapia con lamivudina mostrano maggiore frequenza di picchi patitici e incrementi di transaminasi rispetto a quelli che la continuano successivamente a 4 mesi dopo la comparsa dei mutanti virali. (Chen et al., J Hepatol., 41,454, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- L’età del donatore influenza l’istologia nei 10 anni successivi al trapianto indipendentemente dall’infezione dal virus dell’epatite C
SETTEMBRE 2004
L’età del donatore dopo il trapianto di fegato influenza fortemente il decorso istologico del fegato sia in pazienti HCV positivi che negativi. Questa variabile dovrebbe essere presa in considerazione particolarmente nei soggetti con lunga aspettativa di vita. (Rifai et al., J Hepatol. , 41,446, 2004)
EPATITE VIRALE B- La chemio-lipioembolizzazione transarteriosa può riattivare il virus dell’epatite B in pazienti con carcinoma epatico
SETTEMBRE 2004
La transarterialchemio-lipio embolizzazione può riattivare il virus dell’epatite B in pazienti affetti da epatocarcinoma.Pertanto questi pazienti devono essere attentamente monitorati. (Jang et al., J.Hepatol., 41, 427, 2004)
CIRROSI EPATICA- Effetto della somministrazione di albumina per via venosa sull’emodinamica sistemica ed epatica e sui sistemi vasoattivi neuro-ormonali in pazienti con cirrosi e peritonite batterica spontanea.
SETTEMBRE 2004
La somministrazione di albumina produce benefici effetti sull’emodinamica generale e sulla funzione renale in corso di peritonite batterica spontanea ed è correlata a miglioramento della funzione cardiaca e a riduzione della vasodilatazione arteriosa.(Fernandez et al., J.Hepatol, 41, 384,2004)
CARCINOMA EPATICO- Ruolo dell’aggiunta di una chemioembolizzazione nei pazienti con carcinoma epatico che hanno ottenuto necrosi completa dopo chemioembolizzazione.
SETTEMBRE 2004
L’aggiunta di chemioembolizzazione a pazienti affetti da carcinoma epatico dove sia stata ottenuta una necrosi completa dopo chemioembolizzazione non riduce il rischio di ripresa del tumore e non migliora la sopravvivenza.(Jang et al., J. Gastroenterol. . Hepatol., 19, 1074, 2004)
EPATITE VIRALE B- Deposito epatico di ferro nei pazienti con epatite B: associazione con la gravità della malattia ma non con la mutazione genica dell’emocromatosi.
SETTEMBRE 2004
L’elevazione dell’indice di saturazione della transferrina e i depositi di ferro intraepatici sono frequenti in pazienti non cirrotici affetti da epatite cronica B. I depositi di ferro sono generalmente moderati e si associano a maggiore attività severità di malattia ma non a mutazione dei geni dell’emocromatosi. (Martinelli et al., J. Gastroenterol. Hepatol. , 19 , 1036 , 2004)
BIOPSIA EPATICA- Si dovrebbe fare la biopsia epatica in pazienti con cronica elevazione delle transaminasi?
SETTEMBRE 2004
La biopsia epatica dovrebbe essere eseguita nei pazienti senza causa apparente di malattia solo quando l’AST è alterata o l’ALT supera di due volte i valori normali.(de Ledinghen et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol. 16, 879, 2004)
EPATITE VIRALE C- Correlazione tra le aminotransferasi sieriche,i livelli dell’HCVRNA e le alterazioni istologiche in pazienti con epatite cronica C: ruolo dell’aspartato transaminasi nella evoluzione e progressione della malattia
SETTEMBRE 2004
I livelli sierici dell’aminotransferasi (transaminasi), specialmente l’AST (GOT) sembrano correlarsi con un danno epatico. (Zechini et al., Eur. J.Gastroenterol. Hepatol.. 16,891, 2004) .
CIRROSI EPATICA- La somministrazione acuta di cervedilol è più efficace del propranololo associato all’isosorbide-5-mononitrato per ridurre la pressione portale in pazienti con cirrosi epatica.
SETTEMBRE 2004
Il Carvedilol è più efficace del propanololo più isosorbide-5-mononitrato nel ridurre la pressione portale. La sua somministrazione provoca un aumento del flusso epatico.(Lin et al., Am J Gastroenterol. 99,1953, 2004)
STEATOSI EPATICA- Effetto benefico dell’inibizione del Tumor Necrosis Factor-alfa da parte della pentoxifillina sulla clinica, sui parametri biochimici e metabolici in pazienti affetti da steatoepatite non alcolica.
SETTEMBRE 2004
In pazienti affetti a steatoepatite la terapia con pentoxifillina produce un miglioramento clinico , biochimico e metabolico. Questo beneficio è probabilmente mediato dalla soppressione del TNF alfa. (Satapathy et al., Am J Gastroenterol.,99, 1946, 2004)
EPATITE VIRALE B- PEG Interferone alfa2a da solo, lamivudina da sola e i due farmaci in combinazione in pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativa.
SETTEMBRE 2004
I pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativa rispondono più significativamente con l’interferone peghilato alfa2a rispetto alla lamivudina. L’aggiunta di lamivudina al PEG interferone alfa2a non migliora la risposta. (Marcellin et al., N Engl J Med.351,1206, 2004)
EPATITE VIRALE C- Obesità e steatosi epatica non alcolica nell’epatite cronica C
SETTEMBRE 2004
Marcatori dell’obesità (Indice di massa corporea e rapporto fra circonferenza dell’addome e delle anche) e genotipo 3 si associano a statosi importante. Un avanzato grado di fibrosi e la presenza di steatoepatite si associano a fibrosi epatica avanzata.(Younossi et al., J. Clin. Gastroenterol., 38, 705, 2004).
COLANGITE SCLEROSANTE PRIMITIVA- Immagine della colangite sclerosante primitiva: Risultati preliminari di due nuove tecniche non invasive.
SETTEMBRE 2004
La colangiografia mediante TAC è in grado di dare immagini più accurate per evidenziare la colangite sclerosante primitiva rispetto all’RNM col angiografia.(Macchi et al., Dig.Liver Dis., 36, 614,2004)
EPATITE VIRALE C- Interferone peghilato alfa2b e ribavirina in confronto a interferone alfa2b e ribavirina per il trattamento di pazienti con coinfezione HIV/HC
SETTEMBRE 2004
L’interferone peghilato alfa2b associato alla ribavirina è significativamente più efficace dell’interferone alfa2b e ribavirina per il trattamento di pazienti affetti da epatite cronica C (soprattutto genotipo 1 e 4) confettati con l’HIV.(Laguno et al., AIDS. 3;18, F 27. 2004)
EPATITE VIRALE C- Efficacia sulla istologia del trattamento con la sola ribavirina in pazienti trapiantati di rene con epatite cronica C.
SETTEMBRE 2004
In pazienti trapiantati di rene con epatite cronica C la somministrazione della sola ribavirina è in grado di migliorare i parametri di laboratorio e l’istologia epatica senza però eliminare il virus; il farmaco è ben tollerato. (Fontaine et al., Transplantation,78,853, 2004.)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Il trattamento ottimale dei pazienti anziani con carcinoma epatocellulare
AGOSTO 2004
Lo stadio avanzato del carcinoma epatico e non l’età avanzata influenzano la sopravvivenza nei pazienti anziani. Pertanto la stessa strategia terapeutica dei soggetti giovani dovrebbe essere applicata a questi pazienti.(Dohmen et al., J. Gastroenterol. Hepatol.,19, 859, 2004)
STEATOSI EPATICA -Steatoepatite non alcolica nel diabete mellito tipo 2
AGOSTO 2004
La prevalenza della steatoepatite non alcolica è alta nei pazienti con diabete tipo 2 e solo la biopsia epatica è in grado di differenziare la statosi epatica dalla steatoepatite. (Gupte et al., J. Gastroenterol. Hepatol., 19, 854, 2004)
EPATITE VIRALE B- Infezione con epatite B dopo trapianto renale in presenza di anticorpi contro il virus dell’epatite B
AGOSTO 2004
Indipendentemente dalla presenza degli anticorpi contro il virus dell’epatite B, l’infezione da HBV avviene in pazienti immunocompromessi in un area endemica.(Kim et al., J. Gastroenterol. Hepatol., 19 , 847, 2004)
TRAPIANTO DEL FEGATO – Uso del Fenoldopam per controllare l’insufficienza renale precoce dopo trapianto di fegato.
AGOSTO 2004
La dopamina non è efficace per prevenire o limitare la disfunzione renale precoce dopo trapianto di fegato mentre è utile il fenoldopam per preservare la clearance dalla creatinina e controbilanciare l’effetto vasocostrittore renale della cicliosporina A. (Biancofiore et al., Liver Transpl;,10,986, 2004.)
TRAPIANTO DI FEGATO- L’epatite C si associa fortemente con il rigetto acuto precoce dopo trapianto di fegato.
AGOSTO 2004
Il rigetto acuto precoce dopo trapianto di fegato è molto più evidente quando la causa della malattia è un virus dell’epatite C.(McTaggart et al., Liver Transpl; 10, 975, 2004.)
TRAPIANTO DI FEGATO- Alterazione del metabolismo del glucosio nella cirrosi epatica persiste dopo trapianto di fegato.
AGOSTO 2004
L’alterazione del metabolismo del glucosio o il diabete prima del trapianto sono i maggiori rischi per la persistenza dell’alterazione del metabolismo del glucosio stesso dopo il trapianto.(Tietge et al., Liver Transpl 10,1030, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Recupero volumetrico e funzionale dopo epatectomia del lobo epatico destro nella donazione da vivente
AGOSTO 2004
Dopo epatectomia destra per la donazione di fegato da vivente il recupero funzionale del fegato avviene più lentamente rispetto alla normalizzazione del volume epatico e alla normalizzazione dei tests epatici. (Nadalin et al., Liver Transpl;10,1024, 2004)
EPATITE AUTOIMMUNE- Implicazioni diagnostiche e terapeutiche dell’alterazione dei dotti in corso di epatite autoimmune.
AGOSTO 2004
Pazienti affetti da epatite autoimmune con alterazione istologica dei dotti epatici non presentano caratteristiche di cirrosi biliare primitiva e rispondono alla terapia corticosteroidea come i pazienti con malattia classica . Pertanto le alterazioni dei dotti biliari non dovrebbero modificare la diagnosi e il trattamento dell’epatite autoimmune. (Czaja et al., Liver Int., 24, 322, 2004)
EPATITE VIRALE B E C- Induzione di una regolazione immunologia verso proteine estratte dal fegato per il trattamento dell’epatite B e C : risultati di uno studio clinico in fase 1.
AGOSTO 2004
La regolazione immunologica della risposta immunologia contro il virus dell’epatite B e C attraverso la somministrazione orale di una mistura di estratti epatici e proteine virali altera significativamente l’immunità specifica antivirale. Ciò si associa a miglioramenti clinici e virologici in pazienti affetti da epatite cronica B. (Israeli et al.,Liver Int. 24, 295, 2004)
EPATITE VIRALE C- Le mutazioni eterozigoti del gene dell’emocromatosi sono un fattore di rischio di infiammazione e fibrosi nell'epatite cronica C
AGOSTO 2004
Le mutazioni del gene dell’emocromatosi eterozigote si associano al più alto grado di infiammazione e maggiore fibrosi epatica. (Geier et al., Liver Int., 24, 285, 2004)
CIRROSI EPATICA- Uso razionale dell’albumina in pazienti con cirrosi e ascite.
AGOSTO 2004
Per la prescrizione dell’albumina in pazienti non ricoverati il limite di 2,5 g/dl non è sufficiente in quanto la decisione deve tener conto delle condizioni cliniche del paziente.(Gentilini et al., Dig. Liver Dis , 36, 539, 2004)
EPATITE VIRALE C- I fattori di rischio non sono utili per scoprire i soggetti HCV positivi nella popolazione generale.
AGOSTO 2004
I fattori di rischio comunemente citati non sono utili per trovare i pazienti portatori del virus dell’epatite C in una popolazione generale. (Stroffolini et al., Digest.Liver Disease, 36, 547,2004)
CIRROSI EPATICA- Procedura standard per paracentesi addominale terapeutica.
AGOSTO 2004
Non è necessario correggere l’attività protrombinica e la piastrinopenia quando il personale qualificato esegue la paracentesi terapeutica.(Grabau et al., Hepatology, 40,484, 2004)
STEATOSI EPATICA- Fibrosi portale e steatosi epatica in soggetti obesi: lo spettro della steatosi non alcolica.
AGOSTO 2004
Un significativo numero di soggetti obesi mostra fibrosi portale in assenza di steatoepatite non alcolica che invece appare associata a una disregolazione glicemica. (Abrams et al., Hepatology, 40,475,2004)
GRAVIDANZA . Colestasi intraepatica della gravidanza. Livelli di acidi biliari e complicazioni fetali.
AGOSTO 2004
Non è stato osservato aumento del rischio fetale in donne con colestasi intraepatica nella gravidanza e acidi biliari sierici inferiori a 40 mmol/L.(Glantz et al., Hepatology;40,467,2004.)
EPATITE VIRALE B- Origine del virus dell’epatite B nell’esacerbazione acuta: confronto con l’HBV nel fegato e con altri episodi di esacerbazione.
AGOSTO 2004
Il ceppo virale nel siero in corso di esacerbazione acuta riflette il ceppo intraepatico. (Liu et al., Hepatology,40,310,2004)
DONATORI DI SANGUE- Il riscontro di infezioni da HIV e HCV nei donatori di sangue con anticorpi negativi è dimostrata mediante tests assai sensibili di amplificazione degli acidi nucleici.
AGOSTO 2004
L’impiego di tests assai sensibili di amplificazione nucleinica nei donatori di sangue previene la trasmissione di circa 5 casi di infezioni da HIV e 56 da HCV annualmente. In questo modo il rischio di contrarre dopo trasfusione l’HIV e l’HCV scende a 1 caso su 2000000 di unità di sangue trasfuse.(Stramer et al., N.Engl.J.Med. 351:760, 2004)
DONATORI DI TESSUTO- Probabilità di viremia positiva do HBV, HCV, HIV e HTLV nei donatori di tessuto negli Stati Uniti.
AGOSTO 2004
La presenza di infezioni virali nei donatori di tessuto è più bassa rispetto alla popolazione generale. Tuttavia le probabilità di una presenza di una viremia non dimostrabile con i tests normali al tempo della donazione del tessuto è più alta rispetto ai donatori di sangue. L’impiego di tests più sensibili per lo screening di questi donatori dovrebbe ridurre il rischio di tali infezioni nei riceventi. (Zou et al., N.Engl.J.Med. 351, 751, 2004)
EPATITE VIRALE C- Alterazioni tiroidee in corso di epatite cronica C
AGOSTO 2004
Sia l’ipotiroidismo che autoimmunità antitiroidea sono più frequenti nei pazienti affetti da epatite cronica C in assenza di cirrosi, carcinoma epatico o trattamento interferonico rispetto ai controlli normali e ai pazienti con epatite cronica B. (Antonelli et al., Am J Med. 117,10, 2004)
EPATITE VIRALE B- Quattro anni di trattamento con lamivudina: valutazione clinica e virologica in soggetti affetti da epatite cronica B HBeAg negativi
AGOSTO 2004
Almeno il 90% dei pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativi rispondono inizialmente alla lamivudina ma la comparsa di resistenza al farmaco progressivamente riduce la risposta al 39% al quarto anno di terapia. (Gaia, et al.,Aliment.Pharmacol. .Ther., 20, 281, 2004)
CARCINOMA EPATICO- Espressione epatica dei recettori della somatostatina in soggetti normali, e pazienti cirrotici e affetti da carcinoma epatico
AGOSTO 2004
Nel fegato cirrotico e in quello affetto da epatocarcinoma si evidenzia l’espressione dei recettori alla somatostatina. (Reynaert et al., Gut;53,1180,2004)
EPATITE VIRALE C- Differenza razziale nella risposta al consensus interferone in pazienti affetti da epatite cronica C
AGOSTO 2004
Sono state osservate differenze razziali nella risposta al Consensus Interferone in pazienti affetti da epatite cronica C. (Gaglio et al., J. Clin. Gastroenterol.. 38,599, 2004)
EPATITE VIRALE B- Stabilità dei livelli sierici di HBVDNA in portatori cronici di HBsAg
AGOSTO 2004
Il follow-up della concentrazione dell’HBVDNA in 14 portatori di HBsAg ha mostrato in 7 una sua stabilità, mentre in altri 7 la concentrazione fluttuava ampiamente a 100 a 1000000 di volte. (Plents et al., J. Med. Virol. 73,522, 2004).
EPATITE VIRALE C- Terapia con interferone in pazienti con epatite cronica C e transaminasi normali
AGOSTO 2004
La terapia con interferone è efficace nei pazienti con transaminasi normali e bassa viremia.(Mamori et al., J. Gastroenterol., 39, 776, 2004)
EPATITE VIRALE C- Studio clinico randomizzato della triplice terapia antivirale come trattamento iniziale nell’epatite cronica C di pazienti infettati con HIV
AGOSTO 2004
L’aggiunta di amantadina e l’aumento del dosaggio dell’interferone non migliora la scarsa efficacia della terapia di combinazione con interferone e ribavirina in pazienti confettati con HIV/HCV. I soggetti con assenza di risposta virologica iniziale non hanno alcuna probabilità di ottenere una risposta sostenuta. (Puoti et al., J.Hepatol., 41, 312,2004)
TRAPIANTO DI FEGATO – La valutazione della concentrazione del ferro epatico del donatore è un fattore che predice la progressione precoce della fibrosi dopo trapianto di fegato
AGOSTO 2004
Nel trapianto di fegato la concentrazione epatica di ferro del donatore può essere uno dei fattori implicati nella precoce comparsa di fibrosi e nella sua progressione in corso di ripresa epatitica C nei riceventi di sesso femminile. (Toniutto et al., J.Hepatol.,41, 307, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Comparsa di ascesso epatico dopo chemioembolizzazione: una rara ma seria complicazione. Uno studio retrospettivo dopo 3878 trattamenti
AGOSTO 2004
La comparsa di ascesso epatico è una rara complicazione dopo trattamento di chemioembolizzazione per carcinoma epatocellulare. Dovrebbe farlo sospettare la ripresa della febbre dopo un periodo di benessere. La mortalità in questi casi è alta soprattutto quando l’ascesso è di grande dimensioni.(Ong et al., Eur. J.Gastroenterol. Hepatol., 16,737, 2004.)
CIRROSI EPATICA- Uno studio controllato contro placebo impiegando nadololo per la profilassi dell’incremento delle piccole varici esofagee nella cirrosi
AGOSTO 2004
La profilassi del sanguinamento da rottura di varici esofagee con betabloccanti in pazienti con cirrosi compensata dovrebbe iniziare anche in presenza di piccole varici esofagee. (Merkel et al., Gastroenterology, 127, 476, 2004)
EPATITE VIRALE C- Valutazione della correlazione tra viremia quantitativa e gravità della malattia epatica nell’epatite C
AGOSTO 2004
La gravità della malattia di fegato non dipende dai livelli sierici del virus dell’epatite C. (Anand et al., World J Gastroenterol. 15; 2409, 2004).
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Studio randomizzato crossover con terapia di combinazione bezafibrato e acido ursodesossicolico nella cirrosi biliare primitiva
AGOSTO 2004
Nella cirrosi biliare primitiva la terapia di combinazione del bezafibrato e dell’acido ursodesossicolico migliora i dati di laboratorio specifici più della sola monoterapia con acido ursodesossicolico. (Itakura et al., Hepatol Res. 29, 216, 2004)
EPATITE VIRALE C- Terapia con interferone per breve periodo nei pazienti con epatite cronica C e bassa carica virale.
AGOSTO 2004
La somministrazione di alte dosi di interferone per brevi periodi di tempo (14 settimane) può essere sufficiente nei pazienti affetti da epatite cronica C con bassa carica virale, indipendentemente dal genotipo, purché la viremia si negativizzi precocemente. (Sato et al., Hepatogastroenterol., 51, 968,2004)
EPATITE VIRALE C- Pancreatite acuta in corso di trattamento con interferone e ribavirina in pazienti affetti da epatite cronica C
AGOSTO 2004
La terapia associata di interferone e ribavirina può causare, anche se raramente, una pancreatine acuta in pazienti affetti da epatite cronica C. La pancreatite è spesso severa, richiede ricovero in ospedale, tuttavia i sintomi regrediscono velocemente quando il trattamento antivirale viene interrotto. (Chaudhari et al., Dig Dis Sci.;49, 1000, 2004).
EPATITE VIRALE C- Insulino-resistenza e secrezione di insulina nell’epatite cronica C.
LUGLIO 2004
Sia la resistenza all’insulina, sia la disfunzione delle cellule beta pancreatiche contribuiscono all’intolleranza al glucosio nei pazienti affetti da epatite cronica C.(Narita et al., J.Hepatol. 41, 132, 2004)
CIRROSI EPATICA- Dieta con normale quantità di proteine durante episodi di encefalopatia epatica. Risultati di uno studio randomizzato.
LUGLIO 2004
Diete con un normale contenuto di proteine possono essere somministrate con sicurezza in pazienti cirrotici durante episodiche encefalopatie. Pertanto la restrizione del contenuto proteico della dieta non appare avere alcun effetto benefico nei pazienti cirrotici durante un episodio di encefalopatia. (Córdoba et al. J. Hepatol. 41, 38, 2004)
CIRROSI EPATICA- Alcol e cirrosi: effetto legato alla dose o effetto soglia?
LUGLIO 2004
L’alcol ha un effetto soglia piuttosto che un effetto legato alla dose nel causare mortalità da cirrosi alcolica in debitori. (Tolstrup et al. J.Hepatol. , 41, 25, 2004)
STEATOSI EPATICA- Aumentata prevalenza della steatosi epatica in pazienti con ipertensione arteriosa e enzimi epatici normali: ruolo della resistenza all’insulina
LUGLIO 2004
La più alta prevalenzxa della steatosi epatica in pazienti non obesi con ipertensione arteriosa e normali enzimi epatici è correlata all’aumentata resistenza all’insulina e al peso corporeo. (Donati et al., Gut 53,1020, 2004)
EPATITE VIRALE B- Uno studio di fase II utilizzando una dose crescente di Clevudina in pazienti affetti da epatite cronica B
LUGLIO 2004
Questo studio evidenzia la tollerabilità e una potente attività della Clevudina in pazienti affetti da epatite cronica B e suggerisce ulteriori più estesi studi. (Marcellin et al., Hepatology, 40:140, 2004)
EPATITE VIRALE C – Uno studio prospettico controllato con una terapia basata sull’interferone dell’epatite cronica C in pazienti in terapia di mantenimento con metadone.
LUGLIO 2004
La somministrazione di interferone peghilato + ribavirina sembra ragionevolmente sicura e sufficientemente efficace in pazienti in terapia di mantenimento con metadone.(Mauss et al., Hepatology;40,120, 2004)
EPATITE VIRALE C- Follow-up a lungo termine dopo risposta al trattamento con interferone nell’epatite acuta C.
LUGLIO 2004
Un trattamento precoce dell’epatite acuta C sintomatica con interferone alfa2b porta a una risposta virologica, biochimica e clinica a lungo termine.(Wiegand et al., Hepatology;40,98, 2004.)
EPATITE VIRALE C- Effetti della terapia antivirale sulla risposta immunologica cellulare in corso di epatite acuta C
LUGLIO 2004
La risposta sostenuta a una terapia antivirale non è risultata associata a un’aumentata risposta immunologica cellulare .(Rahman ET al., Hepatology;40, 87, 2004)
CIRROSI EPATICA- Legatura in confronto Propranololo per la profilassi primaria del sanguinamento da varici esofagee nel cirrotico
LUGLIO 2004
L’efficacia della legatura delle varici esofagee è risultata simile al propranololo per la prevenzione del primo sanguinamento a rottura di varici sofagee. Pertanto la legatura dovrebbe essere offerta ai pazienti non candidabili all’impiego del propranololo.(Schepke et al., Hepatology, 40,65, 2004)
CIRROSI EPATICA- La midodrina, l’Octreotide, l’Albumina e la TIPS in pazienti selezionati con cirrosi e sindrome epatorenale tipo I
LUGLIO 2004
In pazienti con cirrosi e ascite affetti da sindrome epatorenale tipo 1 la TIPS è un trattamento efficace dopo che si ottengono miglioramenti della funzione renale con una terapia di combinazione composta da midodrina, Octreotide e Albumina. (Wong et al., Hepatology; 40,55,2004.)
STEATOSI EPATICA- Oltre alla resistenza insulinica nella steatoepatite non alcolica : TNFalfa o Adipoonectina
LUGLIO 2004
La riduzione dell’Adiponectina è una caratteristica di una steatoepatite non alcolica indipendentemente dalla resistenza all’insulina. I ridotti livelli di Adiponectina si associano a maggiore estensione della necrosi e infiammazione e possono contribuire allo sviluppo dell’infiammazione stessa dalla semplice steatosi. (Hui et al., Hepatology, 40,46, 2004)
EPATITE VIRALE B – Efficacia della vaccinazione contro l’epatite B e della terapia con interferone alfa2b in confronto al solo interferone alfa2b in bambini con epatite cronica B
LUGLIO 2004
Sebbene non sia stata riscontrata una differenza statisticamente significativa, tuttavia la risposta sostenuta nei bambini affetti da epatite cronica B è risultato migliore nel gruppo trattato con vaccino e interferone rispetto a quello trattato con solo interferone. (Helvaci et al., J. Gastroenterol. Hepatol., 19, 785, 2004)
EPATITE VIRALE C- Fattori che contribuiscono alla riduzione del dosaggio di ribavirina per anemia durante il trattamento con Interferone alfa2b e ribavirina nei pazienti con epatite cronica C.
LUGLIO 2004
L’età superiore a 55 anni e i livelli di emoglobina inferiori a 14 g/dl sono fattori significativi che influenzano la comparsa di anemia emolitica in corso di trattamento con ribavirina. Pertanto in questi pazienti è necessario un monitoraggio più attento. (Takaki Et al., J. Gastroenterol., 39, 668, 2004)
STEATOSI EPATICA- Caratteristiche cliniche e prevalenza del GB virus, SEN virus e mutazione genetica dell’HFE in pazienti giapponesi affetti da steatoepatite non alcolica
LUGLIO 2004
Più alti livelli di AST e ferritina e più bassi livelli di colesterolo sierico sono stati osservati nei pazienti affetti da steatoepatite non alcolica in confronto a pazienti con steatosi non alcolica. Non sembra che l’infezione da GBV-C, virus SEN e mutazione dell’HFE influenzino lo sviluppo della steatoepatite da steatosi semplice.(Yamauchi et al., J. Gastroenterol., 39, 654, 2004)
EPATITE VIRALE C- Infezione occulta di epatite B in pazienti greci affetta da epatite cronica C e in pazienti con varie malatti epatiche non virali
LUGLIO 2004
Un quarto dei soggetti con epatite cronica C hanno un’infezione occulta da HBV. Ciò non è dimostrabile nel gruppo controllo. L’infezione da HBV occulta in pazienti greci con epatite cronica C non sembra modificare la progressione della malattia. (Georgiadou et al., J.Viral Hepatitis, 11, 358, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Presenza occulta dell’HBVDNA nel fegato di pazienti affetti da carcinoma epatico in una regione con bassa prevalenza di epatite cronica B
LUGLIO 2004
La presenza di occulto HBV di genotipo a è stata osservata nella bassa percentuale di soggetti affetti da carcinoma epatico : il numero di copie di HBVDNA era assai basso senza evidenza di replicazione virale. ( Kannangai et al., J.Viral Hepatitis, 11, 297, 2004)
FARMACOCINETICA DEL PEG-IFN-alfa2a- Cinetica dell’Interferone peghilato alfa2a in corso di emodialisi sperimentale: impatto della permeabilità e delle dimensioni dei pori dei dializzatori
LUGLIO 2004
La farmacocinetica dell’Interferone peghilato alfa2a può variare nei pazienti durante la dialisi. (Barril et al., Aliment.Pharmacol. Therap., 20, 37, 2004)
STEATOSI EPATICA- La metformina per il trattamento della steatosi epatite non alcolica: uno studio pilota aperto
LUGLIO 2004
Il trattamento con Metformina ha causato soltanto un transitorio miglioramento negli esami di laboratorio epatici. (Nair ET AL., Aliment. Pharmacol.Therapeut., 20, 23, 2004)
EPATITE VIRALE C- Trattamento dell’epatite acuta C con Interferone alfa2b : Il precoce inizio del trattamento è il più efficace fattore predittivo di risposta virologica sostenuta
LUGLIO 2004
Un trattamento precoce dell’epatite acuta C con interferone previene la cronicizzazione. Il breve tempo di attesa per iniziare il trattamento appare il più rilevante fattore predittivo di risposta. (Delwaide et al., Aliment. Pharmacol. Therapeut., 20, 15, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Evoluzione del rigetto acutodopo terapia interferonica nei pazienti trapiantati
LUGLIO 2004
La terapia con interferone può portare a un rigetto acuto e successiva perdita del fegato nei pazienti trapiantati: dovrebbe pertanto essere usata con cautela. Inoltre i pazienti possono sviluppare una cirrosi proigressiva nonostante l’eliminazione del virus. (Saab et al., Liver Transpl;10,859, 2004.)
TRAPIANTO DI FEGATO- Effetto del trattamento interferonico sull’istologia epatica e sul rischio di rigetto in pazienti con ripresa dell’epatite C dopo trapianto di fegato
LUGLIO 2004
Il trattamento con interferone dell’epatite C ricorrente dopo trapianto di fegato non migliora in maniera significativa l’istologia epatica e può aumentare il rischio di rigetto.(Stravitz et al., Liver Transpl;10:850, 2004).
TRAPIANTO DI FEGATO- Differente impiego del trapianto di fegato tra bianchi e neri
LUGLIO 2004
Pazienti neri hanno meno probabilità rispetto ai bianchi di ricevere il trapianto di fegato entro 4 anni: pertanto presentano una mortalità maggiore in lista di attesa. (Reid et al., Liver Transpl.10, 834,2004).
EPATITE VIRALE C- Valore predittivo della determinazione dell’antigene core durante il trattamento dei pazienti affetti da epatite cronica C con interferone peghilato e ribavirina
LUGLIO 2004
La determinazione dell’antigene core è una metodica che può predire precocemente i pazienti non responsivi durante il trattamento con interferone peghilato e ribavirina .(Pradat et al., J. Med. Virol. 73, 392, 2004).
EPATITE VIRALE C- Alta percentuale di eliminazione spontanea del virus in corso di epatite acuta C genotipo 3.
LUGLIO 2004
L’infezione acuta da parte del genotipo 3 dell’HCV tende a guarire spontaneamente più frequentemente rispetto all’infezione del genotipo1. Pertanto è consigliabile non trattare troppo precocemente queste forme, ma attendere almeno tre mesi, quando il rischio di cronicizzazione è più elevato.( Lehmann et al., J. Med. Virol. 73,387, 2004. )
EPATITE VIRALE C e HIV- L’Interferone peghilato alfa2a associato alla Ribavirina in concfronto all’Interferone alfa2a associato alla Ribavirina nelle persone affette da epatite cronica C coinfettate con l’HIV.
LUGLIO 2004
Nelle persone infettate con HIV la terapia di combinazione con Interferone peghilato e ribavirina è superiore alla combinazione di interferone alfa2a e ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C. Questi regimi terapeutici producono beneficio clinico anche in assenza di eliminazione virale. (Chung et al., N Engl J Med. 351,451, 2004)
EPATITE VIRALE C E HIV- ll’interferone peghilato alfa2a associato alla ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C in pazienti affetti da HIV
LUGLIO 2004
Nei pazienti affetti da HCV e HIV la terapia di combinazione Interferone peghilato alfa2a più ribavirina è più efficace sia dell’Interferone alfa2a + Ribavirina sia della monoterapia con interferone peghilato alfa2a. (Torrioni et al ., N.Engl J Med. 29; 351:438, 2004)
EPATITE VIRALE C- I fattori psicosociali rappresentano la più comune controindicazione al trattamento antivirale in pazienti veterani affetti da epatite cronica C.
LUGLIO 2004
Una significativa porzione di pazienti affetti da epatite cronica C non può iniziare il trattamento antivirale a causa di fattori psicosociali. (Rowan Et al.,J. Clin.Gastroenterol.. 38,530, 2004.)
CIRROSI EPATICA- Ruolo delo zinco e di altri fattorinella comparsa di crampi muscolari nei pazienti affetti da cirrosi epatica non alcolica.
LUGLIO 2004
I crampi muscolari sono una frequente complicazione della cirrosi . Nè le caratteristiche biochimiche, in particolare la riduzione dei livelli sierici di zinco, né l’uso dei diuretici spiegano la comparsa di questo disturbo. Il maggiore fattore sembra essere un dannoso effetto diretto della cirrosi sulle fibre muscolari. (Mevlut et al., J. Clin. Gastroenterol., 38, 524, 2004).
CIRROSI EPATICA- Ruolo della vitamina K2 nello sviluppo del carcinoma epatocellulare nelle donne affette da cirrosi epatica virale.
LUGLIO 2004
There is a possible role for vitamin K2 in the prevention of hepatocellular carcinoma in women with viral cirrhosis (Habu et al., JAMA.;292,358, 2004).
EPATITE VIRALE C- C4BQ0: un marcatore genetico familiare per la comparsa di cirrosi da virus dell’epatite C
LUGLIO 2004
Il C4BQ0 è un indicatore familiare di rischio per la comparsa di cirrosi causata dal virus dell’epatite C. (Pasta et al., Dig.Liver Diseases., 36, 471, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Effetti della risposta al trattamento con Interferone sulle complicazioni epatiche dell’epatite cronica C: 9 anni di follow-up
LUGLIO 2004
La risposta alla terapia antivirale, particolarmente la risposta virologica sostenuta riduce le complicazioni epatiche nell’epatite cronica C. In assenza di risposta un ciclo di interferone non riduce il rischio della comparsa di tumore e dell’insufficienza epatica. (Coverdale et al., Am J Gastroenterol. 99,636, 2004)
EPATITE VIRALE C- Ultra bassa dose di alfa interferone associato alla ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C in pazienti trapiantati di rene.
GIUGNO 2004
E’ stata ottenuta un risposta virologica sostenuta in una discreta percentuale di pazienti affetti da epatite cronica C dopo trapianto di rene utilizzando una bassissima dose di alfainterferone (1000000 di Unità tre volte a settimana) associato a Ribavirina (6500 mg/die). (Transplantation. 77,1894, 2004).
TRAPIANTO DI FEGATO- Complicazioni biliari in 96 pazienti consecutivi riceventi trapianto di fegato da donatore vivente.
GIUGNO 2004
Nonostante modificazioni tecniche e applicazioni di nuove tecniche chirurgiche le complicazioni biliari rimangono frequenti dopo trapianto del lobo destro da donatore vivente. Pazienti con multiple ricostruzioni biliari hanno maggiore incidenza di “perdita di bile”. Quando questo avviene i pazienti hanno minore probabilità di sopravvivenza. (Gondolesi et al., Transplantation. 77,1842, 2004)
EPATITE VIRALE C- Un trial randomizzato utilizzando medicine cinesi a base di erbe per il trattamento dell’epatite cronica C sintomatica
GIUGNO 2004
Un trattamento con medicine cinesi a base di erbe non ha mostrato di migliorare la qualità della vita, gli esami del sangue, la carica virale in un gruppo di pazienti affetti da epatite cronica C. Pertanto pazienti e medici devono usare cautela nell’impiegare tali preparati per l’epatite C dal momento che studi non hanno mostrato un beneficio con queste sostanze.(Jakkula et al., Arch Intern Med., 164,1341, 2004)
EPATITE VIRALE C- Proliferazione degli epatociti nell’epatite cronica C: correlazione con il grado di malattia epatica e l’alfafetoproteina sierica
GIUGNO 2004
In pazienti affetti da epatite cronica C la proliferazione degli epatociti aumenta con la progressione istologica della malattia; tale proliferazione è alterata nella cirrosi. La proliferazione degli epatociti non è aumentata nei pazienti con elevati livelli di alfafetoproteina. (Canchis et al., Liver International, 24, 198, 2004)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Tamoxifene: Un nuovo trattamento per la cirrosi biliare primitiva?
GIUGNO 2004
Vengono descritti i casi di due pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva che hanno mostrato una caduta della fosfatasi alcalina sierica sotto trattamento con tamoxifene. (Reddy et al., Liver International, 24, 194, 2004)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Marcatori biochimici di fibrosi e di necrosi epatica in pazienti affetti a cirrosi biliare primitiva trattati con acido ursodesossicolico
GIUGNO 2004
I livelli sierici di bilirubina e di acido ialuronico determinati durante il trattamento con acido ursodesossicolico in pazienti con cirrosi biliare primitiva hanno un valore diagnostico accettabile per la dimostrazione di fibrosi estesa; tuttavia nessuno dei tests biochimici comunemente usati può essere considerato un marker surrogato di necrosi epatica. pertanto la biopsia epatica può essere necessaria per selezionare pazienti in trattamento con acido ursodesossicolico che richiedono terapie addizionali. (Corpechot et al., Liver International, 24, 187, 2004)
EPATITE VIRALE C- La concentrazione epatica del ferro non predice la risposta alla terapia con interferone standard e peghilato associato alla ribavirina nei pazienti affetti da epatite cronica C.
GIUGNO 2004
La concentrazione del ferro epatico prima del trattamento non predice la risposta alla terapia combinata in pazienti affetti a epatite cronica C. In contrasto, alti valori sierici di ferritina sono predittivi di scarsa risposta al trattamento.(Hofer et al., J. Hepatology, 40 , 1018, 2004)
EPATITE VIRALE C- Inibizione del virus dell’epatite C mediante gli anticorpi intracellulari ricombinanti
GIUGNO 2004
Strategie con terapia genica basate sull’immunizzazione intracellulare possono essere un approccio antivirale promettente per interferire col ciclo vitale e tumorogenico del virus dell’epatite C.(Zemel et al., J. Hepatology, 40 , 1000, 2004)
EPATITE VIRALE C- Interferone peghilato alfa2b associato a ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C in pazienti precedentemente non trattati infetti con genotipo 2 o 3
GIUGNO 2004
Un trattamento per 24 settimane con interferone alfa2b e ribavirina è sufficiente nei pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 2 o 3. La ridotta risposta virologica sostenuta nei pazienti con genotipo 3 rispetto a quelli con genotipo 2 può dipendere dalla maggiore presenza di steatosi in questo gruppo di soggetti. (Zeuzem et al., J. Hepatology, 40 , 993, 2004)
EPATITE VIRALE C – Evidenza di un rapporto tra la carica virale, il genotipo e la risposta delle cellule T specifiche contro il virus dell’epatite
GIUGNO 2004
La presenza di una risposta specifica delle cellule T contro l’NS3 del virus dell’epatite C è correlata al genotipo virale e alla più rapida eliminazione dell’HCVRNA con il trattamento.(Hultgren et al., J. Hepatology, 40 , 971, 2004)
EPATITE VIRALE B- Persistenza del cccDNA nella storia naturale dell’epatite cronica B e sua riduzione durante il trattamento don Adefovir Dipivoxil.
GIUGNO 2004
cccDNA persiste per tutto il periodo della storia naturale dell’epatite cronica B persino in pazienti con evidenza di eliminazione sierica del virus. Il trattamento a lungo termine con Adefovir Dipivoxil diminuisce significativamente il cccDNA con un meccanismo prevalentemente non citolitico.(Werle-Lapostolle et al., J.Gastroenterol., 126, 1750, 2004)
EPATITE VIRALE C- Una riduzione significativa di livelli di alanina aminotransferasi sierica dopo riduzione del ferro nell’epatite cronica C: Uno studio multicentrico prospettico randomizzato controllato in Giappone .
GIUGNO 2004
La riduzione del ferro mediante salassi nei pazienti affetti da epatite cronica C ha mostrato una significativa riduzione dei livelli sierici di transaminasi senza effetti collaterali. (Yano Et al., J. Gastroenterology , 39, 570, 2004)
EPATITE VIRALE C- La presenza di autoanticorpi non organo specifici si associa a minore risposta alla terapia di combinazione con interferone e ribavirina nell’epatite cronica C.
GIUGNO 2004
I pazienti con assenza di autoanticorpi non organo specifici hanno una più elevata probabilità di eliminare il virus dell’epatite C in risposta alla terapia di combinazione rispetto ai soggetti con autoanticorpi positivi. (Wasmuth et al., BMC Infect Dis.,13, 4,2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE – Carcinoma epatocellulare in un paziente con cirrosi epatica anti HCV negativo ma con positività dell’HCVRNA nel tessuto epatico.
GIUGNO 2004
Viene descritto un raro caso di comparsa di carcinoma epatico in un paziente affetto da cirrosi epatica anti HCV negativo ma con presenza dell’HCVRNA nel tessuto epatico.(Esaki et al., Intern Med., 43,279, 2004)
EPATITE VIRALE C- Interferone peghilato alfa2b e ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C in pazienti neri e bianchi non ispanici.
GIUGNO 2004
Pazienti neri affetti da epatite cronica C mostrano una minore risposta terapeutica all’interferone peghilato alfa2b e ribavirina rispetto ai pazienti bianchi non ispanici ; tale differenza non dipende da diversi genotipi virali.( Muir et al. , N.Engl.J.Med. 350, 2265, 2004)
EPATITE VIRALE C – Interferone peghilato alfa2b più ribavirina in pazienti coinfettati con il virus dell’epatite C e dell’HIV non responsivi o relapser al solo interferone.
GIUGNO 2004
L’Interferone peghilato alfa2b più ribavirina è una terapia potenzialmente utile in pazienti affetti da HIV e HCV non responsivi a precedente trattamento con il solo interferone. E’ fondamentale per ottenere risultati massimizzare l’aderenza al trattamento da parte del paziente.(Myers et al., AIDS, 18, 75, 2004)
EPATITE VIRALE C- Interferone peghilato alfa2b più ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C in pazienti HIV positivi
GIUGNO 2004
La combinazione di basse dosi di interferone peghilato più una dose fissa di ribavirina ha dato risultati simili a quelli ottenuti con dosi più elevate in pazienti affetti da epatite cronica C HIV positivi. Le risposte comunque sono risultate inferiori a quelle di pazienti HIV negativi. La risposta dopo 12 settimane è utile per dirigere la terapia in questi pazienti.(Moreno et al., AIDS, 18, 67, 2004
EPATITE VIRALE D- Benefici a lungo termine del trattamento con interferone dell’epatite cronica D: regressione della fibrosi epatica avanzata.
GIUGNO 2004
La somministrazione di alti dosaggi di interferone alfa2a migliora significativamente l’evoluzione clinica e la sopravvivenza di pazienti affetti da epatite cronica D anche nei casi affetti da cirrosi epatica attiva. (Farci et al., Gastroenterology, 126, 1740, 2004)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA – Dialisi extracorporea con albumina: una procedura per prolungato sollievo del prurito intrattabile in pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva.
GIUGNO 2004
La dialisi con albumina extracorporea è un’ efficace alternativa per il trattamento di pazienti con prurito da colestasi che non rispondono ad altri approcci terapeutici(Pares et al., Am J Gastroenterol. ,99,1105,2004)
EPATITE VIRALE C- Terapia con amantadina per l’epatite cronica C: Uno studio aumentando la dose del farmaco
GIUGNO 2004
L’Amantadina somministrata alla dose di 300 mg/die è sicura e riduce più significativamente i livelli sierici di ALT in confronto al dosaggio di 200 mg/die. La risposta enzimatica non migliora aumentando il dosaggio, ma in questo caso aumenta la tossicità. (Smith et al.., Am J Gastroenterol. 99,1099, 2004)
EPATITE CRONICA- Trattamento con DDB in pazienti affetti da epatite cronica.
GIUGNO 2004
La normalizzazione dell’ALT durante il trattamento con dimetil-4,4 -dimetoxi-5,6,5 ,6-dimetilenedioxbifenile-2,2 dicarbossilato (DDB) non significa efficacia terapeutica. Considerando l’ampio uso del DDB in pazienti con epatite cronica partecipanti a vari studi clinici si conclude che il DDB non dovrebbe essere impiegato. (Huber et al., Hepatology;39,1732-1733, 2004.)
EPATITE VIRALE C- Terapia con interferone peghilato alfa nell’epatite acuta C : Relazione alla risposta cinetica delle cellule T
GIUGNO 2004
La terapia con interferone alfa nell’epatite acuta da HCV induce risposta virologica sostenuta in un’alta percentuale di pazienti prevenendo la cronicizzazione probabilmente attraverso una precoce stimolazione dei CD4+ T helper. (Kamal et al., Hepatology;39,1721, 2004)
EPATITE VIRALE C- Interferone peghilato alfa2a e ribavirina per pazienti neri americani affetti da epatite cronica C genotipo 1.
GIUGNO 2004
La somministrazione di interferone peghilato alfa2a e ribavirina si è rivelata utile e sicura con attività antivirale e beneficio istologico in pazienti neri americani affetti da epatite cronica C genotipo 1.(Jeffers et al., Hepatology;39,1702, 2004.)
EPATITE VIRALE B- Clearance sierologica dell’HBsAg nell’epatite cronica B nella popolazione cinese: evoluzione virologica, istologica e clinica
GIUGNO 2004
I pazienti con clearance dell’HBsAg mostrano un’evoluzione biochimica, virologica, istologica favorevole, tuttavia il carcinoma epatico può ancora svilupparsi particolarmente nei pazienti con cirrosi che hanno eliminato il virus in età avanzata. (Yuen et al., Hepatology,39:1694, 2004)
CARCINOMA EPATICO- Il danno ossidativo è aumentato nel tessuto epatico adiacente al carcinoma epatocellulare.
GIUGNO 2004
Il danno ossidativo generato all’infiammazione cronica contribuisce all’epatocarcinogenesi umana. (Jüngst et al., Hepatology;39, 1663, 2004.)
STEATOSI EPATICA- Steatosi epatica non alcolica: miglioramento della istologia dopo perdita di peso.
GIUGNO 2004
In soggetti notevolmente obesi la terapia chirurgica provoca riduzione o risoluzione dell’obesità , miglioramenti della sindrome metabolica associata e dell’istologia epatica (Dixon et al., Hepatology;39,1647, 2004.)
STEATOSI EPATICA- Predizione della fibrosi epatica in pazienti con sindrome metabolica indipendentemente dal consumo di alcol.
GIUGNO 2004
Nei pazienti con incremento di transaminasi in associazione con una sindrome metabolica (obesità addominale, ipertensione, iperglicemia a digiuno e dislipidemia) un semplice algoritmo che include lo ialuronato sierico e il rapporto tra transferrina carboidrato deficiente e la transferrina, permette l’esclusione clinica di fibrosi importante indipendentemente dal consumo corrente o pregresso di alcol. (Lainé et al., Hepatology; 39, 1639,2004)
EPATITE AUTOIMMUNE- Progressione della fibrosi durante la terapia corticosteroidea nell’epatite autoimmune.
GIUGNO 2004
Nei pazienti con epatite autoimmune in trattamento corticosteroideo la fibrosi peggiora solo in una minoranza di pazienti. Riattivazioni o persistenza dell’attività infiammatoria non aumenta la progressione della malattia dopo che il trattamento è iniziato. (Czaja et al., Hepatology;39,1631, 2004)
CIRROSI EPATICA- Importante incremento della pressione portale dopo scleroterapia ma non dopo legatura delle varici nei cirrotici in corso di sanguinamento acuto.
GIUGNO 2004
Durante il sanguinamento acuto da rottura di varici esofagee nel cirrotico la scleroterapia ma non la legatura delle varici causa un significativo aumento della pressione portale con aumentato rischio di risanguinamento. (Avgerinos et al., Hepatology; 39, 1623, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Costo/efficacia dello screening per il carcinoma epatocellulare in pazienti con cirrosi da virus dell’epatite C.
GIUGNO 2004
Lo screening per il carcinoma epatico ha un costo/efficacia favorevole simile ad altri protocolli di screening accettati. Delle strategie valutate la determinazione dell’alfafetoproteina due volte all’anno e dell’ecografia annuale dà il migliore costo/efficacia. (Lin et al., Alim. Pharmacol.Therapeutics, 19, 1159,2004)
STEATOSI EPATICA- La resistenza all’insulina e la proteina C reattiva sono fattori indipendenti di rischio per la comparsa di steatosi epatica non alcolica in uomini asiatici non obesi.
GIUGNO 2004
La proteina C reattiva e la resistenza insulinica sono fattori di rischio indipendenti per sviluppare la steatosi epatica non alcolica in uomini asiatici non obsi.(J. Gastroenterol.Hepatol., 19, 694, 2004)
EPATITE VIRALE B- Elevata carica virale è un fattore di rischio per il carcinoma epatico in pazienti con epatite cronica B.
GIUGNO 2004
L’elevata carica virale è un fattore di rischio per la comparsa di carcinoma epatico in pazienti affetti da epatite cronica B. pertanto tali soggetti dovrebbero essere attentamente seguiti e monitorati per la comparsa di tale complicazione. (Ohata et al., J. Gastroenterol.Hepatol., 19, 670, 2004)
EPATITI TOSSICHE- Epatotossicità da tamoxifene nei pazienti con cancro della mammella e preesistente steatosi epatica: il ruolo dell’intolleranza al glucosio.
GIUGNO 2004
L’epatotossicità causata dal Tamoxifene si osserva nella grande proporzione di pazienti affetti da canxcro della mammella con preesistente steatosi epatica specialmente nei soggetti con elevato indice di massa corporea e alti livelli di glucosio e di lipidi sierici. L’intolleranza al glucosio prima dell’inizio del trattamento sembra essere predittivo della epatotossicità indipendentemente dall’indice di massa corporea. (Elefsiniotis et al., Eur. J. .Gastroenterol. Hepatol., 16, 593, 2004).
CIRROSI EPATICA- Ossido nitrico nel liquido ascitico è un fattore predittivo indipendente di comparsa di insufficienza renale in pazienti con cirrosi e peritonite batterica spontanea.
GIUGNO 2004
L’aumento dell’ossido nitrico nel siero e nel liquido ascitico in pazienti con ascite infetta può indurre un peggioramento dell’aumentata vasodilatazione periferica riscontrabile in questa situazione portando lo sviluppo di insufficienza renale in una serie di pazienti con peritonite batterica spontanea. (Such et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol. 16, 571, 2004) .
ALCOL- Aumentato rischio di cancro in forti bevitori con l’allele 1C*1 dell’alcol deidrogenasi , probabilmente dovuto alla presenza di acetaldeide nella saliva
GIUGNO 2004
Forti bevitori con la presenza dell’allele1C*1 dell’alcol deidrogenasi sono predisposti a sviluppare cancro delle prime vie aeree digestive, probabilmente a causa della presenza di elevati livelli di acetaldeide salivare dopo consumo di alcol.(Visapää et al., Gut;53, 871, 2004)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Cirrosi biliare asintomatica: clinica, prognosi e progressione dei sintomi in un ampio gruppo di pazienti
GIUGNO 2004
Sebbene la cirrosi biliare primitiva asintomatica è meno severa della malattia sintomatica, tuttavia non si associa alla prognosi migliore, probabilmente a causa di una mortalità aumentata per cause non epatiche. (Prince et al., Gut;53,865, 2004)
CARCINOMA EPATICO- La resezione prima del trapianto di fegato per carcinoma epatocellulare : una strategia per ottimizzare il ruolo della resezione del trapianto nei pazienti cirrotici con buona funzione epatica.
GIUGNO 2004
In pazienti selezionati la resezione epatica prima del trapianto non aumenta la morbidità o influisce sulla sopravvivenza . Pertanto la resezione prima del trapianto può integrare la strategia per il trattamento del carcinoma epatocellulare. (Poon et al., Liver Transpl., 10, 813, 2004.)
TRAPIANTO DI FEGATO- Effetto della perdita di peso sulla steatosi epatica nei donatori per il trapianto di fegato da vivente.
GIUGNO 2004
La perdita di peso nei donatori nel trapianto di fegato da vivente è utile per ridurre la steatosi epatica e può contribuire ad aumentare il numero dei donatori.(Hwang et al., Liver Transpl; 10, 721, 2004.)
EPATITE VIRALE B- Prevalenza e implicazioni cliniche dell’infezione occulta da virus dell’epatite B in pazienti giapponesi emofilici.
GIUGNO 2004
L’HBVDNA è stato visto presente nel siero del 51,2% dei pazienti con emofilia con HBsAg sierico negativo. Ciò indica che questi pazienti presentavano una infezione occulta a HBV. In generale tale situazione non sembrava avere significative implicazioni cliniche (Toyoda et al., J. Med. Virol. 73,195, 2004)
EPATITE VIRALE C- L’infezione da virus dell’epatite B in soggetti con epatite cronica C con HBVDNA non dimostrabile nel siero.
GIUGNO 2004
Un numero significativo di pazienti con epatite cronica C hanno la presenza dell’HBVDNA nel fegato in assenza di HBVDNA nel siero. Le conseguenze di ciò sull’evoluzione della malattia epatica richiede ulteriori ricerche. (Mariscal et al., J. Med. Virol. 73,177, 2004).
STEATOSI EPATICA- Emodinamica del circolo splancnico nella steatosi epatica. Effetto del trattamento dietetico/farmacologico. Uno studio pilota
GIUGNO 2004
La steatosi epatica si accompagna a un’alterazione del flusso epatico caratterizzato dall’aumento delle resistenze intraepatiche. I cambiamenti vascolari sono reversibili dal trattamento e possono essere misurati dall’ecodoppler che può essere utile anche per valutare il decorso naturale della steatosi epatica e valutare gli eventuali effetti della terapia.(Magalotti et al., Dig Liver Dis. 36, 406,2004).
STEATOSI EPATICA- Steatosi epatica non alcolica: uno studio clinico multicentrico dell’associazione italiana per lo studio del fegato
GIUGNO 2004
Il tipico italiano affetto da steatosi epatica non alcolica è un giovane maschio, obeso , non diabetico con variabile incidenza di dislipidemia e iperinsulinemia. Soltanto la biopsia epatica può definire il tipo di danno epatico. (Loguercio et al., Dig.Liver Dis., 36, 398, 2004).
EPATITE ALCOLICA- Uno studio randomizzato controllato impiegando Infliximab associato a prednisolone in epatite cronica acuta.
MAGGIO 2004
L’infusione di infliximab in associasizione a prednisolone può essere dannosa in pazienti con epatite alcolica severa a causa di comparsa di gravi infezioni.(Naveau et al., Hepatology, 39, 1390, 2004.)
EPATITE VIRALE C- La riduzione delle proteine sulfidriliche di membrana ma non deficienza della glucosio 6 fosfatodeidrogenasi predice l’emolisi indotta da ribavirina nell’epatite C .
MAGGIO 2004
Basse proteine sulfidriliche di membrana prima della terapia ma non la deficienza di glucosio 6 fosfato deidrogenasi predicono l’emolisi indotta da ribavirina. In vitro la somministrazione di glutatione e dipiridamolo riducono la fragilità dei globuli rossi suggerendo che questi composti potrebbero anche essere utili nei pazienti .(Grattagliano et al., Hepatology, 39, 1248, 2004)
EPATITE VIRALE C- Miglioramento della predizione della fibrosi nell’epatite cronica C aggiungendo la misura della resistenza all’insulina a un indice di probabilità.
MAGGIO 2004
L’indice di probabilità di fibrosi determinato mediante l’impiego di esami di laboratorio routinari migliora aggiungendo la determinazione della resistenza all’insulina.(Sud et al., Hepatology,39, 1239, 2004)
EPATITE VIRALE C- Steatosi e apoptosi delle cellule epatiche nell’epatite cronica C: un meccanismo per aumentare la lesione epatica
MAGGIO 2004
La steatosi contribuisce alla progressione del danno epatico nell’epatite cronica C.(Walsh et al., Hepatology, 39, 1230, 2004).
EPATITE VIRALE C- Terapia per breve tempo con interferone alfa dell’epatite acuta C: uno studio controllato randomizzato.
MAGGIO 2004
Un trattamento a breve termine (4 settimane9 con interferone nei pazienti con epatite acuita C dà risultati soddisfacenti se iniziato assai precocemente. (Nomura et al., Hepatology, 39, 1213, 2004.)
EPATITE VIRALE B- Esacerbazioni acute severe epatitiche possono ridurre o ritardare l’emergenza di mutanti in pazienti affetti da epatite cronica B, antigene e positivi in trattamento con lamivudina a lungo termine.
MAGGIO 2004
Esacerbazioni acute severe della malattia epatica, tendono a ridurre o ritardare lo sviluppo dei mutanti virali nei pazienti con epatite cronica B e positiva trattati con lamivudina. (Tsubota et al., J. Med. Virol. 73,7, 2004).
EPATITE VIRALE C- L’alfaepoetina è in grado di mantenere il dosaggio di ribavirina in pazienti con epatite cronica C. Uno studio prospettico controllato, randomizzato doppio cieco.
MAGGIO 2004
L’alfaepoetina è in grado di mantenere il dosaggio di ribavirina, migliorare la qualità della vita e l’emoglobina in pazienti anemici con epatite cronica da HCV in trattamento con interferone e ribavirina. (Afdhal et al., Gastroenterology, 126, 1302, 2004)
MALATTIE EPATICHE – Pazienti con elevati livelli sierici di enzimi non solo a più alto rischio di epatotossicità da statine.
MAGGIO 2004
Pazienti con alti livelli di enzimi epatici non hanno un rischio maggiore di epatotossicità causate da statine. (Chalasani et al., Gastroenterology, 126, 1287, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Nè il genotipo del virus dell’epatite C nè la carica virale influenza la sopravvivenza dei pazienti con carcinoma epatocellulare.
MAGGIO 2004
Nè il genotipo né la carica virale influenza la prognosi dei pazienti con carcinoma epatocellulare. (Akamatsu et al., Eur. J.Gastroenterol. Hepatol. 16, 459, 2004.)
EPATITE VIRALE C- La presenza di un profilo “autoimmune” influenza le caratteristiche dell’epatite cronica C? Uno studio italiano multicentrico
MAGGIO 2004
La presenza di autoanticorpi non organospecifici in pazienti con epatite cronica C non si correla ad alcuna caratteristica demografica dei pazienti e non ha alcun impatto sul profilo biochimico e istologico della malattia epatica e sulla risposta al trattamento antivirale. (Stroffolini et al., J. Viral Hepatitis, 11, 257, 2004)
EPATITE VIRALE C- Le immunoglobuline sieriche predicono l’estensione della fibrosi epatica in pazienti con epatite cronica C.
MAGGIO 2004
E’ stata osservata una associazione tra i livelli sierici di immunoglobuline (IgA, IgG e totali) e la fibrosi epatica in pazienti con infezione da HCV. (Watt et al., J.Viral Hepatitis, 11, 251, 2004)
EPATITE VIRALE C- Cambiamenti dell’emoglobina durante il trattamento con interferne alfa2b e ribavirina nell’epatite cronica C.
MAGGIO 2004
Ridotta clearance della creatinina, più alti i livelli basali di emoglobina e l’età più avanzata sono fattori di rischio associati indipendentemente alla riduzione dell’emoglobina >27,7% nei pazienti trattati con interferone e ribavirina.(Sulkowski et al., J. Viral Hepatitis, 11,243, 2004)
EPATITE VIRALE b- Risposta all’interferone nell’epatite cronica B con e senza mutazione precore.
MAGGIO 2004
Le epatiti croniche senza la mutazione precore sono più responsivi all’interferone.(Seo et al., J.Clin. Gastroenterol. 38, 460, 2004).
EPATITE VIRALE A- Rischi da lavoro per l’epatite A : un’analisi basata sulla letteratura.
MAGGIO 2004
Coloro che preparano o maneggiano cibi, particolarmente negli ospedali, dovrebbero essere vaccinati per l’epatite A in quanto potrebbero trasmettere la malattia a persone vulnerabili. (Keeffe , J. Clin. Gastroenterol. 38, 440,2004
STEATOSI EPATICA- Prognosi a lungo termine della steatosi epatica: rischi di malattia cronica e di mortalità
MAGGIO 2004
I pazienti affetti da steatosi epatica non alcolica hanno un decorso clinico benigno senza mortalità aumentata.(Dam-Larsen et al., Gut;53,750,2004)
CIRROSI EPATICA- Storia naturale della cirrosi epatica compensata: Uno studio prospettico sull’incidenza e gerarchia delle maggiori complicazioni.
MAGGIO 2004
E’ astata osservata una significativa morbidità e mortalità durante il primo decennio che segue la diagnosi di cirrosi compensata da virus dell’epatite B o C; il carcinoma epatocellulare è la più frequente complicazione, particolarmente nei soggetti con cirrosi a HCV. (Benvegnù et al., Gut;53,744, 2004)
EPATITE VIRALE C- Modificazioni delle quasispecie avvengono precocemente e sono correlabili all’iniziale ma non alla sostenuta risposta nei pazienti con epatite C trattati con interferone peghilato o standard di interferone associati alla ribavirina.
MAGGIO 2004
L’eterogeneità basale del virus sembra implicato nella risposta precoce dopo trattamento e la risposta precoce si associa a variazioni profonde delle quasispecie virali. Le quasispecie virali che sopravvivono precocemente durante il trattamento terapeutico sono quelle che più probabilmente danno origine alla ripresa virologica o alla sua persistenza al 18° mese.. (Abbate et al., J. Hepatol., 40, 831, 2004)
CIRROSI EPATICA- Storia naturale della cirrosi da virus dell’epatite C scompensata. Uno studio di 200 pazienti.
MAGGIO 2004
Dopo che la cirrosi da HCV si è scompensata, non solo i pazienti hanno alta frequenza di essere nuovamente ricoverati in ospedale, ma anche sviluppano differenti scompensi rispetto a quelli iniziali.(Planas et al., J. Hepatol., 40, 823, 2004)
CIRROSI EPATICA- Fattori di rischio e presentazione clinica della trombosi venosa portale in pazienti con cirrosi epatica.
MAGGIO 2004
La trombosi portale può essere completamente asintomatica nei pazienti con cirrosi epatica; tuttavia in più della metà dei casi si presenta con gravi complicazioni che minacciano la vita come l’emorragia gastrointestinale e l’infarto intestinale. Generalmente i pazienti con trombosi portale hanno una malattia avanzata; la presenza della mutazione 20210 del gene della protrombina aumenta di più di 5 volte il rischio della trombosi portale. (Amitrano et al., J.Hepatol., 40, 736, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- La dinamica delle quasispecie del virus dell’epatite C predice la progressione della fibrosi dopo trapianto di fegato
MAGGIO 2004
La dinamica delle quasispecie del virus dell’epatite C nei pazienti trapiantati di fegato predice l’evoluzione della malattia.(Arenas et al., J Infect Dis. ,189, 2037, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Impiego della determinazione dell’HCVRNA nel fegato per predire risposta virologica sostenuta nei trapiantati di fegato con ripresa dell’epatite C
MAGGIO 2004
La diretta determinazione dell’HCVRNA nel tessuto epatico mediante test PCR è più efficace per predire la risposta virologica sostenuta dopo trattamento rispetto alla sua determinazione nel siero. (Neff et al., Liver Transpl;10,595, 2004.)
TRAPIANTO DI FEGATO-. La risposta immune a lungo termine dopo trapianto di fegato in pazienti con eliminazione dell’HCVRNA spontanea o dopo trattamento.
MAGGIO 2004
I pazienti con trapianto di fegato che presentano eliminazione dell’HCVRNA spontaneamente o dopo trattamento mostrano una capacità di risposta immune nonostante l’immunosopressione che può avere contribuito all’esito favorevole. (Casanovas-Taltavull et al., Liver Transpl; 10,584, 2004)
EPATITE VIRALE C- Uno studio controllato randomizzato impiegante il consensus interferone con o senza lactoferrina per il trattamento di pazienti con epatite cronica C, genotipo 1 b e alta viremia.
MAGGIO 2004
La combinazione di consensus interferone e lactoferrina non aumenta la percentuale di risposta o di prevenzione del relapse dopo sospensione dell’interferone. (Hirashima et al., Hepatol Res. 29, 9, 2004)
CIRROSI EPATICA- La proteina sierica legante i lipopolisaccaridi predice la severa infezione batterica dell’ascite nei pazienti cirrotici
MAGGIO 2004
Il monitoraggio della proteina sierica legante i lipopolisaccaridi può aiutare per riconoscere i pazienti a rischio di infezione dell’ascite e suggerire la profilassi antibiotica. (Albillos et al., Lancet, 15, 1608,2004).
CIRROSI EPATICA – I disaccaridi non assorbibili per encefalopatia epatica. Revisione sistematica degli studi clinici randomizzati.
MAGGIO 2004
Non c’è sufficiente evidenza per consigliare o non consigliare l’impiego dei disaccaridi non assorbibili per l’encefalopatia epatica. Gli antibiotici risultano superiori ai disaccaridi nel migliorare l’encefalopatia, ma non è chiaro se tale differenza sia clinicamente importante. (Als-Nielsen et al., 328, 1046, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Ripresa del carcinoma epatico dopo trapianto di fegato: presentazione e prognosi
APRILE 2004
La ricomparsa del carcinoma epatico dopo il trapianto di fegato dovrebbe essere trattata chirurgicamente quando possibile in quanto la resezione chirurgica è un fattore indipendente per una maggiore sopravvivenza. (Roayaie et al., Liver Transpl 10,534,2004)
EPATITE VIRALE C- Riduzione della ripresa epatitica dopo 18 mesi di trattamento nell’epatite cronica C. Uno studio randomizzato su 300 pazienti nei Paesi Bassi
APRILE 2004
Una riduzione del relapse fino al 15% o meno è ottenibile prolungando il trattamento con Interferone e Ribvirina a 18 mesi ni pazienti con epatite cronica C. (Brouwer et al. J.Hepatol., 40, 689, 2004)
EPATITE VIRALE C- Determinazione della quantità intraepatica dell’HCVRNA negli epatociti
APRILE 2004
E’ stata dimostrata una diretta correlazione tra la quantità dell’HCVRNA sierica e quella intraepatica.(Vona et al., J. Hepatol., 40, 682, 2004)
EPATITE VIRALE C- L’impatto del trattamento con PEG Inteferone alfa2a + ribavirina sulla qualità della vita in pazienti affetti da epatite cronica C
APRILE 2004
L’effetto negativo della terapia di combinazione PEG Interferone alfa2 a e ribavirina sulla qualità della vita e sulla stanchezza è risultato inferiore rispetto all’Interferone alfa12b + Ribavirina. (Hassanein et al., J.Hepatol., 40, 675, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Trattamento della ripresa dell’epatite C dopo trapianto di fegato: Uno studio pilota con PEG Interferone alfa2b e Ribvirina
APRILE 2004
La terapia di combinazione con interferone peghilato alfa2b e ribavirina è ben tollerato ed efficace nel trattamento della ripresa dell’epatite C nei pazienti trapiantati di fegato.(Dumortier et al., J. Hepatol., 40, 669, 2004)
EPATITE AUTOIMMUNE- Riduzione della fibrosi durante la terapia con corticosteroide nell’epatite autoimmune
APRILE 2004
La fibrosi comunemente migliora o non progredisce durante il trattamento con corticosteroidi nell’epatite autoimmune; anche la cirrosi può scomparire. Il miglioramento della fibrosi si associa alla soppressione dell’attività infiammatoria. (Czaja et al., J. Hepatol., 40, 646, 2004)
STEATOSI EPATICA- Comportamento clinico e istopatologico della steatoepatite non alcolica in lavoratori esposti a sostanze chimiche con o senza condizioni metaboliche associate
APRILE 2004
L’esposizione a sostanze chimiche è un fattore di rischio indipendente per la comparsa i steatoepatite non alcolica. Tale alterazione è più frequentemente vista in uomini più giovani di quelli non esposti. Le alterazioni istologiche osservate sono statosi, fibrosi e colestasi. La coesistenta di fattori metabolici non sembra influenzare la presentazione clinica o istologica. (Cotrim et al., Liver Int. 24, 131, 2004)
EPATITE VIRALE B- Terapia sequenziale di combinazione con Famciclovir o Lamivudina e Interferone alfa2a in soggetti con epatite cronica HBeAg negativa, HBVDNA positivi
APRILE 2004
La combinazione in sequenza con antivirali e interferone produce una risposta virologica sostenuta in un sottogruppo di pazienti con epatite cronica HBeAg negativa; tuttavia la maggior parte nei pazienti che presentano il mutante dell’HBV si riattiva. (Schiefke et al., Liver Int.l, 24 ,98 ,2004)
EPATITE VIRALE C- Il trattamento dell’epatite cronica C in HIV/HCV coinfetti con interferone alfa2b + ribavirina in confronto all’impiego della ribavirina ritardata di 16 settimane
APRILE 2004
La terapia con interferone e ribavirina è relativamente sicura in pazienti con confezione HIV e HCV ma la frequente necessità di sospendere il trattamento o di ridurre la dose di ribavirina a causa dell’anemia porta a modeste risposte virologiche sostenute. Il controllo dell’infezione di HIV migliora durante il trattamento. (Bräu et al., Hepatology 39, 989, 2004)
ASCESSI EPATICI- Trattamento degli ascessi epatici piogeni: Studio prospettivo randomizzato confrontando il drenaggio con catetere e l’aspirazione con ago.
APRILE 2004
Negli ascessi epatici piogeni l’aspirazione intermittente con ago è efficace come il drenaggio continuo mediante catetere. Pertanto , considerando la semplicità della procedura, il conforto dei pazienti e il ridotto prezzo, l’aspirazione con ago risulta l’approccio da preferire. (Hepatology, 39, 932, 2004.)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA -Uno studio randomizzato controllato confrontando colchicina + acido ursodesossicolico e metotrexate + acido ursodesossicolico nel trattamento della cirrosi biliare primitiva : risultati dopo 10 anni
APRILE 2004
Nei pazienti affetti a cirrosi biliare primitiva né la colchicina più acido ursodesossicolico né il metotrexate + acido ursodesossicolico hanno migliorato la sopravvivenza rispetto a quella prevista dal modello prognostico elaborato dalla Clinica Mayo . Tuttavia i miglioramento clinici istologici e biochimici osservati tra i pazienti che sono rimasti nello studio per 10 anni, suggeriscono un possibile beneficio di questi farmaci in un sottogruppo dei pazienti. (Kaplan et al., Hepatology, 39, 915, 2004.)
EPATITE VIRALE B- Impatto di una superinfezione di un’epatite virale acuta C in pazienti con epatite cronica B
APRILE 2004
La supeinfezione con l’epatite acuta C in pazienti con epatite cronica B è clinicamente severa durante la fase acuta. La prognosi a lungo termine è molto peggiore rispetto alla superinfezione con epatite B o rispetto a un’epatite B attiva sia per quanto riguarda l’attività in caso di perdita dell’HBsAg sia per quanto riguarda lo sviluppo nel tempo di cirrosi o epatocarcinoma.(Liaw et al., Gastroenterology 126, 1024 , 2004)
EPATITE VIRALE C- PEG Interferone alfa2a e Ribavirina in pazienti con epatite cronica C che non avevano risposto a un precedente trattamento
APRILE 2004
Selezionati pazienti non responsivi a un precedente trattamento possono ottenere una risposta virologica sostenuta dopo un ritrattamento con Interferone peghilato alfa2a e ribavirina.(Shiffman et al., Gastroenterology, 126 , 4,1015, 2004)
CARCINOMA EPATICO- Aumento della sopravvivenza nei pazienti cirrotici con carcinoma epatocellulare scoperto durante il periodo di sorveglianza
APRILE 2004
I pazienti cirrotici che hanno sviluppato carcinoma epatocellulare negli ultimi 5 anni durante un attento periodo di sorveglianza sono sopravvissuti più a lungo rispetto al periodo precedente; ciò a conseguenza del migliore trattamento del tumore e delle complicazioni della cirrosi. (Sangiovanni et al., Gastroenterology, 128, 1005, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- La somministrazione a lungo di aminoacidi a catena ramificata per via orale in pazienti sottoposti a chemioembolizzazione per carcinoma epatico: uno studio randomizzato
APRILE 2004
La somministrazione di aminoacidi a catena ramificata a pazienti sottoposti a chemioembolizzazione per epatocarcinoma non operabile è utile, aumentando i livelli sierici di albumina, riducendo le complicazioni e migliorando la qualità della vita. (Poon et al., Aliment.Pharmacol.Therapeut. 19 , 779,2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Basse dosi di immunoglobuline contro l’epatite B somministrate a “domanda” in combinazione con lamivudina: Un favorevole approccio per prevenire a lungo la ripresa dell’epatite B dopo trapianto di fegato
APRILE 2004
Il consumo di immunoglobuline contro il virus dell’epatite B è assai variabile nel trapiantato di fegato. Una bassa dose “a domanda” insieme alla lamivudina è efficace per la prevenzione dell’epatite B ed è in grado di economizzare più del 50% dei costi rispetto alla somministrazione convenzionale con alti dosaggi.(Di Paolo et al. ,Transplantation, 77, 27, 1203, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Impatto dell’infezione da virus dell’epatite C nei trapianti di fegato da cadavere in confronto a trapianto da donatore vivente: esperienza in 100 trapianti consecutivi trattati con Tacrolimus
APRILE 2004
Non sono stati osservati effetti negativi da reinfezione da virus dell’epatite C nei trapianti di fegato da vivente rispetto ai trapianti da cadaveri. Infatti la sopravvivenza dei pazienti e dei fegati, la ripresa del virus dell’epatite C, la severità della malattia, il rigetto erano simili. (Bozorgzadeh et al., Transplantation, 77, 1066, 2004)
MALATTIE EPATICHE- Concentrazione normale sierica delle aminotransferasi e rischio di mortalità per malattie epatiche: Uno studio prospettico
APRILE 2004
Le persone con moderato incremento di transaminasi, ma ancora entro il range di normalità, dovrebbero essere seguite con attenzione e studiate per la ricerca di eventuali malattie di fegato.(Kim et al., BMJ, 328, 983, 2004)
NEWS DAL 39^ MEETING ANNUALE DELLA ASSOCIAZIONE EUROPEA PER LO STUDIO DEL FEGATO (EASL) – 14-18 aprile 2004, BERLINO, Germania
APRILE 2004
News riguardanti argomenti vari (J.Hepatol., vol.40, suppl.1, April 2004) · EPATITE ALCOLICA : La proteina C reattiva è un marcatore altamente specifico marcatore di epatite alcolica in pazienti alcolisti (Vanbiervliet et al., pag.28) · STEATOSI EPATICA NON ALCOLICA. La circonferenza addominale è un fattore di rischio di steatosi epatica non alcolica indipendentemente dall’indice di massa corporea (Bedogni et al., pag.29 ) · EPATITE AUTOIMMUNE . La somministrazione di steroidi con o senza azatioprina riduce la mortalità nell’epatite autoimmune (Efsen et al., pag. 159) · FIBROSI EPATICA : E’ stato presentato un apparecchio denominato Fibroscan che permette la misurazione della fibrosi epatica con metodo non invasivo. E’ stata osservata una significativa correlazione tra fibrosi determinata con il Fibroscan e quella evidenziata direttamente dalla biopsia epatica (Beaugrand et al., pag.136) · EMOCROMATOSI : La fibrosi epatica nei pazienti con emocromatosi trattati con salassi è reversibile. (Guillygomarc et al., pag. 164)
NEWS DAL 39^ MEETING ANNUALE DELLA ASSOCIAZIONE EUROPEA PER LO
APRILE 2004
News riguardanti il Trapianto di fegato (J.Hepatol., vol.40, suppl.1, April 2004) · La sopravvivenza del fegato trapiantato diminuisce significativamente quando è presente una steatosi nel fegato del donatore >15% degli epatociti, particolarmente se il tempo di ischemia supera le 8 ore o l’età del donatore è sopra i 65 anni o è presente il virus dell’epatite C nel ricevente. (Franchello et al. , pag.3) · La ripresa dell’epatite C è più aggressiva dopo trapianto di fegato da donatore vivente rispetto al trapianto da cadavere (Garcia-Retortillo et al., pag.3) · La chemioembolizzazione (TACE) è un trattamento utile per l’epatocarcinoma in attesa di trapianto di fegato.(Moench et al., pag.5) · La somministrazione di anticorpi umani monoclonali contro la proteina E2 dell’HCV è in grado di ridurre l’HCVRNA in pazienti con epatite cronica C. Questo approccio potrebbe essere utile per evitare la reinfezione da virus C in pazienti dopo trapianto di fegato. (Dagan et al., pag.24 ) · L’Adefovir dipivoxil è un trattamento sicuro ed efficace per i pazienti trapiantati di fegato con l’epatite cronica B resistente alla lamivudina. .(Barcena et al., pag. 38)
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APRILE 2004
News riguardanti la Cirrosi epatica e il Carcinoma epatocellulare (J.Hepatol., vol.40, suppl.1, April 2004) · Il celecoxib non altera le piastrine, la funzione renale o la risposta ai diuretici nelle cirrosi scompensate, pertanto questo farmaco può essere impiegato nei pazienti con cirrosi ascitica, (Claria et al., pag. 3) · La capacità di eliminazione del galattosio si correla con la prognosi a lungo termine in pazienti con cirrosi epatica (Jepsen et al, pag.69) · Il trattamento con betabloccanti riduce la mortalità nei soggetti cirrotici con varici esofagee che non hanno mai sanguinato (Chen et al., pag. 67). · Si raccomanda l’impiego di beta-bloccanti anche nel caso di piccole varici per prevenire il sanguinamento nel soggetto cirrotico (Merkel et al., pag. 14). · Per il trattamento del sanguinamento acuto da varici esofagee l’associazione legatura delle varici e somatostatina ha maggiore efficacia e minori effetti collaterali rispetto all’associazione scleroterapia e sonmatostatina. (Piqueras et al., pag. 15) · La legatura delle varici esofagee per la prevenzione del primo sanguinamento in pazienti cirrotici con controindicazioni o intolleranza ai beta bloccanti può essere dannosa .(Triantos et al., pag.73) · L’ecografia con contrasto di seconda generazione ha una maggiore sensibilità e un’uguale specificità per l’evidenziazione e la caratterizzazione di metastasi epatiche in confronto alla TAC spirale. (Fornari et al., pag. 77) · Il trattamento con interferone previene la tardiva ripresa del carcinoma epatocellulare dopo resezione epatica soprattutto nei pazienti con malattia da HCV pura. (Mazzaferro et al., pag. 34). · Il trattamento con interferone alfa2b a basso dosaggio e per lungo tempo ritarda la ricomparsa di carcinoma epatico dopo trattamento curativo con radiofrequenza in pazienti con carcinoma epatico in HCV . (Kudo et al., pag.81)
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APRILE 2004
News riguardanti l’Epatite C (J.Hepatol., vol.40, suppl.1, April 2004) · La positività dell’anti HBc e il sesso maschile nei pazienti con epatite cronica C sono fortemente correlati allo sviluppo di severa malattia cronica evolutiva e alla comparsa di epatocarcinoma. (Tillmann et al., pag. 14) · La percentuale di epatociti infetti osservabili alla biopsia prima del trattamento è un fattore predittivo di risposta migliore della concentrazione sierica dell’HCVRNA in pazienti con epatite cronica C trattati con interferone peghilato e ribavirina. (Bartolome et al., pag. 135) · La risposta dopo 24 ore a una singola somministrazione di interferone è utile per predire la risposta finale a un trattamento con interferone peghilato alfa2a e ribavirina e potrebbe essere utile anche per identificare i pazienti che necessitino di una terapia più prolungata (Ferenci et al., pag. 141) · I pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 2 e 3 trattati con interferone alfa2b e ribavirina che mostrano una negativizzazione del virus alla quarta settimana possono interrompere il trattamento alla 12^ settimana (Mangia et al., pag. 34) · La somministrazione di interferone peghilato alfa2a e ribavirina per 72 settimane potrebbe offrire una maggiore probabilità di risposta a pazienti che alla 4^ settimana non abbiano negativizzato il virus (Sanchez-Tapias et al., pag. 150) · Interferone peghilato alfa2b associato alla ribavirina per 48 settimane è in grado di ottenere una risposta sostenuta nel 24% dei pazienti non responder all’interferone o all’interferone + ribavirina. Il trattamento di induzione con dosi più elevate non aumenta la risposta (Bapin et al., pag. 135). · Il controllo della carica virale dell’HIV con un attivo completo trattamento antiretrovirale (HHART) riduce la progressione della fibrosi epatica in pazienti con coinfezione HIV/HCV e rende la malattia simile alla monoinfezione da HCV. (Bräu et al., pag. 33) · La somministrazione di interferone peghilato alfa2a e ribavirina è più efficace dell’interferone alfa2a + ribavirina e del PEG Interferone in monoterapia . . (Torriani et al., pag.33) · La terapia antivirale nei pazienti con epatite cronica C e marcata fibrosi riduce il gradiente di pressione portale. (Rincon et al., pag. 149) · Uno o due cicli di terapia con interferone può ritardare lo sviluppo del carcinoma epatico e migliorare la sopravvivenza in pazienti con cirrosi compensata da HCV mentre non sembra avere effetto sulle complicazioni dell’ipertensione portale. (Benvegnu et al., pag.136) · Nei pazienti con epatite acuta C trattati con interferone peghilato per 3 mesi si è osservato una rapida scomparsa dell’HCV; tuttavia nel genotipo 1 il relapse è frequente. Pertanto un trattamento più aggressivo che includa possibilmente la ribavirina o più prolungato è desiderabile almeno gnel genotipo 1. (Calleri et al., pag. 139). · La somministrazione di interferone peghilato alfa2b per 6 mesi in pazienti con epatite acuta C è sicura ed efficace nell’indurre la risoluzione dell’epatite acuta in quasi tutti I pazienti trattati dopo che è fallita la risoluzione spontanea della malattia. .(Santantonio et al., pag. 150) · L’impiego di una monoterapia con ribavirina potrebbe rappresentare una opzione terapeutica nell’epatite cronica C con malattia avanzata in pazienti non responsivi o intolleranti all’interferone, in attesa della disponibilità di nuove terapie efficaci ora in via di sviluppo (Trepo et al., pag. 152) · La viramidina presenta un’attività antivirale simile a quella della ribavirina quando impiegato in combinazione con PEG interferone alfa2a, ma con una significativa più bassa incidenza di anemia emolitica. (Gish et al., pag. 141) · L’albuferone , un nuovo interferone legato all’albumina, con un tempo di dimezzamento di 143 ore si è rivelato sicuro e ben tollerato in pazienti con epatite cronica C. Il farmaco potrebbe essere somministrato ogni 2-4 settimane. Si è osservata una risposta antivirale con i dosaggi più elevati (Balan et al., pag.135) · La somministrazione orale di IDN-6556, un inibitore anti apoptotico della caspasi è in grado di ridurre le transaminasi in pazienti con epatite cronica C . (Schiff et al., pag.24) · La somministrazione di un nuovo antivirale inibitore dell’HCVRNA polimerasi (NM283) in uno studio iniziale in fase I/II ha mostrato una consistente attività antivirale con una soddisfacente tollerabilità.(Godofsky et al., pag. 35 · La somministrazione di BILN 2061, un inibitore della serina proteasi, ha causato una rapido calo dell’HCVRNA superiore a quello osservato comunemente con l’interferone in pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1. . (Herrmann et al., pag. 24) · L’aggiunta del Merimepodib (VX 497) , un nuovo inibitore selettivo dell’inosina monofosfato deidrogenasi ad soaggio di 50 mg , all’interferone peghilato e ribavirina è ben tollerato e ha mostrato una aumentata efficacia antivirale alla 24^ settimana in pazienti con epatite cronica C non responsivi a interferone e ribavirina (Marcellin, pag. 145)
NEWS DAL 39^ MEETING ANNUALE DELLA ASSOCIAZIONE EUROPEA PER LO STUDIO DEL FEGATO (EASL) – 14-18 aprile 2004, BERLINO, Germania
APRILE 2004
News riguardanti l’Epatite B (J.Hepatol., vol.40, suppl.1, April 2004) · Una significativa quantità di HBVDNA si riscontra nella saliva e nelle urine di pazienti affetti da epatite cronica B altamente viremici. Ciò potrebbe avere importanti implicazioni per capire le cause della trasmissione del virus. (Van der Eijk et al., pag. 126) · La somministrazione di lamivudina in monoterapia per 5 anni ottiene un controllo prolungato della replicazione virale in circa 1/3 dei pazienti cirrotici con epatite B HBeAg negativi, con una soppressione completa solo nel 10% dei casi. La comparsa di resistenza alla lamivudina si associa a un aumentato rischio di complicazioni epatiche, in particolare all’evoluzione verso il carcinoma epatocellulare. (Lampertico et al., pag.16) · L’Interferone peghilato alfa2a in monoterapia ottiene risultati simili all’interferone peghilato alfa2a più lamivudina, ma è più efficace della lamivudina da sola nel trattamento dei pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativi (Marcellin et al., pag. 34) · Il trattamento con Adefovir Dipivoxil (10 mg/die per 144 settimane) in pazienti affetti da epatite cronica B è in grado di produrre una significativa e continua riduzione dei livelli sierici di HBVDNA con una crescente proporzione di pazienti che presentano l’indeterminabilità dell’HBVDNA stessa. La normalizzazione delle transaminasi è sostenuta nel tempo. La comparsa di mutanti virali è infrequente (rispettivamente 0%, 3% e 5,9% dopo 48, 96 e 144 settimane). (Hadziyannis et al., pag. 17) · La comparsa di mutazioni con resistenza al trattamento è assai rara e ritardata nei pazienti trattati con adefovir dipivoxil (probabilità cumulativa del 3,9% dopo 144 settimane di terapia. (Qi et al., pag. 20) · Il trattamento con Adefovir dipivoxil in pazienti affetti da epatite cronica B resistenti alla lamivudina è molto efficace. (Buti et al., pag.125) · La sieroconversione dell’HBeAg ottenuta durante il trattamento con Adefovir dipivoxil in pazienti affetti da epatite cronica B è duratura in oltre il 90% dei pazienti seguiti per più di un anno (Chang et al., pag. 126) · Pazienti affetti da epatite cronica B refrattari alla lamivudina possono essere trattati con successo con Entecavir al dosaggio di 1 mg al giorno. (Gish et al., pag. 127) · L’Entecavir è significativamente superiore al proseguimento della lamivudina in pazienti resistenti alla lamivudina stessa. (Schiff et al., pag. 131) · La somministrazione di tenofovir è in grado di bloccare la replicazione virale sia in pazienti con epatite cronica B sia in pazienti con coinfezione HBV/HIV resistenti alla lamivudina (Van der Eijk et al, pag. 126) · In pazienti affetti a epatite cronica B HBeAg positiva la deoxitimidina (telbivudina, potente inibitore della replicazione dell’HBV), alla dose di 400600 mg/g , la soppressione virale , la scomparsa dell’HBVDNA sierico e la normalizzazione delle transaminasi risulta significativamente superiore rispetto ai pazienti trattati con lamivudina. (Han et al., pag. 16) · La somministrazione di entecavir per 48 settimane a pazienti affetti da epatite cronica B refrattari alla lamivudina non provoca mutazioni del virus o resistenza alla terapia (Colonno et al., pag. 16)
TRAPIANTO DI FEGATO- Comparsa di diabete ex-novo dopo trapianto di fegato: Ruolo critico dell’infezione da HCV.
APRILE 2004
La comparsa di un nuovo diabete è comune dopo un trapianto di fegato; tale comparsa è generalmente transitoria. Tuttavia tra coloro in cui il diabete persiste l’HCV è uno dei più importanti fattori di rischio. Questo fatto aggiunge un ulteriore supporto ai dati epidemiologici che legano il virus dell’epatite C al diabete. (Khalili et al., Liver Transpl;10,349,2004.)
TRAPIANTO DI FEGATO- Il virus dell’epatite C è indipendentemente associato all’aumentata comparsa di resistenza all’insulina dopo trapianto di fegato
MARZO 2004
Il virus dell’epatite C è associato indipendentemente all’aumentata resistenza insulinica osservata dopo trapianto di fegato. Questi dati danno una base patogenetica per l’associazione di diabete mellito e virus dell’epatite C.(Delgado-Borrego et al., Transplantation, 77, 703, 2004)
EPATITE VIRALE C- Rischi della somministrazione di alcol nella comparsa di fibrosi epatica correlata al virus dell’epatite C.
MARZO 2004
L’alcol in grande quantità esercita un maggiore effetto nella produzione di fibrosi epatica rispetto a una quantità bassa o moderata. L’età, i livelli sierici di transaminasi e l’infiammazione epatica sono fattori indipendenti associati alla comparsa di fibrosi .(Monto et al., Hepatology, 39, 826, 2004)
EPATITE VIRALE B- Follow-up a lungo termine del trattamento con alfa interferone in pazienti affetti da epatite cronica B.
MARZO 2004
La risposta alla terapia interferonica aumenta la sopravvivenza e riduce il rischio della comparsa di carcinoma epatocellulare in pazienti con epatite cronica B.(Van Zonneveld et al., Hepatology;39, 804, 2004.)
STEATOSI EPATICA- L’acido ursodesossicolico per il trattamento della steatoepatite non alcolica: Risultati di uno studio randomizzato.
MARZO 2004
Due anni di terapia con acido ursodesossicolico al dosaggio di 13-15 mg/Kg/die, sebbene sicuro e ben tollerato non è risultato superiore al placebo nei pazienti affetti da steatoepatite non alcolica.(Lindor et al., Hepatology , 39,770, 2004)
CIRROSI EPATICA- Profilassi antibiotica dopo terapia endoscopica previene il risanguinamento in corso di emorragia acuta da rottura di varici: uno studio randomizzato
MARZO 2004
La somministrazione di antibiotici dopo trattamento endoscopico in pazienti con sanguinamento da rottura di varici gastriche o esofagee previene l’infezione , il risanguinamento e diminuisce la quantità di sangue necessario per le trasfusioni. (Hou et al., Hepatology,39,746,2004.)
EPATITE VIRALE C- Ruolo dell’attività gamma-glutamiltransferasi in pazienti con epatite cronica C.
MARZO 2004
Un significativo numero di pazienti con epatite cronica C presenta elevati livelli sierici di gammaGT. Questo enzima sembra sia utile come indiretto segno di più avanzata malattia epatica nell’epatite cronica C. (Silva et al., J. Gastroenterol.Hepatol., 11, 3, 314, 2004)
EPATITE VIRALE C- La presenza dell’antigene core del virus dell’epatite C predice la non risposta nel genotipo 1 di pazienti con epatite cronica C trattati con PEG interferone alfa2b e ribavirina
MARZO 2004
La determinazione dell’antigene Core dell’HCV permette di identificare i pazienti non responsivi con solo un test alla 12^ settimana e permette di sospendere il trattamento nei pazienti positivi. Il test dell’antigene core è meno costoso e più facile da eseguire rispetto all’HCVRNA.(Buti et al., J. Hepatol., 40 , 527, 2004)
EPATITE VIRALE C- Terapie di supporto e alternative nel trattamento dell’epatite cronica C: una rassegna sistematica
MARZO 2004
Vengono descritte alcune terapie complementari o alternative che potrebbero essere utili nel trattamento dell’epatite C (vitamina E, estratti timici, zinco, medicina tradizionale cinese, Glycyrrhiza glabra e ossimatrina); tuttavia è difficile trarre dei risultati definitivi a causa di limitazioni nella metodologia degli studi. Pertanto ulteriori ricerche sono necessarie per stabilire il ruolo di questi approcci terapeutici per il trattamento dell’epatite cronica C.(Coon et al., J. Hepatol., 40 , 491, 2004)
EPATITE VIRALE C- Terapia di combinazione con amantadina e interferone in pazienti con epatite cronica C mai trattati: meta-analisi di dati individuali da 6 trials clinici
MARZO 2004
Nell’epatite cronica C la terapia con interferone e Amantadina è efficace e può essere un’alternativa all’interferone e ribavirina nei pazienti che non possono tollerare la ribavirina stessa.(Mangia et al., J. Hepatol., 40, 478, 2004)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Cirrosi biliare primitiva: è una malattia causata dalla Chlamydia pneumoniae
MARZO 2004
La presenza della clamidia pneumoniae nel fegato di pazienti con cirrosi biliare primitiva suggerisce che l’antigene della clamidia pneumoniae potrebbe stimolare una risposta immune conro le vie biliari causando la malattia.(Abdulkarim et al., J.Hepatol.,40 , 380, 2004)
EPATITE VIRALE C- Effetto del trattamento antivirale sull’evoluzione della steatosi epatica in pazienti con epatite cronica C: Indiretta evidenza di un ruolo del virus dell’epatite C genotipo 3 nella steatosi
MARZO 2004
E’ stato osservato un significativo miglioramento della steatosi nei pazienti con epatite cronica C genotipo 3 che hanno mostrato risposta virologica sostenuta. Questo dato evidenzia un coinvolgimento diretto del genotipo 3 nella patogenesi della steatosi epatica. (Castéra et al.,Gut, 53, 420, 2004)
MALATTIE EPATICHE- Modesta perdita di peso e attività fisica in pazienti in sovrappeso con malattie epatiche croniche produce sostanziali miglioramenti dell’alanina aminotransferasi, dell’insulinemia a digiuno e della qualità della vita.
MARZO 2004
La perdita di peso e l'esercizio fisico in pazienti in sovrappeso con malattie croniche del fegato producono un miglioramento degli enzimi epatici, dei livelli di insulina sierica e della qualità della vita. Pertanto il trattamento di pazienti in sovrappeso dovrebbe rappresentare un importante componente nei soggetti con epatopatie croniche. (Hickman et al.,Gut;53:413,2004)
EPATITE VIRALE C- La steatosi influenza la progressione dell’epatite cronica C a seconda del genotipo
MARZO 2004
La steatosi influenza la progressione dell’epatite C a seconda del genotipo. I pazienti con genotipo 3 e steatosi confermata alla biopsia dovrebbero essere trattati con una terapia anivirale efficace.(Rubbia-Brandt et al., Gut,53,406,2004)
EPATITE VIRALE C- Una terapia di 48 settimane con interferone peghilato alfa2b associato a ribavirina potrebbe essere troppo breve per massimizzare una risposta sostenuta in pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1.
MARZO 2004
Per alcuni pazienti il peghilato interferone e ribavirina potrebbe richiedere un trattamento più prolungato rispetto alle 48 settimane attualmente raccomandate.(Drusano et al., J Infect Dis. 15, 189, 964, 2004)
EPATITE VIRALE C- Infezione da virus dell’epatite C e diabete: Coinvolgimento diretto el virus nello sviluppo della resistenza all’insulina.
MARZO 2004
La capacità dell’insulina di abbassare i livelli di glucosio in topi transgenici con HCV è alterata, come si osserva nei pazienti con epatite cronica C. Questi dati dimostrano sperimentalmente il conributo dell’HCV nello sviluppo della resistenza insulinica nell’uomo con patite cronica C che alla fine tende a sviluppare un diabete tipo 2.( Shintani et al., Gastroenterology, 126, 3, 840,2004)
CIRROSI EPATICA- La simvastatina aumenta la produzione epatica di ossido nitrico e diminuisce il tono vascolare epatico in pazienti con cirrosi.
MARZO 2004
La somministrazione di simvastatina aumenta la produzione epatosplacnica di ossido nitrico e diminuisce la resistenza vascolare epatica in pazienti con cirrosi.(Zafra et al., Gastroenterology, 126,3, 749, 2004)
EPATITE VIRALE C- Azione antivirale della ribavirina nell’epatite cronica C.
MARZO 2004
La ribavirina ha un significativo moderato e transitorio effetto antivirale in una significativa proporzione di pazienti affetti da epatite cronica C.(Pawlotsky et al., Gastroenterology, 126,3 703 ,2004)
EPATITE VIRALE B- Valore predittivo della fibrosi epatica per determinare l’efficacia della terapia con interferone o lamivudina nell’epatite cronica B.
MARZO 2004
Sia l’interferone che la lamivudina sono efficaci per i pazienti con alti livelli di transaminasi, ma l’utilità dell’interferone appare limitata dal grado ella fibrosi epatica. La lamivudina risulta efficace indipendentemente dal grado di fibrosi, ma le mutazioni virali sembrano svilupparsi più precocemente nei pazienti con fibrosi epatica avanzata.(Shindo et al., J. Gastroenterology, 39, 3, 260, 2004)
EPATITE VIRALE C- Il trattamento con interferone aumenta la sopravvivenza di pazienti con epatite C che mostrano risposta biochimica o virologica prevenendo decessi causati dalle malattie epatiche.
MARZO 2004
Il trattamento con interferone migliora la sopravvivenza in pazienti affetti da epatite cronica C che mostrano una risposta biochimica o virologica. (Kasahara et al., J. Viral Hepatitis, 11 , 148, 2004)
EPATITE VIRALE B- Profilassi con lamivudina per la prevenzione della riattivazione del virus dell’epatite B dopo chemioterapia in portatori del virus dell’epatite B e malattie maligne.
MARZO 2004
Il trattamento profilattico con lamivudina in portatori di virus B e malattie maligne emato/oncologiche necessitanti una terapia previene la riattivazione del virus dell’epatite B.(Idilman et al., J. Viral Hepatitis, 11,2,. 141, 2004)
CIRROSI EPATICA- Costi-benefici della determinazione del gradiente di pressione epatica per la profilassi del risanguinamento delle varici esofagee
MARZO 2004
I costi-benefici del monitoraggio emodinamico ella pressione portale per guidare la profilassi secondaria del risanguinamento delle varici esofagee dipende dai costi locali ella determinazione, dall’aspettativa di vita del paziente e dai rischi del risanguinamento.(Raine et al., Aliment. Pharmacol. Therap., 19, 5, 571, 2004)
MALATTIE EPATICHE- Correlazione fra la fragmentazione della biopsia epatica percutanea con il grado di fibrosi
MARZO 2004
La frammentazione dei campioni di biopsia epatica è comune e aumenta progressivamente dall’iniziale all’avanzata fibrosi.(Malik et al., Aliment. Pharmacol. Therap., 19, 5, 545, 2004)
STEATOSI EPATICA- La metformina per il trattamento di pazienti con steatoepatiti non alcoliche
MARZO 2004
Il miglioramento ottenuto aumentando la sensibilità all’insulina con la metformina può migliorare la malattia epatica in pazienti con steatoepatite non alcolica. (Uygun et al., Aliment.Pharmacol.Therap., 19, 5, 537, 2004)
EPATITE VIRALE C- Screening per la presenza del virus dell’epatite C : studi sull’evidenza dei vantaggi o svantaggi di uno screening preventivo
MARZO 2004
Mentre i vantaggi di uno screening preventivo per la ricerca del virus dell’epatite C in popolazioni a rischio come i tossicodipendenti, potrebbe essere raccomandabile, dati della letteratura riguardanti uno screening generale sono inadeguati : pertanto non si può trarre conclusioni sui vantaggi o svantaggi di uno screening generale in soggetti asintomatici.(Chou et al., Ann.Intern.Med. 140, 465, 2004)
EPATITE VIRALE C- Terapia dell’epatite cronica C con PEG Interferone alfa2a associato a ribavirina. Uno studio randomizzato riguardante la durata del trattamento e il dosaggio di ribavirina
MARZO 2004
Il trattamento con interferone peghilato alfa2a e ribavirina può essere individualizzato a seconda del genotipo. I pazienti con genotipo 1 richiedono un trattamento di 48 settimane e una dose standard di ribavirina, mentre quelli con genotipo 2 o 3 possono essere adeguatamente trattati con un dosaggio più basso di ribavirina per sole 24 settimane. (Hadziyannis et al. Ann.Intern. Med., 140, 5, 346, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Risposta virologica sostenuta all’interferone e ribavirina dopo trapianto di fegato e ricomparsa dell’epatite C.
FEBBRAIO 2004
Dei 119 pazienti trapiantati con ripresa dell’epatite C trattati con interferone o interferone + ribavirina, 29 risultarono HCVRNA negativi 6 mesi dopo la sospensione della terapia (risposta virologica sostenuta). Tutti questi pazienti sono rimasti HCVRNA negativi durante il follow-up successivo durato 5 anni. Pertanto la perdita dell’HCVRNA nei pazienti trapiantati con ripresa del virus e trattati con interferone e ribavirina è duratura; l’eliminazione del virus è associata a miglioramento dell’infiammazione epatica e alla regressione della fibrosi. (Abdelmalek et al., Liver Transpl;10,199, 2004.)
EPATITE VIRALE C- Uno studio randomizzato controllato di confronto tra interferone alfa2a + amantadina e interferone alfa2a da solo in pazienti con epatite cronica C mai trattati, randomizzati in accordo alla risposta virologica precoce all’interferone alfa2a in monoterapia.
FEBBRAIO 2004
L’aggiunta di amantadina non incrementa la risposta virologica sostenuta rispetto al solo interferone in pazienti affetti da epatite cronica C non trattati precedentemente; tuttavia un effetto migliorativo si ottiene da parte dell’amantadina durante i primi 6 mesi di trattamento soprattutto nei soggetti che non presentano una risposta precoce alla monoterapia. (Angelico et al., Aliment. Pharmacol. Therapeutics, 19, 3, 339, 2004)
EPATITE VIRALE C- Eliminazione del virus in pazienti con epatite cronica C e livelli normali di transaminasi dopo terapia di combinazione: uno studio controllato in aperto
FEBBRAIO 2004
L’interferone e la ribavirina in pazienti affetti da epatite cronica C con transaminasi persistentemente normali producono risposte virologiche sostenute comparabili a quelle che si ottengono in pazienti con transaminasi elevate.(Mangia et al., Aliment. Pharmacol. .Therap., 19, 3, 331, 2004)
EPATITE VIRALE B- Decorso clinico dopo la sospensione della lamivudina in pazienti con epatite cronica B e comparsa di mutanti resistenti alla lamivudina
FEBBRAIO 2004
E’ relativamente sicuro sospendere la lamivudina dopo la comparsa di mutanti. I pazienti con livelli di transaminasi uguali o superiori a due volte il limite normale hanno maggiore rischio di presentare riaccensioni epatitiche. (Wong et al., Aliment. Pharmacol. Therap., 19, 3, 323, 2004)
EPATITE VIRALE E- La superinfezione con epatite E causa gravi scompensi in pazienti con malattie croniche di fegato.
FEBBRAIO 2004
L’epatite E acuta in pazienti con malattie epatiche croniche ha una prognosi severa. La malattia di Wilson è la più comune causa di malattia cronica di fegato complicata all’epatite E acuta. Studi di sieroprevalenza mostrano che il 44% dei pazienti con malattia cronica di fegato sono a rischio di contrarre l’epatite E. Il vaccino contro l’epatite E, quando sarà a disposizione, sarà indicato per tutti questi pazienti. (Ramachandran et al., J. Gastroenterol. . Hepatol., 19, 2, 134 , 2004)
CIRROSI EPATICA- Miglioramento dell’evoluzione clinica della TIPS impiegando cateteri rivestiti da politetrafluoroetilene: risultato di uno studio randomizzato
FEBBRAIO 2004
L’uso di protesi rivestite da politetrafluoroetilene migliora il flusso dello shunt intraepatico portosistemico (TIPS) e diminuisce il numero di reinterventi senza aumentare il rischio dell’encefalopatia. (Bureau et al., Gastroenterology, 126,2, 469, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Il diabete aumenta il rischio di malattia cronica di fegato e carcinoma epatocellulare
FEBBRAIO 2004
Nelle persone di sesso maschile con diabete il rischio di malattia cronica di fegato non alcolica e di carcinoma epatico è raddoppiato rispetto alle persone non diabetiche..( El-serag et al., Gastroenterology, 126,2, 460, 2004)
CIRROSI EPATICA- Caratteristiche della cirrosi epatoica in Italia: Risultati da uno studio nazionale multicentrico
FEBBRAIO 2004
In Italia la cirrosi epatica è soprattutto causata al virus dell’epatite C. (Stroffolini et al., Dig. Liver Diseases, 36,1, 56, 2004)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Approccio Barcelona . Diagnosi, stadiazione e trattamento del carcinoma epatocellulare.
FEBBRAIO 2004
La resezione chirurgica è considerata il primo trattamento di scelta per pazienti con carcinoma epatico iniziale (nodulo solitario senza ipertensione portale e bilirubina normale).Si penserà invece al trapianto o alla ablazione percutanea nel caso di ipertensione portale e/o aumento di bilirubina, sempre nelle forme iniziali, nodulo solitario < 5 cm o fino a 3 noduli < 3 cm. Nei casi intermedi verrà impiegata la chemioembolizzazione mentre non esiste alcuna terapia realmente efficace nei pazienti con malattia avanzata.(Llovet et al., Liver Transpl,10,S115,2004)
EPATITE VIRALE C- Effetto dell’interferone peghilato alfa2a sull’istologia epatica nell’epatite cronica C: una meta-analisi dei dati individuali.
FEBBRAIO 2004
Nei pazienti con epatite cronica C con o senza cirrosi la somministrazione di interferone peghilato alfa2a riduce significativamente la fibrosi. L’effetto benefico dell’interferone peghilato sull’istologia epatica è correlato direttamente alla risposta virologica.(Cammà et al., Hepatology;39,333, 2004)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA – Frequenza della monosomia X in donne con cirrosi biliare primitiva.
FEBBRAIO 2004
La frequenza della monosomia X (presenza di un solo cromosoma X) è risultata incrementata in donne con cirrosi biliare primitiva rispetto ai controlli. L’insufficienza dei geni collegati alla X renderebbe le donne suscettibili alla cirrosi biliare primitiva. (Invernizzi et al., Lancet, 14, 363, 533, 2004).
EPATITE VIRALE C – Significato virologico di bassi livelli del virus dell’epatite B in pazienti con epatite cronica C.
FEBBRAIO 2004
Il carcinoma epatocellulare è più comune nei pazienti con coinfezione HCV/HBV rispetto ai pazienti con la sola infezione HCV.(Tanaka et al., Med. Virol. 72,223, 2004)
EPATITE VIRALE B- HBVDNA nel fegato siero e cellule mononucleari sanguigne periferiche dopo l’eliminazione dell’HBsAg sierica
FEBBRAIO 2004
E’ stato dimostrato una precoce integrazione del virus dell’epatite B nel genoma epatico durante l’infezione acuta e cronica del fegato e una persistenza dell’integrazione del virus nelle cellule mononucleate sanguigne periferiche.( Murakami et al., J. Med. Virol. 72:203, 2004)
EPATITE VIRALE A- Vaccino anti epatite A: evidenza indiretta della memoria immunologica 12 anni dopo la vaccinazione
FEBBRAIO 2004
Questo studio evidenzia una risposta immunologica valida dopo una singola somministrazione di vaccino contro l’epatite A 12 anni dopo la prima vaccinazione.(Van Herck et al., J. Med. Virol. 72, 194, 2004)
EPATITE VIRALE C- Sovrappeso ed obesità, steatosi epatica e progressione dell’epatite cronica C: uno studio retrospettivo su una larga coorte di pazienti negli Stati Uniti.
GENNAIO 2004
Il sovrappeso e l’obesità è un fattore di rischio indipendente per la comparsa di steatosi in pazienti affetti da epatite cronica C: La steatosi accellera l’attività e la progressione dell’epatite C ed è associata come fattore indipendente con lo stadio III/IV della fibrosi epatica.(Ke-Qin Hu et al., J.Hepatol., 40,1, 147, 2004)
EPATITE ALCOLICA- Uno studio randomizzato controllato contro placebo utilizzando la vitamina E per l’epatite alcolica.
GENNAIO 2004
Il trattamento con vitamina E migliora i livelli di acido ialuronico sierico ma non ha effetto benefico sui tests di funzione epatica in pazienti affetti da lieve o moderata epatite alcolica.(Mezey et al., J.Hepatol., 40 ,1, 40, 2004)
EPATITE VIRALE C- Valore della determinazione precoce dell’HCVRNA quantitativo per predire la risposta sostenuta in pazienti precedentemente non responsivi riceventi l’interferone giornaliero e ribavirina.
GENNAIO 2004
La non risposta può essere predetta alla quarta o alla dodicesima settimana in pazienti precedentemente non responsivi trattati con interferone giornaliero e ribavirina.(Trimoulet et al. J. Med. Virol. 72, 46, 2004).
EPATITE VIRALE B- L’HBV viremia è associata con aumentato rischio di carcinoma epatocellulare nei portatori cronici di virus dell’epatite B.
GENNAIO 2004
In corso di epatite cronica B la viremia è aumentata, con l’eccezione forse dei casi con livelli molto bassi, si associa a rischio aumentato di carcinoma epatocellulare.(Tang et al., J.Med.Virol., 72,1,35-40,2004)
EPATITE VIRALE A- Carica virale sanguigna nel tempo in pazienti affetti da epatite A
GENNAIO 2004
E’ stata osservata una correlazione diretta tra il picco della carica virale e il picco delle transaminasi sieriche. In due pazienti è stato possibile evidenziare nel sangue una carica virale rispettivamente di 5 x 103 e di 4 x 104 408 e 490 giorni dopo la comparsa dell’ittero.(Norman et al., J. Med. Virol. 72,10, 2004).
EPATITE VIRALE B- Il irus dell’epatite B mantiene le sue proprietà oncogeniche nel caso di infezione occulta.
GENNAIO 2004
L’infezione occulta similmente a quella evidente da virus dell’epatite B è un fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma epatocellulare. (Pollicino et al., Gastroenterology, 126, 1,102, 2004)
EPATITE VIRALE B- L’adefovir dipivoxil da solo o in combinazione con la lamivudina in pazienti affetti da epatite cronica B resistenti alla lamivudina
GENNAIO 2004
In pazienti con malattia epatica compensata l’adefovir dipivoxil da solo o in combinazione con la lamivudina mostra una efficacia antivirale in pzienti affetti da epatite cronica B resistenti alla lamivudina.(Marion et al., Gastroenterology, 126,1, 91, 2004)
EPATITE VIRALE B- Aggiunta di adefovir dipivoxil a pazienti affetti da epatite cronica B in trattamento con lamivudina con comparsa del mutante YMDD
GENNAIO 2004
L’aggiunta di adefovir dipivoxil alla lamivudina in pazienti con compensata o scompensata malattia epatica da virus dell’ epatite B dovuta alla comparsa del mutante YMDD è ben tollerata ed è seguita da miglioramento virologico e biochimico durante 52 settimane di trattamento. (Perrillo et al., Gastroenterology, 126, 1, 2004)
EPATITE VIRALE C- La gravità della fibosi epatica in corso di epatite cronica C è associata ad alti livelli di leptina
GENNAIO 2004
In pazienti affetti da epatite cronica C, elevata massa corporea e iperglicemia, la gravità della fibrosi epatica è associata ad alti livelli sierici di leptina. Il TNFalfa è un probabile candidato implicato nel meccanismo.(Piche et al., J.Viral Hepatitis,11,1,91, 2004)
EPATITE VIRALE C- Evidenza che la concentrazione plasmatica piuttosto che il dosaggio per chilo di peso predice l’anemia indotta da ribavirina.
GENNAIO 2004
L’anemia causata da ribavirina dipende principalmente dalla concentrazione plasmatica della ribavirina stessa e non dal dosaggio per chilo di peso. Ciò è un ulteriore supporto all’idea che la ribavirina dovrebbe essere dosata in accordo alla funzione renale.(Lindahl et al.,J. Viral Hepatitis, 11,1, 84, 2004)
EPATITE VIRALE B- Evoluzione della carica virale del virus dell’epatite B e della sequenza genomica durante terapia con adefovir dipivoxil
GENNAIO 2004
La somministrazione di adefovir dipivoxil per 48-72 settimane sopprime la replicazione del virus dell’epatite B senza che compaiano mutanti virali resistenti. (Werle et al., J. Viral Hepatitis, 11,1, 74, 2004)
EPATITE VIRALE C- Timosina alfa1 più interferone alfa per i pazienti mai trattati con epatite cronica C: risultati di uno studio pilota controllato e randomizzato
GENNAIO 2004
La somministrazione della Timosina alfa1 può aumentare la risposta alla fine del trattamento in pazienti mai trattati affetti da epatite cronica C. Dosaggi più elevati o terapia più prolungata così come l’associazione con i nuovi interferoni peghilati potrebbe aumentare anche la risposta sostenuta .(Journal of Viral Hepatitis, 11, 1, 69, 2004
EPATITE VIRALE C- Terapia di induzione con interferone alfa2a in combinazione con ribavirina e amantadina per il trattamento di pazienti mai trattati affetti da epatite cronica C.
GENNAIO 2004
La terapia di induzione con 6 MU di interferone alfa giornalieri non hanno aumentato la risposta rispetto alla dose standard di interferone alfa di 6 MU tre volte alla settimana.(Engler et al., J.Viral Hepatitis, 11, 1, 60, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO – Trattamento della reinfezione da epatite C dopo trapianto di fegato con la combinazione di interferone peghilato alfa2b e ribavirina: uno studio aperto
GENNAIO 2004
La ripresa dell’epatite C dopo trapianto di fegato può essere trattata con sicurezza con interferone peghilato e ribavirina. La tossicità sul midollo osseo, la depressione e il rigetto sono fattori limitanti. E’ stato osservato il beneficio istologico persino in quei pazienti che non avevano eliminato il virus.(Rodriguez-Luna et al., Transplantation, 77,2 , 190, 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- L’età del donatore influenza la progressione della fibrosi e la sopravvivenza dell’organo dopo il trapianto epatico per epatite C.
GENNAIO 2004
Il trapianto di fegato da donatori anziani facilita la rapida progressione della fibrosi e diminuisce la sopravvivenza dell’organo in pazienti affetti da epatite cronica C ma non nei pazienti senza il virus dell’epatite C. Pertanto il donatore anziano dovrebbe essere impiegato preferibilmente in trapiantandi senza virus dell’epatite C. (Machicao et al., Transplantation, 77, 84, 2004)
STEATOSI EPATICA- Uno studio pilota utilizzando pioglitazone per il trattamento della steatoepatite non alcolica
GENNAIO 2004
Il trattamento con pioglitazone migliora la biochimica e l’istologia in pazienti affetti da steatoepatite non alcolica e conferma il ruolo della resistenza insulinica nella patogenesi di questa malattia.(Promrat et al., Hepatology, 39,188,2004.)
STEATOSI EPATICA- Relativo contributo per lo sviluppo di fibrosi ,del ferro, della mutazione HFE , della resistenza dell’insulina nella steatosi non alcolica.
GENNAIO 2004
La resistenza di insulina è il più importante fattore indipendente di rischio per l’evoluzione a fibrosi avanzata in pazienti con steatosi non alcolica. L’aumento della ferritina è un marcatore di danno istologico severo, ma non di sovraccarico di ferro. Il sovraccarico di ferro e la mutazione HFE non contribuisce significativamente alla fibrosi epatica nella maggior parte dei pazienti con steatosi epatica non alcolica.(Bugianesi et al., Hepatology;39,179,2004)
EPATITE VIRALE C- Evoluzione a lungo termine (35 anni) dell’epatite C acquisita alla nascita attraverso mini trasfusioni di sangue
GENNAIO 2004
L’infezione col virus dell’epatite C acquisita alla nascita mostra una lenta progressione di malattia durante i primi 35 anni dall’infezione stessa.(Casiraghi et al., Hepatology, 39,90, 2004.)
EPATITE VIRALE B- Identificazione delle sequenze dell’HBVDNA che sono predittive di risposta alla terapia con lamivudina.
GENNAIO 2004
In pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativi specifiche sequenze virali del DNA presenti prima della terapia appaiono essere utili come predittori di risposta a lungo termine alla lamivudina.(Ciancio et al., Hepatology,39,64,2004.)
EPATITE VIRALE C- Studio randomizzato controllato in doppio cieco per valutare interferone, ribavirina e amantadina in confronto a Interferone, ribavirina e placebo nel trattamento di pazienti mai trattati affetti da epatite cronica C.
GENNAIO 2004
La risposta alla triplice terapia con interferone alfa, ribavirina e amantadina è simile alla terapia con solo interferone alfa e ribavirina. Pertanto l’amantadina non sembra avere alcun ruolo nel trattamento dell’epatite cronica C.(Thuluvath et al., Gut;53,130-135,2004)
CIRROSI EPATICA- Dieci anni di follow-up di 472 pazienti dopo l’esecuzione di uno shunt transgiugulare intraepatico portosistemico (TIPS)
GENNAIO 2004
Lo shunt transgiugulare portosistemico è efficace per il trattamento del sanguinamento da rottura di varici esofagee con modeste complicazioni. Con attenta sorveglianza si può raggiungere un’alta percentuale di pervietà dello shunt. E’ necessaria un’attenta selezione dei pazienti per ridurre il rischio di encefalopatia.(Tripathi et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol.,: 16, 1, 9 , 2004)
TRAPIANTO DI FEGATO- Trattamento del prurito da colestasi dopo trapianto di fegato con la dialisi mediante albumina.
GENNAIO 2004
La MARS (Sistema Ricircolante assorbente le molecole con albumina) è un’opzione terapeutica efficace per i pazienti con prurito colestatico intrattabile dopo il trapianto di fegato.(Bellmann et al., Liver Transpl ,10, 107, 2004)
DEPOSITI EPATICI DI FERRO- Valutazione non invasiva dei depositi epatici di ferro mediante risonanza magnetica nucleare.
GENNAIO 2004
La risonanza magnetica nucleare rappresenta una rapida non invasiva tecnica che può limitare l’uso della biopsia epatica per valutare il contenuto epatico di ferro.(Gandon et al., Lancet; 363, 357,2004
EPATITE AUTOIMMUNE- Efficacia e sicurezza della terapia con ciclosporina per l’epatite autoimmune in bambini e adolescenti.
GENNAIO 2004
La ciclosporina può essere considerata un trattamento sicuro per tutte le epatiti autoimmuni rappresentando un’alternativa efficace al trattmento classico (cortisonico).(Sciveres et al., Alim.Pharmacol. Therapeutics, 19, 2, 209, 2004)
CIRROSI ALCOLICA- Uno studio pilota per indagare l’uso della pentoxifillina e della Talidomide nell’ipertensione portale in corso di cirrosi alcolica.
GENNAIO 2004
La Talidomide ma non la pentoxifillina è in grado di ridurre la pressione portale in corso di cirrosi alcolica stabile e tale effetto sembra mediato dall’inibizione della produzione del “tumour necrosis factor-”. Il ruolo dei farmaci che inibiscono tale fattore in corso di terapia dell’ipertensione portale dovrebbe essere indagato in studi randomizzati e controllati.(Austin et al., Alim. Pharmacol. Ther., 19, 1, 79, 2004)
EPATITE VIRALE C- Confronto tra trattamento e risultati dell’epatite C in diversi Centri, universitari, privati e militari.
GENNAIO 2004
Sono state osservate differenze nel trattamento e nelle procedure diagnostiche fra differenti centri. Al di fuori dei Centri universitari vengono impiegati meno tests diagnostici prima di iniziare la terapia per l’epatite C.(Jensen et al., Alim. Pharmacol.Therapeutics, 19, 69, 2004)
EPATITE VIRALE C- Variabilità della fibrosi epatica nei campioni nell’epatite cronica C
DICEMBRE 2003
La variabilità della fibrosi nei vari campioni è un’indicazione significativa nella valutazione della fibrosi in pazienti con epatite cronica C. E’ comunque necessaria una lunghezza di almeno 25 mm del campione, per valutare accuratamente la fibrosi con uno score semiquantitativo.(Bedossa et al., Hepatology;38,1449, 2003)
EPATITE VIRALE B- La terapia con Adefovir Dipivoxil in pazienti con epatite B resistente alla Lamivudina prima e dopo trapianto di fegato.
DICEMBRE 2003
La somministrazione di Adefovir Dipivoxil per 48 settimane ha mostrato sia prima che dopo il trapianto di fegato un significativo miglioramento virologico, biochimico e clinico in pazienti affetti da epatite cronica B (Schiff et al., Hepatology;38,1419,2003) .
CIRROSI EPATICA- Effetti ematologici e cardiaci della TIPS in pazienti cirrotici con differente volume ematico effettivo
DICEMBRE 2003
Gli effetti emodinamici della TIPS differiscono a seconda del volume ematico effettivo. La TIPS migliora la funzione diastolica cardiaca nei pazienti con ipovolemia . Il miglioramento osservato dopo TIPS è collegato all’aumento del volume sanguigno centrale.(Salerno et al., Hepatology, 38,1370, 2003) .
EPATITE ALCOLICA- Il cambiamento precoce dei livelli di bilirubina è un importante fattore prognostico nell’epatite alcolica severa trattata con prednisolone.
DICEMBRE 2003
L’assenza di una precoce riduzione nei livelli sierici di bilirubina è un semplice fattore predittivo di non risposta ne i pazienti affetti da epatite alcolica severa trattati con prednisolone. (Mathurin et al., Hepatology ;38, 1363, 2003.)
EPATITE VIRALE B- Il trattamento preventivo precoce con Lamivudina è superiore a quello tardivo in pazienti con epatite B che debbono essere trattati con chemioterapia.
DICEMBRE 2003
I pazienti con epatite cronica B , affetti da linfoma e che debbono essere sottoposti a chemioterapia dovrebbero iniziare la Lamivudina prima o almeno contemporaneamente al trattamento chemioterapico. (Lau et al., Gastroenterology, 125, 6, 1742, 2003)
EPATITE VIRALE B- Sicurezza del trattamento con Lamivudina per lungo tempo in pazienti con epatite cronica B.
DICEMBRE 2003
Il trattamento con Lamivudina per un periodo fino a 6 anni ha uno strato in eccellente sicurezza in pazienti affetti da epatite cronica B, ,HBeAg positivi; tuttavia i soggetti che presentano mutazioni virali con resistenza alla lamivudina, possono presentare peggioramento della malattia epatica. (Lok et al., Gastroenterology, 125 , 6, 1714, 2003)
EPATITE VIRALE C- La resistenza all’insulina nell’epatite cronica C si associa alla progressione della fibrosi.
DICEMBRE 2003
Il virus dell’epatite C può provocare resistenza all’insulina indipendentemente dalla gravità della malattia epatica. Tale resistenza insulinica può contribuire alla progressione fibrotica dell’epatite cronica C.(Hui et al., Gastroenterology, 125, 6, 1695, 2003)
CIRROSI EPATICA- La somministrazione orale di ciprofloxacina in confronto alla somministrazione endovenosa di cefotaxine e ceftriazone nel trattamento della peritonite batterica spontanea.
DICEMBRE 2003
La somministrazione orale di ciprofloxacina è efficace come quella della somministrazione endovenosa di cefotaxina e ceftriazone per il trattamento della peritonite batterica spontanea nei pazienti cirrotici, inoltre è meno costosa e viene somministrata per via orale. (Tuncer et al., Hepatogastroenterology,50, 1426,2003)
STEATOEPATITE NON ALCOLICA- L’impiego dell’acido ursodesossicolico e dell’atorvastatina nel trattamento della steatoepatite non alcolica.
DICEMBRE 2003
L’impiego dell’atorvastatina nei pazienti con iperlipidemia e steatoepatite non alcolica si è rivelato efficace e sicuro. Il beneficio di una associazione dell’astatina e dell’acido ursodedossicolico in pazienti affetti da steatoepatite non alcolica nornmolipemici richiede una conferma con studi controllati contro placebo.(Kiyici et al., Can J Gastroenterol. 17, 713, 2003).
TRANSAMINASI – Macro Aspartato aminotransferasi (Macro-AST). Follow-up per 12 anni in una giovane donna
DICEMBRE 2003
Viene presentato un caso di elevazione di aspartato aminotransferasi dovuto alla presenza dell’enzima ad alto peso molecolare in una giovane donna seguito per 12 anni. (Orlando et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol., 15, 1371, 2003)
EPATITE VIRALE C- Confronto fra la somministrazione giornaliera e tre volte alla settimana di interferone alfa2b più ribavirina nell’epatite cronica C.
DICEMBRE 2003
Non sono state osservate differenze tra la somministrazione giornaliera e trisettimanale di interferone più ribavirina nel trattamento dell’epatite cronica C. (Reiser et al., Europ. J. Gastroenterol. Hepatol., 15, 1299, 2003)
TROMBOSI DELLA VENA PORTA- Una soluzione chirurgica per la trombosi portale extraepatica e il cavernoma portale : un by-pass tra vena splenica e porta intraepatica.
DICEMBRE 2003
Sono descritti tre casi di trombosi della vena porta con ipertensione portale trattati con successo mediante un bypass chirurgico che ha collegato la vena splenica alla porta intraepatica. (Audet et al., Digest. Liver Disease, 35, 903, 2003)
EPATITE VIRALE C- Trasmissione tra coniugi dell’epatite C in Tailandia.
DICEMBRE 2003
La trasmissione tra coniugi del virus dell’epatite C è rarissima. (Boonyarad et al., J.Gastroenterol., 38, 1053, 2003)
CARCINOMA EPATICO – Infusione nell’arteria epatica di un chemioterapico in pazienti affetti da carcinoma epatico con trombosi venosa portale.
DICEMBRE 2003
L’infusione nell’arteria epatica di basse dosi di cisplatino e 5-fluorouracile può essere un trattamento utile in pazienti con epatocarcinoma avanzato complicato da trobosi portale.(Lai et al., World J Gastroenterol., 9, 2666, 2003 )
EPATITE VIRALE C- Studio pilota somministrando interferone alfa per lungo tempo in pazienti affetti da epatite cronica C genotipo 1b non responsivi.
DICEMBRE 2003
Il ritrattamento con interferone per un lungo periodo (3 anni) ha provocato una risposta sostenuta in un buon numero di pazienti affetti da epatite C, genotipo 1b, che non avevano risposto a un precedente ciclo. (Nomura et al., Hepatol Res. 27, 266, 2003 )
EPATITE VIRALE C- Confronto fra la somministrazione del consensus interferone e l’interferone alfa2b più ribavirina in pazienti affetti da epatite C che avevano presentato relapse dopo trattamento con il solo interferone.
DICEMBRE 2003
Il trattamento con il Consensus Interferon ha ottenuto più alta percentuale di risposta rispetto all’interferone ricombinante alfa2b associato alla ribavirina.(Miglioresi et al. Hepatol Res. 27,253, 2003)
EPATITE VIRALE C- Confronto tra 24 e 48 mesi di ritrattamento con interferone alfa2b e Ribavirina in pazienti relapser dopo trattamento con solo interferone alfa.
DICEMBRE 2003
Il prolungare la terapia con interferone e Ribavirina da 24 a 48 settimane aumenta la risposta sostenuta in pazienti che avevano presentato relapse dopo trattamento col solo interferone. (August-Jorg et al., Swiss Med Wkly. 23,455, 2003)
EPATITE VIRALE B- Determinazione quantitativa mediante PCR dell’HBVDNA sierico come fattore predittivo alla fine del trattamento con Lamivudina che ha provocato perdita dell’antigene e o sieroconversione in pazienti con epatite cronica B.
DICEMBRE 2003
Prolungare il trattamento più di 12 mesi non riduce il rischio del relapser virologico in pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg positivi; il monitoraggio dell’HBVDNA sierico determinato con la PCR è utile per predire il relapse alla fine del trattamento. (Lee et al., Gut; 52:1779, 2003)
OSTRUZIONE DELLA VENA PORTA – Alterazioni epatiche in pazienti con ostruzione portale extraepatica
DICEMBRE 2003
Disfunzioni epatiche in forma di ascite e alterazioni delle funzioni del fegato non sono rare in pazienti con ostruzione portale extraepatica, soprattutto se di lunga durata. (Rangari etr al., Liver International, 23, 434 ,2003)
EPATITE VIRALE C- Basso dosaggio giornaliero di interferone per 1 anno dopo la fine della terapia con interferone e ribavirina in pazienti affetti da epatite cronica C. Uno studio randomizzato controllato.
DICEMBRE 2003
I pazienti affetti da genotipo 1b che hanno risposto a un trattamento con interferone e ribavirina , se trattati per un anno con bassi dosaggi di interferone giornaliero presentano una risposta sostenuta significativamente superiore rispetto al gruppo controllo che invece sospende il trattamento (Tarantino et al. , Liver International, 23,413, 2003)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA-- Efficacia per lungo tempo della sertralina nel trattamento del prurito in pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva.
DICEMBRE 2003
L’impiego della sertralina si è rivelato utile per migliorare il prurito da colestasi nei pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva.(Browning et al., Am J Gastroenterol., 98, 2736, 2003 )
EPATITE VIRALE C- La somministrazione di alfa epoetina una volta alla settimana migliora l’anemia e facilita il mantenimento della dose di ribavirina in pazienti con epatite C trattati con associazione interferone alfa e ribavirina.
DICEMBRE 2003
In pazienti anemici con epatite cronica C in trattamento con interferone e ribavirina, l’aggiunta di l’alfa epoetina aumenta i livelli sierici di emoglobina e permette di mantenere invariabile il dosaggio di ribavirina.(Dieterich et al. Am J Gastroenterol.; 98,2491, 2003)
EPATITE VIRALE C- Quando e come trattare l’epatite acuta C
DICEMBRE 2003
Dai dati della letteratura si può raccomandare il trattamento con interferone nei pazienti affetti da epatite acuta C. L’inizio del trattamento più tardivo mostra risultati simili a quelli di un trattamento iniziato più precocemente. Tuttavia l’induzione con interferore somministrato ogni giorno durante il primo mese di terapia è la migliore opzione terapeutica.(Licata et al., J.Hepatol., 39, 1056, 2003)
EPATITE VIRALE C- Impatto fibrogenetico di alti livelli di glucosio nell’epatite cronica C
DICEMBRE 2003
Alti livelli di glucosio sierico era un cofattore indipendente di fibrosi nell’epatite cronica C con un impatto favorente la fibrogenesi più alto del sovrappeso.(Ratziu et al., J. Hepatol, 39, 1049, 2003)
EPATITE VIRALE C- In pazienti sovrappeso con epatite cronica C, livelli circolanti di insulina sono associati a fibrosi epatica: implicazioni per la terapia.
DICEMBRE 2003
Livelli aumentati di insulina circolante possono essere la causa della associazione tra il sovrappeso e la fibrosi in pazienti affetti da epatite cronica C indipendentemente dai genotipi.(Hickman et al., J. Hepatol., 39 , 1042, 2003)
EPATITE VIRALE B E C- Epidemiologia e significato clinico della infezione con il virus dell’epatite B e C. Uno studio italiano multicentrico.
DICEMBRE 2003
L’antiHCV è risultato presente nel 7% dei pazienti affetti da epatite B studiati. 44.4% avevano solo la positività dell’HBVDNA nel siero, nel 13,9% erano positivi sia òl’HCVRNA che l’HCVRNA, in 25% solo l’HCVRNA era positivo e nel 16.7% entrambi i tests erano negativi.(Gaeta et al., J.Hepatol., 39 , 1036, 2003)
EPATITE VIRALE C- Differenti dinamiche del virus dell’epatite C tra i virioni liberi e gli immunocomplessi dopo iniziale terapia con interferone alfa in soggetti affetti da epatite cronica C.
DICEMBRE 2003
La presenza di mutanti virali può essere implicata nella resistenza all’interferone; l’analisi della dinamica può essere utile per predire l’efficacia dell’interferone. (Fujita et al., J. Hepatology, 39, 1013, 2003)
INSUFFICIENZA EPATICA- Prometheus – un nuovo sistema extracorporeo per il trattamento dell’insufficienza epatica.
DICEMBRE 2003
Prometheus (un nuovo sistema di supporto per il fegato in cui sostanze tossiche legate all’albumina sono rimosse dal sangue da una speciale sostanza) è una terapia di supporto sicura e utile nei soggetti con insufficienza epatica. Un signidficativo miglioramento biochimico è stato osservato già dopo due trattamenti. (Rifai et al., J.Hepatol, 39, 984, 2003)
EPATITE VIRALE D – Efficacia antivirale in vivo di inibitori della prenilazione contro il virus dell’epatite Delta.
DICEMBRE 2003
Questo studio dimostra per la prima volta l’efficacia in vivo dell’inibizione della prenilazione sul virus dell’epatite D. (Bordier et al., J Clin Invest. 112, 319, 2003)
EPATITE VIRALE C- Uno studio pilota utilizzando una vaccinazione terapeutica con la proteina virale E1 in 35 pazienti affetti da epatite cronica C
NOVEMBRE 2003
Il vaccino terapeutico con la proteina virale E1 è stato ben tollerato e gli effetti osservati (miglioramento istologico nel 38% dei pazienti e riduzione delle transaminasi) richiedono ulteriori studi. (Nevens et al., Hepatology , 38,1289, 2003)
EPATITE VIRALE B- Predittori di una sostenuta sieroconversione HBeAg dopo terapia con Lamivudina
NOVEMBRE 2003
Il genotipo dell’HBV , l’età e un addizionale trattamento sono i maggiori fattori che determinano la sieroconversione prolungata dell’HBeAg sotto trattamento con lamivudina. (Chien et al., Hepatology, 38:,1267, 2003)
CARCINOMA EPATICO- Impiego del lipiodol radioattivo iniettato nell’arteria epatica dopo resezione per carcinoma del fegato
NOVEMBRE 2003
Questo studio retrospettivo mostra l’utilità dell’impiego del lipiodol radioattivo dopo resezione per carcinoma epatico. (Boucher et al., Hepatology, , 38, 1237, 2003)
EPATOPATIA- Validità del Breath test con caffeina marcata come esame non invasivo che valuta la funzione epatica quantitativa.
NOVEMBRE 2003
Il Breath test con caffeina marcata è un valido metodo per valutare la funzione del fegato. (Jung-Hyuk Park et al., Hepatology, 38,1227, 2003)
CIRROSI EPATICA- Scompenso dell’emodinamica sistemica renale ed epatica in pazienti cirrotici con peritonite batterica spontanea
NOVEMBRE 2003
Pazienti con peritonite batterica spontanea frequentemente sviluppano una progressiva alterazione dell’emodinamica sistemica che porta a una grave insufficienza renale epatica, peggioramento dell’ipertensione portale, encefalopatia e morte. Ciò avviene anche in caso di rapido risoluzione dell’infezione. (Ruiz-del-Arbol et al., Hepatology;38,1210, 2003)
EPATITE VIRALE B- Evoluzione clinica e profili virali di esacerbazioni severe di epatiti B dovute alla mutazione virale YMDD
NOVEMBRE 2003
Sebbene esacerbazioni epatitiche severe dovute alla comparsa di mutanti YMDD in pazienti con epatite cronica B trattati con lamivudina abbiano una evoluzione favorevole , tuttavia il trapianto di fegato urgente dovrebbe essere tenuto in considerazione nei soggetti con cirrosi e sieroconversione HBeAg. (Yuen et al., J. Hepatol., 39 ,850, 2003)
EPATITE VIRALE C- Uno studio randomizzato con il concensus interferone in combinazione con ribavirina come trattamento iniziale dell’epatite cronica C.
NOVEMBRE 2003
Incrementando il dosaggio di consensus interferone non viene aumentata la risposta virologica sostenuta in pazienti con epatite C. Circa il 40% dei pazienti con genotipo 1 mai trattati precedentemente ottiene una risposta virologica sostenuta con 9 mcg di consensus interferone + ribavirina somministrati per 48 settimane.(Fattovich et al., J.Hepatol., 39 , 843, 2003)
EPATITE VIRALE C- effetto antivirale della ribavirina in pazienti precocemente non responsivi alla monoterapia con interferone valutato dalla cinetica dell’HCVRNA e dell’antigene core dell’HCV
NOVEMBRE 2003
La ribavirina ha probabilmente un effetto antivirale addizionale nei pazienti trattati con interferone. Le cinetiche dell’HCVRNA e dell’antigene core dell’HCV sotto trattamento sono altamente predittivi della risposta virologica sostenuta. (Lunel et al., J. Hepatol., 39 ,826, 2003)
EPATITE VIRALE C- L’ingrossamento dei linfonodi nel legamento epatoduodenale in pazienti con epatite cronica C riflette la risposta cellulare immunologica dell’ospite
NOVEMBRE 2003
L’ingrossamento dei linfonodi nel legamento epatoduodenale in corso di epatite cronica C è assai frequente e si correla con la risposta immunologica dell’ospite, in particolare con la necroinfiammazione epatica e con lo stadio di fibrosi. ( Muller et al., J. Hepatol., 39 , 807, 2003)
CARCINOMA EPATICO – Fattori di rischio di una ripresa locale del carcinoma epatico dopo una singola sessione di percutanea rdiofrequenza.
NOVEMBRE 2003
Sia le dimensioni del tumore sia la localizzazione (in particolare vicino alla superficie del fegato) influenza l’efficacia di un singolo trattamento con percutanea radiofrequenza eseguita con l’inserzione di un solo elettrodo.(Hori et al., J.Gastroenterol., 38, 977, 2003)
EPATITE VIRALE C- l’AGOPUNTURA è un fattore di rischio per l’epatite? Revisione sistematica degli studi epidemiologici
NOVEMBRE 2003
Un certo rapporto tra agopuntura ed epatite C è stato osservato in alcune nazioni . Questo dato enfatizza l’importanza di usare soltanto aghi a perdere nel praticare l’agopuntura.(Ernste ET AL., J. Gastroenterol. Hepatol., 18, 1231, 2003)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Continuo aumento dell’incidenza di carcinoma epatocellulare negli Stati Uniti: Un aggiornamento.
NOVEMBRE 2003
L’incidenza di carcinoma epatico continua ad aumentare rapidamente negli Stati Uniti con maggiore aumento in uomini bianchi dai 45 ai 54 anni di età. Questi dati possono essere spiegati come conseguenza di una epatite C contratta tra il 1960 e 1970. (El-Serag et al., Annals 139,817,2003).
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Riscontro di identico ceppo di helicobacter nello stomaco e nel fegato non cirrotico di pazienti con carcinoma epatocellulare.
NOVEMBRE 2003
E’ stato osservato uno specifico ceppo di hlicobacter nello stomaco e nel fegato di pazienti non cirrotici affetti da carcinoma epatico. (Verhoef et al., Eur. J.Gastroenterol. Hepatol. ,15, 1171, 2003)
EPATITE VIRALE C- Risultati del trattamento con alfa interferone e ribavirina nei pazienti affetti da epatite cronica C con transaminasi sieriche normali.
NOVEMBRE 2003
La terapia combinata con interferone e ribavirina ha ottenuto risultati simili in pazienti con transaminasi normali e quelli con transaminasi elevate .(Hui et al., Gut;52, 1644, 2003)
EPATITE VIRALE C- La fibrosi epatica non si associa alla steatosi ma all’infiammazione e alla necrosi in pazienti francesi affetti da epatite cronica C
NOVEMBRE 2003
Nei pazienti con epatite cronica C la steatosi non sembra essere un’importante causa di fibrosi epatica. Questa invece si associa grandemente con la necrosi e l’infiammazione. (Asselah et al., Gut;52,1638, 2003)
EPATITE VIRALE B- Ritrattamento di pazienti con epatite cronica B anti HBe positivi che hanno mostrato ripresa di malattia dopo un iniziale periodo di trattamento con lamivudina.
NOVEMBRE 2003
Il ritrattamento con lamivudina può controllare la replica virale. Questo effetto si mantiene per 12 mesi in 2/3 dei pazienti, ma successivamente la risposta regredisce a causa dello sviluppo della resistenza virale.(Niro et al., Aliment. Pharmacol. . Therapeut., 18, 933, 2003)
EPATITE VIRALE C- Induzione con somministrazione di interferone alfa2b giornaliera associato a ribavirina o combinazion standard in pazienti affetti da epatite cronica C mai trattati precedentemente. Uno studio multicentrico randomizzato controllato.
NOVEMBRE 2003
Sebbene si sia osservata una risposta virologica precoce migliore nel gruppo trattato con induzione, tuttavia la risposta alla fine del trattamento e quella sostenuta è risultata simile al trattamento standard. (Van Vlierberghe et al., J. Viral Hepatitis 10, 460, 2003)
EPATITE VIRALE C- Studio comparativo dell’efficacia di un trattamento di induzione con interferone alfa2b e ribavirina in confronto a trattamento standard di combinazione in pazienti mai trattati affetti da epatite cronica C.
NOVEMBRE 2003
Il trattamento di induzione (con alte dosi iniziali di interferone) ha mostrato inizialmente un risultato migliore che però si è perso alla fine del trattamento e pertanto non ha migliorato I risultati ottenuti con il trattamento standard. Sebbene i pazienti con genotipo 1 ed alta carica virale abbiano mostrato una risposta migliore con l’induzione, tuttavia si è osservata un’alta percentuale di sospensione del trattamento per effetti collaterali. (Pérez et al., J. Viral Hepatitis, 10, 437, 2003)
EPATITE VIRALE B- Assenza di efficacia della vaccinazione terapeutica col vaccino conbtro l'epatite B Pre-S2/S HBV nella fase di immunotolleranza in corso di epatite cronica B.
OTTOBRE 2003
L’immunoterapia con vaccino specifico anti HBV nella fase di tolleranza dell’epatite cronica B non si è rivelato efficace. et al., J. Clin. Gastroenterol.; 37,330, 2003)
EPATITE VIRALE C- Determinazione del gradiente di pressione venosa epatico in pazienti con cirrosi da virus dell’epatite C e alcolica.
OTTOBRE 2003
Il grado di ipertensione portale non correla con la causa della malattia, pertanto le affermazioni sul trattamento dell’ipertensione portale basate principalmente su studi in cirrosi alcolica, possono essere applicati anche a pazienti con cirrosi virali. (Bellis et al., Eur J Gastroenterol Hepatol.;15,1085, 2003).
CIRROSI EPATICA- L’obesità è un fattore di rischio per le ospedalizzazioni o i decessi causati da cirrosi? Uno studio di coorte.
OTTOBRE 2003
L’obesità è un fattore di rischio per le ospedalizzazioni o i decessi correlati alla cirrosi in persone consumatori o non consumatori di alcol. (Ioannou et al., Gastroenterology, 125,1053, 2003)
EPATITE VIRALE C- Rischio di trasmissione del virus dell’epatite C dopo puntura con ago infetto e efficacia della somministrazione per breve periodo di interferone alla scopo di prevenire la trasmissione del virus a personale medico
OTTOBRE 2003
Esiste un minor rischio di trasmissione del virus dell’epatite C dopo puntura accidentale rispetto a quanto creduto precedentemente; la somministrazione di interferone iniziale dopo la puntura con ago per prevenire la trasmissione del virus non è necessaria. (Chung et al., J.Gastroenterol., 38, 877, 2003)
TRAPIANTO DI FEGATO – Aumentato rischio di epatite C colestatica dopo trapianto da fegato da vivente rispetto a fegato da cadavere.
OTTOBRE 2003
L’incidenza dell’epatite colestatica è significativamente maggiore nei pazienti con epatite C dopo trapianto di fegato da vivente. (Gaglio et al., Liver Transpl. 9, 1028, 2003)
STEATOSI EPATICA . L’ipotiroidismo è un fattore di rischio per la steatoepatite non alcolica?
OTTOBRE 2003
L’ipotiroidismo si associa con la steatoepatite non alcolica. (Liangpunsakul et al., J. Clin.Gastroenterol., 37,340, 2003)
EPATITE VIRALE C- Identificazione di una mutazione NS5B del virus dell’eoatite C resistente alla ribavirina durante trattamento con la ribavirina in monoterapia
OTTOBRE 2003
La ribavirina si è dimostrata essere un debole mutageno per l’RNA del virus dell’epatite C in pazienti infettati. (Young et al., Hepatology;38, 869,2003)
EPATITE VIRALE C- Il trattamento prolungato dell’epatite cronica C con Interleuchina 10 ha un effetto anti infiammatorio e favorente la replica virale
OTTOBRE 2003
La terapia prolungata dell’epatite cronica C con interleuchina 10 da un lato riduce l’attività della malattia, ma dall’altra aumenta la carica virale modificando la sorveglianza immunologica.(Nelson et al., Hepatology; 38, 859, 2003.)
EPATITE VIRALE B- La continuazione per lungo termine della terapia con Lamivudina aumenta la durata della negatività dell’HBeAg dopo la sua scomparsa in corso di terapia con lamivudina: Uno studio prospettico.
OTTOBRE 2003
Una somministrazione aggiuntiva di lamivudina per lungo tempo aumenta la durata della sieroconversione HBeAg positiva --> HBeAg negativa indotta dalla lamivudina stessa.(Hyung Ryu et al., J Hepatol., 39,614, 2003)
EPATITE VIRALE C- Studio controllato randomizzato impiegando alfa Interferone associato a Ribavirina con o senza amantadina in pazienti con epatite cronica C non responsivi a precedente trattamento
OTTOBRE 2003
L’aggiunta di amantadina è risultata ben tollerata e ha portato al miglioramento della risposta virologica sostenuta rispetto al solo interferone associato a ribavirina nei pazienti con epatite cronica C che precedentemente non avevano risposto alla terapia. I risultati sono stati migliori nei soggetti con bassa viremia basale. (Teuber et al., J Hepatol. 39, 606, 2003)
EPATITE VIRALE C- L’interferone peghilato in confronto all’interferone standard nel trattamento dell’epatite cronica C
OTTOBRE 2003
Sulla base della disamina dei lavori pubblicati, i trattamenti terapeutici basati sull’interferone peghilato sono risultati più efficaci rispetto ai trattamenti che impiegavano l’interferone standard per l’epatite cronica C.(Zaman et al., Aliment. Pharmacol. Therapeut. ,18, 661, 2003)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- La parziale percutanea embolizzazione venosa portale in preparazione della resezione epatica estesa nei casi di tumori epatici primitivi non resecabili
OTTOBRE 2003
La parziale embolizzazione della vena porta pre-operativa permette in molti pazienti affetti da tumore epatico primitivo non resecabile, di essere poi sottoposti alla resezione stessa.(Ladurner et al., Digest. Liver Disease , 35, 716, 2003)
MALATTIE DELLE VIE BILIARI- La colangiopancreatografia con risonanza magnetica: una meta-analisi in sospette malattie biliari.
OTTOBRE 2003
La colangiopancreatografia con risonanza magnetica è una metodologia non invasiva con eccellente sensibilità e specificità per dimostrare la presenza e il livello dell’ostruzione biliare. (Romagnuolo et al., Annals, 139, 32, 2003)
EPATITE VIRALE C- Significato clinico della presenza del virus SEN sulla risposta all’interferone in pazienti con epatite cronica C.
OTTOBRE 2003
Le alterazioni epatiche in pazienti affetti da epatite cronica coinfettati con il virus dell’epatite C e SEN virus, appaiono principalmente essere causate dal virus dell’epatite C e meno attribuibili all’altro virus. (Lin et al., J Gastroenterol Hepatol. 18, 1144, 2003)
EPATITE VIRALE C- La determinazione della quantità dell’HCVRNA due settimane dopo l’inizio del trattamento e il tempo migliore per predire la risposta alla terapia
OTTOBRE 2003
Durante il trattamento con interferone + ribavirina in pazienti con epatite C che avevano presentato recidiva dopo terapia con il solo Interferone, lo studio della cinetica virale ha dimostrato che la seconda settimana di trattamento è il miglior tempo per predire la risposta virologica sostenuta. (Halfon et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol.,15, 1067, 2003)
EPATITE VIRALE C- Precoce risposta virologica al trattamento con PEG interferone alfa2b + ribavirina in pazienti con epatite cronica C.
OTTOBRE 2003
La maggior parte dei pazienti che mostrano alla fine di 12 settimane di trattamento una precoce risposta virologica hanno alta probabilità di ottenere una risposta virologica sostenuta. I pazienti invece che non ottengono la risposta virologica precoce alla fine della 12° settimana, non elimineranno il virus anche nel caso che la terapia si protragga per altri 9 mesi. Pertanto in questi casi il trattamento può essere sospeso.(Davis et al., Hepatology. 38,645, 2003)
EPATITE VIRALE C- L’alto indice di massa corporea è un fattore di rischio indipendente per la non risposta al trattamento antivirale dell’epatite cronica C
SETTEMBRE 2003
L’obesità (soltanto quando definita come indice di massa corporea superiore a 30 kg/mq) predice, indipendentemente dai genotipi e dalla presenza o meno di cirrosi, la non risposta al trattamento dell’epatite cronica C. (Bressler et al., Hepatology;38,639, 2003)
EPATITE VIRALE A- Fattori virali e clinici correlati all’evoluzione fulminante dell’epatite A
SETTEMBRE 2003
L’insufficienza epatica acuta in corso di epatite A è dovuta ad un’eccessiva risposta dell’ospite e si correla con una marcata riduzione della carica virale. Pertanto la determinazione dell’HAV RNA potrebbe essere di aiuto per la diagnosi e il trattamento dell’epatite A severa.(Rezende et al., Hepatology. 38, 613, 2003)
EPATITE VIRALE A- Fattori virali e clinici correlati all’evoluzione fulminante dell’epatite A
SETTEMBRE 2003
L’insufficienza epatica acuta in corso di epatite A è dovuta ad un’eccessiva risposta dell’ospite e si correla con una marcata riduzione della carica virale. Pertanto la determinazione dell’HAV RNA potrebbe essere di aiuto per la diagnosi e il trattamento dell’epatite A severa.(Rezende et al., Hepatology. 38, 613, 2003)
ALCOL- Valutazione dell’efficacia dei programmi di screening per valutare gli eccessi nel bere: Revisione sistematica e meta-analisi
SETTEMBRE 2003
In questo lavoro si evidenzia la scarsa credibilità degli screening nella popolazione generale per valutare l’eccessiva introduzione di alcol.(Beich et al., BMJ;327,536,2003)
EPATITE VIRALE C- Interferone più ribavirina in pazienti con epatite cronica C associata alla crioglobulinemia mista resistenti all’interferone
SETTEMBRE 2003
La combinazione di interferone + ribavirina può essere utile nei pazienti con epatite cronica C e crioglobulinemia mista resistenti alla monoterapia con interferone.(Mazzaro et al., J Rheumatol;30,1775-81, 2003)
VACCINAZIONE- Il richiamo del vaccino contro l’epatite A è necessario?
SETTEMBRE 2003
Non esiste evidenza per sostenere che il richiamo del vaccino contro l’epatite A dopo una completa vaccinazione, sia necessario in soggetti sani.(Van Damme et al., Lancet, 362,1065,2003)
EPATITE VIRALE C- Infezione con epatite cronica C e trapianto di fegato. Ruolo della terapia con interferone prima del trapianto
SETTEMBRE 2003
Con attenta supervisione i pazienti cirrotici possono tollerare alte dosi di interferone. Con tale trattamento una scomparsa virale può essere raggiunta in un significativo numero di cirrotici. Un terzo dei pazienti che hanno eliminato il virus prima del trapianto, non mostrano evidenza di ripresa di malattia dopo il trapianto stesso. (Thomas et al., Liver Transpl. 9,905, 2003).
EPATOPATIE CRONICHE- Determinazione della prognosi nell’epatopatia da alcol : può la determinazione dello Ialuronato sierico sostituire la biopsia epatica?
SETTEMBRE 2003
La determinazione sierica dell’acido ialuronico è un utile test aggiuntivo per valutare le malattie croniche di fegato causate dall’alcol. Tuttavia è improbabile che in questi casi possa sostituire la biopsia epatica. (Phillips et al., Eur. J. Gastroenterol. Hepatol., 15, 941, 2003)
EPATITE VIRALE C- La terapia antivirale in pazienti con cirrosi scompensata per prevenire la ripresa dell’epatite C dopo il trapianto di fegato.
SETTEMBRE 2003
Una terapia antivirale in pazienti con epatite C in attesa di trapianto di fegato è una delle strategie per prevenire la ripresa dell’epatite C dopo trapianto.(Forns et al., J Hepatol., 39,389, 2003).
CIRROSI EPATICA- Uno scan quantitativo epatosplenico impiegando lo SPECT per valutare la funzione epatica in pazienti cirrotici.
SETTEMBRE 2003
Lo SPECT quantitativo del fegato può essere un utile addizionale test non invasivo per determinare quantitativamente la funzione epatica e la gravità della malattia in soggetti cirrotici.(Zuckerman et al., J Hepatol.,39,326, 2003)
CIRROSI EPATICA – La memoria nei pazienti con iniziale encefalopatia epatica.
SETTEMBRE 2003
I pazienti con iniziale encefalopatia rispetto ai controlli mostrano una riduzione della memoria soprattutto a causa di un deficit nell’attenzione e nella percezione visiva.(Weissenborn ET AL., J Hepatol.,39,320, 2003)
EPATITE VIRALE C- Diabete mellito tipo 1 in pazienti con epatite cronica C prima e dopo terapia con interferone
SETTEMBRE 2003
In individui predisposti l’interferone può indurre o accelerare la comparsa di un diabete mellito. La determinazione degli anticorpi anti-isole pancreatiche e l’anti decarbossilasi dell’acido glutammico potrebbero essere utili prima e durante il trattamento con interferone per identificare i soggetti ad alto rischio.(Fabris et al., Aliment. Pharmacol. Therapeut. 18 , 549 ,2003)
MALATTIE EPATICHE- Epatopatie in 12 pazienti che assumevano erbe (Chaso or Onshido) per aiutare la perdita di peso.
SETTEMBRE 2003
Alcune erbe impiegate per aiutare la perdita di peso, (in particolare in Giapppone Chaso e Onshido), possono provocare insufficienza epatica acuta. La nitrosofenfluramina è un possibile ingrediente epatotossico.(Adachi et al., Annals 139, 47, 2003)
EPATITE VIRALE B- Analisi quantitativa dei livelli sierici di HBVDNA e del titolo dell’HBeAg nelle madri HBsAg positive e nei loro neonati: passaggio dell’HBeAg attraverso la placenta e velocità di sua diminuzione nei bambini.
SETTEMBRE 2003
L’HBeAg passa attraverso la placenta e scompare dal siero nella maggior parte dei neonati entro 6 mesi. Gli alti livelli di HBVDNA delle madri si associano al fallimento delle immunoglobuline iperimmuni e del vaccino. (Wang et al., J. Med. Virol. 71:360, 2003)
EPATITE VIRALE C- Perdita dell’HCVRNA dopo parto in pazienti affetti da epatite cronica C.
SETTEMBRE 2003
La perdita dell’HCVRNA è stata osservata più evidente in donne gravide rispetto ai controlli. Questi dati suggeriscono che la gravidanza e il parto influenzano l’evoluzione clinica dell’infezione da HCV.( Hattori et al., J. Med. Virol. 71,205, 2003).
EPATITE VIRALE C- Eliminazione spontanea dell’HCVRNA nei portatori cronici di HCV. Uno studio di coorte sulla popolazione.
SETTEMBRE 2003
In questo studio è stato osservato che l’HCVRNA viene eliminato spontaneamente nei portatori cronici di HCV con una incidenza di 0,5%/anno/persona.( Vatanabe et al., J. Med. Virol. 71,56, 2003).
EPATITE VIRALE C- L’impiego del Micofenolato Mofetil nel trattamento di alterazioni ematologiche autoimmuni associate al virus dell’epatite C resistenti alla terapia steroidea o con effetti collaterali dipendente da questa terapia.
SETTEMBRE 2003
Micofenolato Mofetil può rappresentare un approccio terapeutico utile nel caso di alterazioni ematologiche autoimmuni in corso di epatite cronica C.(Ierardi et al., J Viral Hepat. 10,390, 2003)
EPATITE VIRALE C- Uno studio randomizzato per valutare l’efficacia della somministrazione giornaliera dell’interferone alfa in combinazione con la ribavirina in pazienti con epatite cronica C mai trattati
SETTEMBRE 2003
La combinazione di Interferone + Ribavirina per 48 settimane è più efficace quando l’interferone è somministrato ogni giorno per le prime 24 settimane in pazienti con epatite cronica C mai trattati precedentemente.(Tassopoulos et al., J Viral Hepat. 10,383, 2003)
STEATOSI EPATICA- L’indice di massa epatica è un buon predittore di elevati livelli di transaminasi glutammico piruvica nella popolazione generale: suggerimenti dallo studio Dioniso
SETTEMBRE 2003
L’indice di massa corporea è un buon predittore di incremento di ALT nella popolazione generale. La capacità di predire tale incremento è tuttavia ancora migliore considerando il sesso, il consumo di alcol, le infezioni da HBV e da HCV insieme all’indice di massa corporea. (Bedogni et al., Digest. Liver Disease , 35, 648, 2003 )
EPATITE VIRALE B E c- Una severa riaccensione epatitica in un paziente con coinfezione HBV-HCV durante una terapia combinata con interferone alfa e ribavirina.
SETTEMBRE 2003
Viene descritta una riattivazione del virus dell’epatite B con una grave ripresa epatitica in un paziente affetto da epatite cronica con infezione sia del virus dell’epatite B che di quello C durante un trattamento terapeutico con alfainterferone e ribavirina. La lamivudina potrebbe essere somministrata precocemente nei pazienti con doppia infezione che siano a rischio di insufficienza epatica nel caso di riattivazione del virus dell’epatite B durante la terapia interferonica.(Yalcin et al.,J. Gastroenterol 38, 796, 2003)
EPATITE VIRALE C- Terapia combinata con interferone alfa 2b e ciclosporina A per l’epatite cronica C: uno studio controllato.
SETTEMBRE 2003
In pazienti affetti da epatite cronica C la terapia combinata di Interferone + Ciclosporina A è risultata più efficace del solo interferone. Il beneficio è stato raggiunto soprattutto in pazienti con genotipo 1 ed alta viremia.(Inoue et al., J.Gastroenterol 38, 567, 2003)
CARCINOMA EPATOCELLULARE - Modificazioni istologiche dopo terapia col calore in pazienti affetti da carcinoma epatico : Controllo di 15 fegati espiantati.
SETTEMBRE 2003
La maggior parte delle zone epatiche trattate con calore per carcinoma presentano una necrosi accompagnata da una reazione infiammatoria e da fibrosi. Gli Istopatologi devono tenere presente che dopo questa terapia porzioni di tumore mantengono la loro iniziale morfologia ma la loro attività cellulare è distrutta. (Yamashiki et al., Am J Gastroenterol. 98,2052, 2003).
STEATOSI NON ALCOLICA- La storia naturale della steatosi non alcolica: uno studio clinico e istopatologico.
SETTEMBRE 2003
Il peggioramento istologico della steatosi epatica non alcolica si correla soltanto con alti livelli sierici di aspartato aminotransferasi. La steatosi semplice può progredire a steatoepatite non alcolica con fibrosi. (Harrison et al., Am J Gastroenterol., 98, 2042, 2003)
MALATTIE EPATICHE- Impatto delle dimensioni della biopsia epatica sulla valutazione istologica dell’epatite virale cronica: quanto più piccolo è il campione tanto più moderata è la malattia.
AGOSTO 2003
Le dimensioni della biopsia epatica influenzano fortemente il giudizio di attività e di fibrosi nell’epatite virale cronica. L’uso di aghi sottili dovrebbe essere pertanto sconsigliato.(Colloredo et al., J.Hepatol., 39 ,239,2003)
EPATITE VIRALE B- Resistenza alla terapia con Adefovir dipivoxil associata alla selezione di una nuova mutazione nella HBV polimerasi.
AGOSTO 2003
Viene descritto il caso di un paziente che durante il secondo anno di trattamento con adefovir dipivoxil ha presentato resistenza al farmaco con la comparsa di una nuova mutazione dell’HBV polimerasi. Questo paziente poi ha risposto a una successiva terapia con lamivudina ottenendo la n ormalizzazione elle transaminasi e un significativo decremento dell’HBVDNA sierico.(Angus et al., Gastroenterology, 1254,2, 2003)
CIRROSI EPATICA- Rapporto tra il conteggio delle piastrine e diametro della milza: proposta e validità di un parametro non invasivo per predire la presenza di varici esofagee in pazienti con cirrosi epatica.
AGOSTO 2003
Il rapporto conta delle piastrine/diametro della milza è il solo parametro che si associa indipendentemente alla presenza di varici esofagee e il suo valore predittivo negativo è riproducibile. Il suo uso è valido anche nel sottogruppo di pazienti con malattia compensata ed è poco costoso.(Giannini et al., Gut; 52,1200,2003)
EPATITE VIRALE C- Un semplice indice non invasivo può predire sia un’importante fibrosi che la cirrosi in pazienti con l’epatite cronica C.
AGOSTO 2003
Un semplice indice (rapporto AST/piastrine) in pazienti affetti da epatite cronica C può evidenziare in soggetti con fibrosi significativa o cirrosi con alto grado di accuratezza. L’impiego di tale indice può ridurre la necessità della biopsia epatica.(Wai et al., Hepatology, 38,518,2003)
EPATITE VIRALE C- La somministrazione di Peg Interferone alfa2b migliora la cinetica virale in pazienti con epatite cronica C genotipo 1
AGOSTO 2003
Per ottenere una costante e continua esposizione al farmaco e per migliorare la cinetica virale iniziale il Peg Interferone alfa2a dovrebbe essere somministrato due volte alla settimana. (Forman et al., J. Viral Hepatitis, 10, 271, 2003)
EPATITE VIRALE C- Dinamiche della alanina aminotransferasi durante il trattamento dell’epatite cronica C
AGOSTO 2003
L’impiego della determinazione dell’alanina aminotransferasi sierica si è rivelata un marcatore surrogato per dimostrare l’efficacia del trattamento in pazienti affetti da epatite cronica C con alti livelli di alanina aminotrasferasi stessa. (Ribeiro et al., Hepatology, 38,509,2003)
EPATITE VIRALE C- Marcatori biochimici surrogati indicanti la fibrosi epatica e l’attività in uno studio randomizzato con interferone alfa2b e ribavirina
AGOSTO 2003
Marcatori biochimici di fibrosi e attività potrebbero essere impiegati come surrogati alla biopsia epatica sia per una valutazione iniziale e successiva, in pazienti con epatite cronica C. (Poynard et al., Hepatology, 38,481,2003)
EPATITE VIRALE C- Prognosi favorevole dell’epatite cronica C dopo trattamento con interferone in uno studio di coorte a lungo termine.
AGOSTO 2003
La terapia con interferone in pazienti affetti da epatite cronica C ha mostrato a lungo termine effetti benefici riducendo la mortalità da malattie di fegato, in special modo nei pazienti con risposta virologica sostenuta.(Imazeki et al., Hepatology, 38, 493, 2003
STEATOSI EPATICA – Evoluzione a lungo termine della cirrosi nella steatoepatite non alcolica confrontata all’epatite C.
AGOSTO 2003
La prognosi della steatoepatite non alcolica è simile o più spesso meno severa rispetto alla cirrosi correlata al virus dell’epatite C; la comparsa di carcinoma epatocellulare è comunque meno comune.(Hui et al., Hepatology,38,420,2003)
STEATOSI EPATICA- Citochine e steatoepatite non alcolica: uno studio pilota sugli effetti di una modifica dello stile di vita e della vitamina E.
AGOSTO 2003
Una modifica dello stile di vita dieta povera di grassi ed esercizio fisico) era associato a un miglioramento degli enzimi epatici, del colesterolo e del livello plasmatico di acido ialuronico in pazienti affetti da steatoepatite non alcolica: l’aggiunta di vitamina E, almeno per un breve periodo di tempo, come avvenuto in questo studio pilota, non ha aggiunto apparenti benefici.(Kugelmas et al., Hepatology;38,413, 2003)
EPATITE VIRALE B- Distribuzione del virus dell’epatite B nel fegato di pazienti affetti da epatite cronica C con infezion virale occulta del virus dell’epatite B.
AGOSTO 2003
Pazienti con epatite cronica C ed epatite cronica virale B occulta hanno un basso numero di epatociti infetti dall’HBV e questo fatto può spiegare la mancata presenza dell’HBsAg e bassi livelli di viremia riscontrati in questi casi. (Rodríguez-Iñigo et al., J.Med.Virol. 70, 571,2003)
EPATITE VIRALE B- Uno studio caso-controllo per una precoce previsione della sieroconversione dell’HBeAg utilizzando i livelli di HBVDNA e le mutazioni virali.
AGOSTO 2003
Una riduzione nei livelli sierici di HBVDNA e le mutazioni virali sono significativamente associate e complementari alla sieroconversione in soggetti affetti da epatite cronica B. (Yamaura et al., J.Med.Virol., 70,545,2003)
EPATITE VIRALE C- Impatto di una terapia con induzione con alte dosi di interferone associato alla ribavirina in pazienti affetti da epatite cronica C dopo relapser o non risposta alla precedente monoterapia con interferone.
AGOSTO 2003
L’impiego di alte dosi di interferone+ ribavirina non migliora la risposta rispetto all’interferone a dosaggio standard associato a ribavirina in pazienti non responsivi o o con relapser alla monoterapia interferonica.(Steindl-Munda et al., Liver International, 23, 269, 2003)
CIRROSI EPATICA – Lo spironolatone in monoterapia o in combinazione con furosemide per il trattamento dell’ascite moderata in pazienti cirrotici normoazotenici. Uno studio randomizzato comparativo di efficacia e sicurezza
AGOSTO 2003
Nel trattamento di un’ascite moderata lo spironolattone da solo sembra essere efficace e sicuro come l’associazione spironolattone + furosemide . Dal momento che lo spironolattone in monoterapia richiede meno variazioni di dose sembra più indicato per il trattamento dell’ascite in pazienti ambultoriali. (Santos et al., J.Hepatol., 39, 187,2003)
EPATITE VIRALE C- Alta percentuale di risposta virologica a lungo termine dopo un anno di trattamento utilizzando l’interferone standard + ribavirina in pazienti relapser affetti da epatite cronica C. Risultati di un trial randomizzato di 191 pazienti
AGOSTO 2003
Un anno di ritrattamento di soggetti relapser con la combinazione di interferone + ribavirina ha portato al 61% di risposta virologica sostenuta e un significativo miglioramento dell’attività istologica.. (Boucher et al., Liver International, 23,255, 2003)
EPATITE VIRALE – Previsione di lesioni istologiche epatiche mediante l’impiego di marcatori biochimici in pazienti con epatite cronica B.
AGOSTO 2003
I livelli di transaminasi e un indice che include 5 marcatori biochimici (alfa2 macroglobuline, apolipoproteina1, aptoglobina, gammaglutamiltranspeptidasi e bilirubina totale) sono accurati marcatori non invasivi rispettivamente di attività e fibrosi nei pazienti con epatite cronica B.(Myers et al., J. Hepatol., 39 , 222, 2003)
EPATITE VIRALE C- Trattamento con interferone e ribavirina in pazienti con epatite C associata a malattia renale e insufficienza renale.
AGOSTO 2003
L’interferone e ribavirina possono essere impiegati con discreta sicurezza in soggetti con epatite cronica C associata a vasculite correlata al virus dell’epatite C stesso, a glomerulonefrite indipendentemente dalla funzione renale.(Bruchfeld et al., Nephrol. Dial. Transplant., 18,1573, 2003)
EPATITE VIRALE C- Precoce prevedibilità di non risposta al trattamento con interferone alfa2b e ribavirina in pazienti affetti da epatite cronica C.
AGOSTO 2003
In pazienti affetti da epatite cronica C la mancanza di riduzione di 1,5 logaritmo della concentrazione di HCVRNA alla fine della quarta settimana di trattamento con interferone alfa2b e ribavirina, predice la non risposta al trattamento stesso: ciò permette quindi di sospendere il trattamento assai precocemente senza perdere alcun soggetto che avrà una risposta sostenuta. . (Liu et al., Can.J.Gastroenterol.17, 483, 2003)
EPATITE VIRALE C- Alte dosi di consensus interferone in pazienti affetti da epatite cronica C non responsivi all’interferone alfa2b e ribavirina.
AGOSTO 2003
Una terapia di induzione con alte dosi di consensus interferone in pazienti non responsivi all’interferone alfa2b e ribavirina è stato in grado di negativizzare l’HCVRNA nel 50% dei soggetti, ma tale risposta è risultata sostenuta soltanto nell’8%.. (Moskovit et al., Can.J.Gastroenterol.17, 479, 2003)
CARCINOMA EPATICO – Inseminazione tumorale dopo biopsia epatica e percutanea radiofrequenza in corso di carcinoma epatico.
AGOSTO 2003
Viene descritto il caso di un paziente affetto da carcinoma epatocellulare che ha presentato una inseminazione tumorale lungo il tragitto dell’ago un anno dopo l’esecuzione di una biopsia con ago sottile e percutanea radiofrequenza. (Liu et al., Digest. Surg.;20:460, 2003)
CIRROSI EPATICA- Neuropatia periferica in corso di cirrosi epatica
AGOSTO 2003
Un significativo numero di pazienti affetti da cirrosi epatica sono affetti da una neuropatia periferica generalmente subclinica . La presenza di tale patologia è indipendente dalla causa della cirrosi. (Parampreet et al., J. Gastroenterol. Hepatol. , 18, 922, 2003)
EPATITE VIRALE C- Regressione della fibrosi nell’epatite cronica C dopo terapia con Interferone e Ribavirina
LUGLIO 2003
L’interferone + ribavirina ha evidenziato grande efficacia nella riduzione della fibrosi quando è stato eliminato il virus dell’epatite C. Per i pazienti non virologicamente responsivi che comunue mostrano una regressione della fibrosi dovrebbe essere presa in considerazione una terapia di mantenimento. (Arif et al., Dig Dis Sci., 48,1425, 2003)
EPATITE VIRALE B E C- Terapia di combinazione per il trattamento delle epatiti virali croniche e per la prevenzione del carcinoma epatocellulare.
LUGLIO 2003
Questo articolo sottolinea le problematiche della terapia corrente dell’epatite cronica B e C e il razionale per l’impiego di una terapia di combinazione utilizzando l’alfa1timosina. (Rasi et al., Int Immunopharmacol. 3,1169, 2003)
EPATITE VIRALE B- Profilassi contro la riattivazione del virus dell’epatite B indotta da un trattamento chemioterapico utilizzando la Lamivudina.
LUGLIO 2003
Pazienti con infezione dal virus dell’epatite B (HBVDNA positvo e/o positività dell’HBsAg) o pegressa infezione da HBV (positività dell’HBcAb con o senza positività dell’HBsAb) dovrebbero essere considerati per un trattamento profilattico con Lamivudina prima di un trattamento chemioterapico per prevenire una riattivazione del virus dell’epatite B.(Simpson et al., J. Clin. Gastroenterol.; 37, 68, 2003)
CIRROSI EPATICA – Aumentata escrezione renale di ammoniaca dopo espansione del volume ematico in pazienti con cirrosi epatica compensata
LUGLIO 2003
In pazienti affetti da cirrosi epatica compensata l’espansione del volume plasmatico riduce l’ammoniemia aumentando l’escrezione renale di ammonio e riducendone la produzione. (Jalan et al., Gut; 52,:1041, 2003
EPATITE VIRALE C- 10 anni di incidenza dell’infezione da HCV nel Nord Italia e frequenza della clearance virale spontanea
LUGLIO 2003
In un paese dell’Italia del Nord l’incidenza della comparsa dell’HCV è risultata di 50 nuovi casi /100.000 abitanti per anno. E’ stato poi osservato che circa il 17% dei soggetti infettati può eliminare spontaneamente l’anti HCV. La trasmissione intrafamiliare in questa casistica sembra avere un ruolo nel diffondere l’infezione. (Mazzeo et al., Gut;52,1030, 2003).
EPATITE VIRALE C- Interferone alfa associato al ketoprofene nel trattamento di pazienti mai trattati affetti da epatite cronica C. Uno studio controllato randomizzato
LUGLIO 2003
Interferone alfa associato a ketoprofene ha mostrato maggiore efficacia rispetto alla monoterapia con il solo interferone nell’ottenere una risposta a lungo termine (32,5% rispetto al 10%). Tuttavia questa terapia di combinazione appare meno efficace dell’associazione Interferone Peghilato e Ribavirina. Pertanto il ruolo del ketoprofene nel trattamento dell’epatite cronica C dovrebbe essere valutato in associazione con interferone peghilato e confrontata all’interferone peghilato stesso associato a Ribavirina.(Androne et al., J. Viral Hepatitis, 10, 306, 2003)
EPATITE VIRALE B- peg Interferone alfa2a : un avanzamento nella terapia dell’epatite cronica B, HBeAg positiva
LUGLIO 2003
Il PEG Interferone alfa2a è più efficace dell’interferone alfa2a convenzionale nel trattamento dell’epatite cronica B e ciò è stato evidenziato sulla scomparsa dell’HBeAg, sulla soppressione dell’HBVRNA e sulla normalizzazione delle transaminasi. (Cooksley et al., J.Viral Hepatitis, 10, 298,2003)
EPATITE VIRALE C- Fattori predittivi per la progressione a cirrosi dell’epatite cronica C
LUGLIO 2003
I seguenti fattori si sono rivelati, indipendentemente associati alla progressione Della malattia epatica: sesso maschile, elevata introduzione di alcol, alti livelli sierici di transaminasi e un notevole grado di attività necroinfiammatoria all’istologia.(Freeman et al,J. Viral Hepatitis, 10, 285, 2003)
TRAPIANTO DI FEGATO- Alterazioni correlate all’intervento nei donatori viventi del lobo destro epatico : conclusione dai primi 200 casi
LUGLIO 2003
Complicazioni nella donazione del lobo destro epatico sono state osservate in 69 pazienti su 200 donatori, indipendentemente dall’età, dalla massa corporea, dal volume di fegato e dalla storia medica. Pertanto il trapianto di fegato del lobo destro da vivente richiede molta attenzione. (Ito et al,Transplantation; 76, 158, 2003)
EPATITE VIRALE C- 12 settimane di follow-up è sufficiente per valutare la risposta sostenuta virologica in pazienti affetti da epatite cronica C trattati con interferone alfa
LUGLIO 2003
La determinazione dell’HCVRNA 12 settimane dopo la fine della terapia è sufficiente per valutare se il paziente abbia avuto o no relapser nella maggior parte dei pazienti trattati con interferone standard o peghilato.(Zeuzem et al., J. Hepatol., 39, 106,2003)
CIRROSI EPATICA- l’espansione del volume plasmatico mediante albumina nella cirrosi: relazione con la distribuzione sanguigna, la compliance arteriosa e la severità della malattia.
LUGLIO 2003
L’infusione di albumina migliora il basso effettivo volume sanguigno arterioso e ciò può essere importante nella prevenzione delle disfunzioni circolatorie nei pazienti affetti da cirrosi avanzata. (Brinch et al. J.Hepatol., 39, 24,2003)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Effetto del trattamento con acido ursodesossicolico sulla progressione istologica nella cirrosi biliare primitiva
LUGLIO 2003
In pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva, un trattamento con acido ursodesossicolico per 2 anni riduce la necroinfiammazione periportale e migliora la proliferazione guttulare e quando iniziata negli stadi iniziali 1 e 2 ritarda anche la progressione istologica. Questi dati suggeriscono la necessità di iniziare precocemente il trattamento per prevenire la progressione istologica della malattia.(Poupon et a., J.Hepatol., 39, 12,2003)
EPATITE VIRALE C- La somministrazione di PEG interferone alfa2b due volte alla settimana migliora la cinetica virale in pazienti affetti da epatite cronica C, genotipo 1
LUGLIO 2003
Per ottenere una continua esposizione al farmaco e per migliorare l’iniziale clearance virale, il PEG Interferone alfa 2b dovrebbe essere somministrato due volte alla settimana.(Formann et al., J. Viral Hepatitis, ,10, 271, 2003)
EPATITE VIRALE C- Caratteristiche cliniche e progressione dell’infezione da virus dell’epatite C contratta alla nascita
LUGLIO 2003
La percentuale di cronicizzazione dell’epatite C contratta alla nascita è molto alta (81%) ma generalmente l’evoluzione della malattia è assai moderata. Alti livelli di transaminasi all’inizio sembrano offrire maggiore opportunità di una remissione biochimica e della perdita della viremia.(Resti et al., J. Med. Virol. 70,373, 2003)
EPATITE VIRALE B- Rapporto fra i genotipi del virus dell’epatite B e la risposta virologica in 694 pazienti trattati in studi di fase III con Adefovir Dipivoxil
LUGLIO 2003
Un trattamento di 48 settimane con adefovir dipivoxil ha provocato un significativo decremento dell’HBVDNA sierico in pazienti affetti da epatite cronica B indipendentemente dal genotipo virale, dalla presenza o meno dell’HBeAg e dalla razza dei pazienti. (Westland et al., Gastroenterol. 125, 1,107, 2003).
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Glypicano 3: un nuovo marcatore sierico ed istochimico per il carcinoma epatocellulare
LUGLIO 2003
Il glypicano-3 è incrementato nelle cellule epatiche nella maggior parte dei carcinoma epatocellulari ed è elevato nel siero di un gran numero di pazienti affetti da questa malattia. Pertanto la simultanea determinazione del glypicano-3 e dell’alfa fetoproteina può significativamente incrementare la sensibilità diagnostica del carcinoma epatocellulare. (Capurro et al., Gastroenterol. 125, 1,89, 2003).
EPATITE VIRALE C- Epatite virale C acuta : alta percentuale di scomparsa del virus spontanea e indotta dal trattamento
LUGLIO 2003
Il trattamento dell’epatite acuta C sintomatica deve tenere in considerazione l’alta percentuale di scomparsa spontanea del virus entro le 12 settimane dopo l’inizio della malattia. Il trattamento dovrebbe essere riservato in questo gruppo di pazienti a quelli che rimangono HCVRNA positivi per più di tre mesi. Al contrario i pazienti con epatite acuta asintomatica difficilmente eliminano il virus spontaneamente per cui la terapia dovrebbe essere iniziata al più presto possibile. (Gerlach et al., Gastroenterol. , 125, 1, 80, 2003)
CIRROSI EPATICA- Miglioramento del flusso ematico cerebrale regionale dopo trattamento con aminoacidi a catena ramificata in pazienti con cirrosi.
LUGLIO 2003
La somministrazione di soluzioni arricchite di aminoacidi a catena ramificata migliora la perfusione cerebrale in pazienti con cirrosi epatica. (Iwasa et al., Eur.J.Gastroenterol. Hepatol.; 15,733, 2003)
CIRROSI EPATICA- Efficacia di una selettiva decontaminazione intestinale sullo stato circolatorio iperdinamico nella cirrosi. Uno studio randomizzato
LUGLIO 2003
La decontaminazione intestinale selettiva impiegando il norfloxacin è in grado di far regredire parzialmente lo stato circolatorio iperdinamico nei pazienti con cirrosi senza alterare l’emodinamica del circolo splancnico e renale.(Rasaratnam et al., Annals 139, 62,2003).
CIRROSI EPATICA- Predittori non invasivi di presenza di grandi varici esofagee in pazienti con cirrosi epatica.
LUGLIO 2003
La riduzione delle piastrine, l’ingrandimento della milza e l’ascite sono predittori indipendenti di presenza di varici esofagee grandi in pazienti cirrotici. Pertanto suggeriamo che la gastroscopia possa essere evitata in pazienti cirrotici con assenza di tali fattori dal momento che varici importanti sono assenti in questo gruppo di pazienti. (Thomopoulos et al., Dig. and Liver Dis. 35, 473, 2003)
EPATITE VIRALE C- Linee guida per lo screening e il follow-up di bambini nati da madri anti HCV positiva
LUGLIO 2003
In bambini nati da madre portatrice del virus dell’epatite C, I livelli sierici di ALT e l’HCVRNA devono essere determinati a 3 mesi di età: se positivi devono essere considerati infetti se la viremia viene confermata da una seconda determinazione eseguita entro il dodicesimo mese. (Resti et al., Dig. . Liver Dis., 35, 453, 2003)
MALATTIE EPATICHE- Studio di Coorte dell’epatotossicità collegata all’impiego della Nimesulide e di altri farmaci anti infiammatori non steroidei.
LUGLIO 2003
Il rischio di danno epatico in pazienti che impiegano la Nimesulide o altri farmaci anti infiammatori non steroidei è modesto.(Traversa et al., BMJ ,327,18, 2003)
ALCOL- Iniziale trattamento e terapia di mantenimento di pazienti alcol dipendenti con il Naltrexone impiegando una cura primaria o specialistica.
LUGLIO 2003
L’impiego del Naltrexone è simile durante le prime dieci settimane di terapia sia nei pazienti in trattamento generalistico sia in quelli in trattamento specialistico. Il mantenimento del miglioramento è aumentato continuando il Naltrexone soltanto nel primo gruppo di pazienti.(O'Malley et al., Arch Intern Med.;163,1695, 2003)
EPATITE VIRALE C- Costo-efficacia del trattamento dell’epatite cronica C
LUGLIO 2003
Mentre nessun trattamento dell’epatite C appare in media ragionevole in termini di costo-efficacia, i risultati riportati in questo lavoro variano notevolmente a seconda dei sottogruppi di pazienti esaminati e dipendono dalle premesse riguardanti la qualità della vita.(Salomon et al., JAMA.,290,228, 2003.)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- La determinazione dell’alfafetoproteina per scoprire il carcinoma epatocellulare in pazienti con cirrosi da HCV. Una revisione sistematica e un’analisi critica.
LUGLIO 2003
La determinazione dell’alfafetoproteina ha una limitata utilità per la diagnosi di carcinoma epatocellulare.( Gupta et al., Ann Intern Med.;139,46, 2003)
CIRROSI BILIARE PRIMITIVA- Terapia con acido ursodesossicolico e il rischio di adenomi colorettali in pazienti con cirrosi biliare primitiva: uno studio osservazionale.
LUGLIO 2003
In pazienti con cirrosi biliare primitiva la somministrazione prolungata di acido ursodesossicolico non si associa ad aumentata comparsa di adenomi colorettali; ma riduce significativamente la probabilità di ricomparsa di tali adenomi dopo la loro asportazione. (Serfaty et al., Hepatology;38,203,2003)
EPATITE VIRALE B- Controllo di comparsa di resistenze alla 48^ settimana in tre studi clinici utilizzanti l’adefovir dipivoxil per il trattamento dell’epatite cronica B.
LUGLIO 2003
In un gran numero di pazienti affetti da epatite B trattati per 48 settimane con Adefovir Dipivoxil non è stata osservata la comparsa di mutazioni del virus. (Westland et al., Hepatology; 38,96,2003)
EPATITE VIRALE C- Effetto del trattamento con Peginterferone o Interferone alfa2b e ribavirina sulla steatosi in pazienti con l’epatite C.
LUGLIO 2003
Scomparsa sostenuta del virus si associa a riduzione della steatosi nei pazienti con genotipo 3: si osserva anche un incremento dei bassi livelli di colesterolo sierici spesso presenti in questi pazienti.(Poynard et al., Hepatology;38,75,2003)
EPATITE VIRALE C- terapia di mantenimento con Ribavirina in pazienti con epatite cronica C non responsivi alla combinazione Interferone alfa e Ribavirina
LUGLIO 2003
Continuando la monoterapia con ribavirina è stato evidenziato il mantenimento del miglioramento delle transaminasi osservato durante la terapia con Interferon + ribavirina; tale miglioramento si associa spesso alla riduzione della necrosi e dell’infiammazione nel fegato.(Hoofnagle et al., Hepatology;38,66, 2003.)
EPATITE VIRALE C- Infezione da virus dell’epatite C e incidenza del diabete di tipo 2.
LUGLIO 2003
Una preesistente infezione da virus dell’epatite C può aumentare il rischio del diabete di II tipo in soggetti con fattori di rischio riconosciuti per il diabete.(Mehta et al., Hepatology, 38, 50,2003)
EPATITE VIRALE C- Un consumo moderato di alcol aumenta lo stress ossidativo nei pazienti con epatite cronica C.
LUGLIO 2003
Persino una moderata quantità di alcol causa uno stress ossidativo nei soggetti affetti da epatite cronica C suggerendo che tale ingiuria ossidativa possa essere la causa del peggioramento causato dall’alcol osservato nell’ epatite C. (Rigamonti et al., Hepatology, 38,42, 2003)
TRAPIANTO DI FEGATO- Un modello per predire una malattia epatica severa da virus dell’epatite C dopo trapianto.
LUGLIO 2003
E’ stato sviluppato un modello impiegando diverse variabili (età del donatore, genotipo del virus, impiego del cortisone, azatioprina, ecc.)dopo il trapianto per predire la ripresa severa dell’epatite C.(Berenguer et al., Hepatology;38,34, 2003)
EPATITE VIRALE C- Uno studio multicentrico con interleuchina 12 umana ricombinante per il trattamento dell’epatite cronica C in pazienti non responsivi a pregressa terapia.
GIUGNO 2003
L’interleuchina 12 in monoterapia ha mostrato, per il trattamento dell’epatite cronica C non responsiva, scarsa efficacia, scarsa tollerabilità e quindi è improbabile che possa rappresentare una terapia alternativa.(Pockros et al., Hepatology, 37,1368, 2003)
EPATITE VIRALE C- La triplice terapia con amantadina per il trattamento di pazienti mai trattati affetti da epatite cronica C. Uno studio controllato contro placebo.
GIUGNO 2003
L’analisi multivariata di questo studio indica che l’amantadina potrebbe essere considerata potenzialmente un farmaco efficace in associazione con interferone e ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C.(Berg et al., Hepatology,37,1359,2003)
EPATITE VIRALE C- Effetti della Ribavirina sulla cinetica virale in pazienti trattati con interferone peghilato.
GIUGNO 2003
La prima e la seconda fase della caduta virale (giorni 1-21) sono risultati simili nei due gruppi di trattamento. La terza fase, quando presente, è risultata significativamente più rapida nei pazienti trattati con PEG Interferone alfa2-a + ribavirina rispetto a quelli trattati con il solo interferone peghilato alfa-2° alone. (Herrmann et al., Hepatology 37,1351,2003)
EPATITE VIRALE B- Una chemioterapia priva di steroidi diminuisce il rischio di riattivazione dell’epatite B in portatori del virus e linfoma.
GIUGNO 2003
Una chemioterapia senza steroidi riduce l’incidenza della gravità della riattivazione del virus dell’epatite B in pazienti con linfoma HBsAg positivi. (Cheng et al., Hepatology 37,1320, 2003)
EPATITE VIRALE B- Livello sierico di HBVDNA come marcatore di efficacia durante la terapia dell’epatite cronica B.: Analisi e revisione della letteratura.
GIUGNO 2003
Lo scopo della terapia in corso di epatite B dovrebbe essere la netta e durevole soppressione virale (HBVDNA) determinata con metodologia molto sensibile. (Mommeja-Marin et al.,Hepatology, 37,1309, 2003.)
CIRROSI EPATICA- Ruolo della distruzione causata da autoanticorpi antipiastrine nel causare piastrinopenia in pazienti con cirrosi.
GIUGNO 2003
La distruzione delle piastrine causata da autoanticorpi può contribuire almeno in parte alla piastrinopenia del cirrotico. (Kajihara et al., Hepatology, 37, 1267, 2003)
CIRROSI EPATICA- Propranololo più placebo in confronto a Propranololo più isosorbide-5-mononitrato per la prevenzione del primo sanguinamento da rottura di varici: uno studio multicentrico doppio cieco randomizzato
GIUGNO 2003
Propranololo previene il sanguinamento da rottura di varici esofagee. L’aggiunta di isosorbide-5-mononitrato non diminuisce ulteriormente il basso rischio residuo di sanguinamento(García-Pagán et al., Hepatology;37,1260, 2003).
MALATTIE EPATICHE- Correlazione fra elevati livelli sierici di alanina aminotransferasi ferro e antiossidanti negli Stati Uniti d’America.
GIUGNO 2003
Il rischio di apparente malattia epatica (documentata dall’incremento delle transaminasi) si associa a incremento di ferro e diminuzione di antiossidanti in particolare dei carotenoidi.(Ruhl et al., Gastroenterology, 124,1821, 2003)
CIRROSI EPATICA- Supplemento nutrizionale con aminoaicidi a catena ramificata nella cirrosi avanzata. Uno studio randomizzato a doppio cieco.
GIUGNO 2003
Nella cirrosi avanzata la somministrazione per via orale per lungo tempo di aminoacidi a catena ramificata è utile per prevenire la progressione della insufficienza epatica e per migliorare lo stato generale del paziente. (Marchesini et al., Gastroenterology, 124, 1792, 2003)
EPATITE VIRALE C- Remissione biochimica sostenuta dopo trattamento con interferone correlata alla risposta biochimica alla fine del trattamento e associata a minore incidenza di epatocarcinoma.
GIUGNO 2003
La minor incidenza di carcinoma epatico è risultata più bassa non solo nei pazienti con risposta sostenuta virologica ma anche in quelli con risposta biochimica in confronto ai pazienti non responsivi.(Suzuki et al., Liver, 23, 143, 2003)
TRAPIANTO DI FEGATO- La chemioembolizzazione prima del trapianto di fegato per carcinoma epatico evita la progressione del tumore in lista d’attesa e porta a risultati eccellenti
GIUGNO 2003
La chemioembolizzazione è molto utile per prevenire la progressione del tumore mentre il paziente è in lista d’attesa per trapianto di fegato.(Graziadei et al., Liver Transpl;9,557,2003.)
Steatosi epatica – Steatosi Epatica non alcolica : una causa poco riconosciuta di una cirrosi criptogenetica.
GIUGNO 2003
La steatosi epatica non alcolica è oggi riconosciuta come la più comune causa di cirrosi criptogenetica.(Clark et al., JAMA.,289,3000,2003)
EPATITE VIRALE B-Lamivudina e 24 settimane di associazione Lamivudina/Interferone in soggetti con epatite cronica B, antigene e positivi non responsivi al solo interferone
GIUGNO 2003
Lamivudina per 52 settimane è efficace in soggetti HBs e HBeAg positivi non responsivi all’interferone come nei pazienti mai trattati precedentemente. Invece l’associazione di Lamivudina per 24 settimane e Interferone per 16 settimane non funziona in questi pazienti. (Schiff et al., J. Hepatol., 38 , 818, 2003)
EPATITI VIRALI-Aggiornamento sui casi di epatiti acute fatali in Italia nel periodo 1995-2000
GIUGNO 2003
Negli anni 1995-2000 in Italia i decessi dovuti all’epatite acuta sono stati rari e quasi sempre legati all’epatite B.(Bianco et al., Digest. Liver Disease , 35, 404, 2003)
INTERFERONE PEGHILATO alfa2a ENTRA IN COMMERCIO IN ITALIA
GIUGNO 2003
Il giorno 18 giugno 2003 l’Interferone Peghilato alfa2a (PEGASYS della Ditta ROCHE) sarà presente nelle Farmacie Italiane, classe A del Sistema Sanitario Nazionale, Nota CUF 32.
EPATITE VIRALE C- Risposta virologica sostenuta nell’epatite cronica C con la combinazione di terapia di induzione e prolungato mantenimento
MAGGIO 2003
Un regime che combina l’induzione con alte dosi di interferone associato a ribavirina e un trattamento prolungato è in grado di eliminare il virus dell’epatite C nella maggior parte di pazienti che hanno a priori scarse probabilità di risposta terapeutica. (Vrolijk et al., J. Viral Hepatitis, 10, 205, 2003)
EPATITE VIRALE C- Regime rinforzato d’interferone alfa2b e Ribsvirina è più efficace della combinazione standard di terapia nel ritrattamento di epatiti croniche C precedentemente non responsive al solo interferone : unos tudio randomizzato
MAGGIO 2003
In pazienti non responsivi al solo interferone un regime con alte dosi di interferone + ribavirina per 48 settimane è più efficace con un regime a più basso dosaggio di interferone + ribavirina per 24 settimane.(Poynard et al., J. Viral Hepatitis, 10, 197, 2003)
EPATITE VIRALE C- Uno studio randomizzato per valutare l’efficacia dell’alfa Interferone in combinazione con Ribavirina per il trattamento di soggetti con epatite cronica C non responsivi al solo Interferone : superiore efficacia di alto dosaggio di interferone giornaliero nel genotipo 1.
MAGGIO 2003
Il ritrattamento di pazienti con epatite C non responsivi alla monoterapia con interferone ritrattati con la combinazione di alte dosi giornaliere di interferone con ribavirina può essere efficace nei soggetti con genotipo 1. (Tassopoulos et al., J. Viral Hepatitis, 10, 189, 2003)
CISTI EPATICA- Risultato a lungo termine di multiple iniezioni di minociclina per il trattamento di cisti epatiche solitarie sintomatiche.
MAGGIO 2003
Iniezioni multiple di minociclina per il trattamento di cisti epatiche sintomatiche sono sicure ed efficaci.(Yoshida et al., J.Gastroenterol. Hepatol., 18, 595, 2003)
EPATITE VIRALE B- Drastica riduzione dei livelli sierici di alfafetoproteina dopo trattamento con Lamivudina in pazienti con epatite cronica B e cirrosi.
MAGGIO 2003
Questo lavoro descrive tre pazienti con cirrosi ed epatite B con altissimi livelli di alfafetoproteina senza evidenza di carcinoma epatocellulare. Il trattamento con lamivudina ha provocato una normalizzazione dei livelli di alfafetoproteina. (Yao, J. Clin. Gastroenterol.; 36,440, 2003)
EPATITE VIRALE C- Effetto dell’induzione con alfa Interferone + Ribavirina con o senza amantadina per il trattamento di pazienti affetti da epatite cronica C non responsivi al solo interferone: uno studio randomizzato
MAGGIO 2003
Il trattamento con interferone + ribavirina in pazienti non responsivi al solo interferone, si è dimostrato scarsamente efficace. Al contrario la triplice terapia (Interferone + Ribavirina + Amantadina) si è rivelata una trapia efficace e sicura.(Adinolfi et al., Gut; 52, 701-705, 2003)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Meta-analisi : Valutazione della terapia adiuvante dopo resezione curativa epatica per carcinoma epatocellulare.
MAGGIO 2003
La chemioterapia postoperativa transarteriosa ha migliorato la sopravvivenza e ha diminuito la probabilità di ripresa della malattia nei pazienti dopo resezione epatica curativa per carcinoma epatocellulare.(Mathurin et al., Alim. Pharmacol. Therap., 17, 1247,2003)
EPATITE VIRALE C- Terapia di induzione con interferone associato alla ribavirina per il ritrattamento di pazienti con epatite cronica C non responsivi all’interferone da solo.
MAGGIO 2003
Induzione con alte dosi di interferone associato + ribavirina sono ben tollerate ed efficaci in pazienti che non avevano risposto alla somministrazione del solo interferone. (Sievert et al., Alim.Pharm. Therap., 17, 1197, 2003)
CIRROSI EPATICA- Studio randomizzato di confronto tra albumina e soluzione fisiologica per la prevenzione di alterazioni circolatorie indotte dalla paracentesi in pazienti cirrotici con ascite.
MAGGIO 2003
L’albumina è più efficace della soluzione fisiologica per prevenire le alterazioni circolatorie indotte dalla paracentesi. La soluzione fisiologica è un’alternativa valida all’albumina quando sono evacuati meno di 6 litri di liquido ascitico. (Sola-Vera et al., Hepatology; 37,1147, 2003.)
CARCINOMA EPATOCELLULARE- La determinazione della Desgammacarbossiprotrombina può differenziare il carcinoma epatocellulare dalle malattie croniche non maligne nei pazienti americani.
MAGGIO 2003
La Desgammacarbossiprotrombina è più sensibile e specifica dell’alfafetoproteina per differenziare il carcinoma epatocellulare da malattie croniche epatiche non maligne. Sono in corso studi prospettici per valutare il ruolo della determinazione della Desgammacarbossiprotrombina in carcinomi epatocellulari iniziali.(Marrero et al., Hepatology; 37,1114,2003)
EPATITE VIRALE B- Individualizzazione della terapia con Interferone usando I livelli sierici di HBVDNA per ridurre il relapser virale in pazienti affetti da epatite cronica B: uno studio randomizzato controllato.
MAGGIO 2003
L’individualizzazione della durata della terapia mantenendo l’HBVDNA sierico negativo per almeno sei mesi riduce il Relapser virale dopo terapia con Interferone nei soggetti con Epatite Cronica B. (Chung et al., Europ. J. Gastroenterol. Hepatol.,15, 489, 2003)
EPATITE VIRALE C- Follow-up clinico del portatore di HCV con transaminasi normali
MAGGIO 2003
Nella maggior parte dei casi l’attività di malattia è modesta, così come la fibrosi e la cirrosi assai rara. I portatori di HCV con transaminasi normali non dovrebbero essere routinariamente sottoposti a biopsia epatica. Finché non avremo a disposizione i risultati degli studi con Peg Interferone + Ribavirina i portatori di HCV con transaminasi normali non dovrebbero essere trattati al di fuori di studi sperimentali controllati (Puoti et al., Digest. Liver Disease 35, 362, 2003)
CIRROSI EPATICA- Scleroterapia in emergenza in confronto all’impiego di farmaci vasoattivi in corso da sanguinamento per rottura di varice esofagea nel cirrotico : una “Cochrane meta-analisi”
MAGGIO 2003
Non esiste evidenza che la scleroterapia in emergenza rappresenti la prima linea di trattamento per il sanguinamento da varici nel cirrotico quando viene confrontata con farmaci vasoattivi con I quali il controllo del sanguinamento è raggiunto nell’83% dei pazienti. Pertanto la terapia endoscopica andrebbe impiegata soltanto nei casi di fallimento della terapia farmacologica. (Gastroenterology, 124, 5, 2003)
EPATITE VIRALE C- Gli studi sull’epatite acuta sono adeguati per identificare la via di trasmissione di infezioni di epatite C subcliniche?
MAGGIO 2003
Nell’anamnesi di soggetti antiHCV positivi l’uso di sostanze tossiche per via venosa si associa sia con la sieropositività dell’HCV e un’epatite acuta, mentre i tatuaggi si associano alla sieropositività del virus dell’epatite C ma non a un’epatite acuta sintomatica. (Haley et al., Arch Intern Med.;163,1095-1098, 2003).
TRAPIANTO DI FEGATO- Trattamento della ripresa dell’epatite C nei pazienti dopo trapianto di fegato: Esiste un beneficio istologico?
APRILE 2003
L’efficacia di un trattamento antivirale nella ripresa dell’epatite C dopo trapianto di fegato è deludente con scarso impatto sulla progressione della fibrosi.(Nair et al., Liver Transpl. 9, 354, 2003)
EPATITE VIRALE C- Previsioni del numero di complicazioni future nelle epatiti croniche C negli Stati Uniti
APRILE 2003
La prevalenza della cirrosi e l’incidenza delle sue complicazioni aumenteranno nei prossimi 10-20 anni. Questi dati enfatizzano la necessità di programmare un maggior numero di trapianti, aumentando l’impiego di donatori viventi e aumentando la ricerca per lo Xenotrapianto.(Davis et al., Liver Transp.;9,331, 2003.)
STEATOSI EPATICA- Steatosi epatica non alcolica, steatoepatite e la sindrome metabolica.
APRILE 2003
L’aumentata prevalenza dell’obesità , associata al diabete, dislipidemia, ipertensione ed infine la sindrome metabolica, mette una grande fetta di popolazione a rischio di severe malattie epatiche nei prossimi decenni.(Marchesini et al., Hepatology , 37, 917, 2003)
STEATOEPATITE NON ALCOLICA- Abitudini alimentari e loro rapporti con la resistenza all’insulina e la lipemia postprandiale in soggetti con steatoepatite non alcolica.
APRILE 2003
Questo lavoro fornisce ulteriore razionale per correzioni alimentari nei pazienti con steatoepatite non alcolica in particolare non obesi, non diabetici e normolipemici (Musso et al., Hepatology , 37, 909, 2003)
CIRROSI EPATICA- Risposta emodinamica al trattamento farmacologico dell’ipertensione portale e prognosi a lungo termine della cirrosi.
APRILE 2003
Nei pazienti cirrotici in trattamento farmacologico per prevenire il risanguinamento da rottura di varici esofagee una diminuzione della pressione portale del 20% o inferiore a 12 mm Hg si osserva una marcata riduzione del rischio di sviluppare complicazioni dell’ipertensione portale e si osserva una maggiore sopravvivenza.(Abraldes et al., Hepatology, 37, 902, 2003)
EPATITE VIRALE B- Soppressione a lungo termine dell’attività dell’epatite cronica HBeAg negativa con 24 mesi di terapia interferonica.
APRILE 2003
Un trattamento di 24 mesi con interferone alfa2b ha mostrato soppressione di malattia in una significativa proporzione di pazienti affetti da epatite cronica B HBeAg negativa.(Lampertico et al., Hepatology, 37, 756,2003)
EPATITE VIRALE B- Durata della risposta sierologica dopo trattamento con lamivudina nell’epatite cronica B
APRILE 2003
Molte risposte favorevoli ottenute in soggetti HBeAg positivi durante il trattamento con lamivudina sono durature anche quando il farmaco viene sospeso(Dienstag et al., Hepatology, 37, 748, 2003)
EPATITE VIRALE C- Confronto della progressione della fibrosi epatica in pazienti con epatite C con transaminasi persistentemente normali o elevate.
APRILE 2003
E’ molto meno probabile che i pazienti anti-HCV positivi con transaminasi persistentemente normali con iniziale fibrosi F0 o F1 mostrino progressione della fibrosi rispetto a quelli con elevati livelli di transaminasi.(Hui et al., J.Hepatol., 38 , 511, 2003)
EPATITE VIRALE C- Risposta sostenuta alla terapia di combinazione (Interferone e Ribavirina) in pazienti affetti da epatite cronica C che non avevano risposto al solo interferone.
APRILE 2003
I pazienti con epatite C non responsivi alla monoterapia con interferone e infettati dal genotipo non1dovrebbero essere ritrattati con interferone + ribavirina. Il trattamento dovrebbe essere esteso anche ai soggetti giovani con genotipo 1 che rispondono meglio rispetto ai soggetti più anziani. (Fargion et al., J. Hepatol., 38,499, 2003)
STEATOEPATITE NON ALCOLICA- Il probucol nel trattamento della steatoepatite non alcolica. Uno studio controllato randomizzato doppio cieco
APRILE 2003
Il probucol è un farmaco efficace nel ridurre significativamente i livelli di transaminasi nei pazienti affetti da steatoepatite non alcolica.(Merat et al., J. Hepatol., 38, 414, 2003)
CIRROSI EPATICA- Terapia dell’iponatremia del cirrotico con un antagonista del recettore della vasopressina: uno studio multicentrico randomizzato doppio cieco.
APRILE 2003
Un antagonista del recettore della vasopressina somministrato per os ( VPA-985) si è dimostrato in grado di correggere l’iponatremia in pazienti con cirrosi e ascite. Questo farmaco rappresenta una nuova terapia della ritenzione di acqua nella cirrosi. (Gerbes et al., Gastroenterol., 124,4,2003).
CARCINOMA EPATOCELLULARE- Studio controllato randomizzato per valutare l’efficacia di una chemioterapia adiuvante dopo resezione del carcinoma epatocellulare.
APRILE 2003
La chemioterapia adiuvante non si è dimostrata utile nei pazienti affetti da carcinoma epatocellulare resecato. (Kwok ET AL., J. Gastroenterol. Hepatol. 18, 450, 2003)
EPATITE VIRALE C- Impatto del consumo moderato di alcol sull’attività e fibrosi istologica in pazienti con epatite cronica C e specifica influenza sulla steatosi : uno studio prospettivo
APRILE 2003
Questo studio dimostra che in pazienti affetti da epatite cronica C l’attività istologica e la fibrosi epatica aumentano in proporzione alla quantità di alcol ingerito e che persino moderato consumo di alcol può aggravare le lesioni epatiche. (HÉzode et al., Alim. Pharm. Therap., 17,1031, 2003)
EMOCROMATOSI – I livelli sierici di ferritina predicono la fibrosi epatica avanzata nei pazienti con emocromatosi.
APRILE 2003
E’ assai improbabile che pazienti con emocromatosi e livelli sierici di ferritina inferiori a 1000 mg/L abbiano una cirrosi. Pertanto in tali pazienti la biopsia epatica non è necessaria.(Morrison et al., Ann Intern Med., 138, 627, 2003).
EPATITE VIRALE C- Progressione della fibrosi epatica in pazienti con epatite cronica C: uno studio prospettico con biopsie epatiche ripetute
MARZO 2003
Un terzo dei pazienti con moderata epatite cronica C h mostrato un peggioramento della fibrosi in un periodo medio di 30 mesi. Pertanto l’epatite C istologicamente moderata è una malattia progressiva. (Ryder et al., Gut;53,451,2004
EPATITE VIRALE C- Mutazione HFE ed epatite cronica C: Eterozigosi H63D e C282Y sono fattori di rischio indipendenti di fibrosi epatica e cirrosi.
MARZO 2003
L’eterozigosi C282Y o H63D sono fattori di rischio indipendenti per la fibrosi e la cirrosi epatica in soggetti infettati dal virus dell’epatite C. Lo screening per la mutazione HFE dovrebbe essere presa in considerazione in ogni infezione da HCV.(Erhardt et al., J. Hepatol., 38 , 335, 2003)
EPATITE VIRALE B- Effetto della terapia con lamivudina sullo scompenso epatico durante esacerbazioni acute di epatiti croniche B
MARZO 2003
La lamivudina può prevenire la morte in pazienti con epatite cronica B e scompenso epatico per riaccensione della malattia se la terapia parte precocemente, prima che i livelli di bilirubina superino i 20 mg/dl.(Chien et al., J. Hepatol., 38, 322,2003)
EPATITE VIRALE C- Velocità naturale di progressione della malattia in pazienti con epatite cronica C
MARZO 2003
Un intervallo di almeno 4-5 anni è necessario tra due biopsie epatiche per valutare i cambiamenti in pazienti con epatite crnica moderata.(Zarski et al., J.Hepatol., 38, 307, 2003)
CIRROSI EPATICA- Incidenza e storia naturale delle piccole varici esofagee nei pazienti cirrotici
MARZO 2003
I pazienti con assenza o con piccole varici esofagee , dovrebbero sorvegliati endoscopicamente tenendo conto della causa e del grado di disfunzione epatica.. (Merli et al., J. Hepatol., 38, 266, 2003)
MALATTIE EPATICHE- Un confronto della progressione della fibrosi in corso di epatiti croniche.
MARZO 2003
La velocità di progressione della fibrosi differisce marcatamente a seconda della causa della malattia epatica e secondo l’età e il sesso dei pazienti. I soggetti confettati con i virus HIV e HCV sono in particolare ad alto rischio di progressione della fibosi.(Poynard et al., J. Hepatol., Vol. 38, 257, 2003)
TRAPIANTO DI FEGATO- Trapianto di fegato nell’adulto da donatore vivente negli Stati Uniti
MARZO 2003
Il trapianto di fegato da adulto ad adulto da un donatore vivente sono in aumento negli Stati Uniti: sono concentrati in pochi grandi Centri. La mortalità nei donatori è bassa (0,2%), ma le complicazioni negli stessi donatori sono relativamente comuni .(Brown et al., New Engl.J.Med. 348, 818, 2003)
EPATITE VIRALE C- Miglioramento dell’istologia epatica dopo un lungo periodo in pazienti con epatite cronica C e risposta sostenuta all’interferone.
MARZO 2003
Tra i pazienti affetti da epatite cronica C trattati con Interferone, quelli con una risposta sostenuta , hanno una progressiva riduzione e in alcuni casi una completa regressione del danno istologico epatico. (Toccaceli et al., J.Viral Hepatitis, 10 , 126 , 2003)
EPATITE VIRALE C- Efficacia di una terapia prolungata con 5 Milioni di Unità di Interferone + Ribavirina per i pazienti relapser affetti da epatite cronica C.
MARZO 2003
In circa il 50% dei pazienti relapser con genotipo 1 o 4 si ottiene una risposta sostenuta se ritrattati con 5 MU di interferone 3 volte alla settimana + ribavirina per 48 settimane. (Fattovich et al., J. Viral Hepatitis, 10, 111, 2003)
EPATITE VIRALE C- L’impatto di una precedente infezione da virus dell’epatite B sull’istoloia epatica e sulla risposta al trattamento con interferone di pazienti affetti da epatite cronica C
MARZO 2003
Una precedente infezione da virus dell’epatite B non influenza l’istologia epatica o la risposta alla terapia con interferone nei pazienti affetti da epatite cronica C.(Myers et al., J. Viral Hepatitis, 10, 103,2003)
EPATITE VIRALE C- Disfunzione cerebrale in corso di epatite cronica C.
MARZO 2003
La recente dimostrazione della presenza delle sequenze geniche dell’HCV nell’encefalo di persone portatrici del virus, potrebbe giustificare l’intrigante ipotesi che l’infezione da HCV del sistema nervoso centrale possa essere la causa dei sintomi neuropsicologici osservati in questi pazienti. (Forton et al., J.Viral Hepatitis, 10 , 81, 2003)
EPATITE VIRALE B- Cinetica dell’HBVDNA e dell’HbsAg in pazienti con epatita acuta B con e senza coinfezioni da altri virus epatitici.
MARZO 2003
L’eliminazione dell’HBV nella maggior parte dei pazienti con epatite acuta B non viene modificata dalla coinfezione con altri virus epatitici.(Chulanov et al., J. Med. Virol. 69,313, 2003)
TRAPIANTO DI FEGATO- Grave ripresa dell’epatite C dopo ritrapianto di fegato per cirrosi da HCV dell’organo trapiantato da virus dell’epatite C.
MARZO 2003
L’evoluzione del ritrapianto di fegato per cirrosi da HCV del primo
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